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NEL DISCO DI MAURIZIO COSTANZO: DOMANDE E INCERTEZZE CHE LA VITA CI PRESENTA – RECENSIONE

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Il cantautore bolognese Maurizio Costanzo, nel suo primo album “La faccia delle persone” mostra una forte identità cantautorale e un’attenta capacità di esplorare le emozioni personali. In rotazione radiofonica con il singolo “Mia madre ha il Parkinson”.

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Sì, diciamoci la verità: ciò che premia un cantautore (un vero cantautore!) è la propria e innata capacità di vedere il mondo. Vederlo con disincanto, ironia, dis-interesse. E narrare i “fatti” e gli accadimenti. Farci annusare l’odore acre della malinconia. Immergerci nell’acqua tiepida delle suggestioni quotidiane, degli affetti e delle delusioni. Ecco: un cantautore si deve distinguere per questo.

E Maurizio Costanzo, artista bolognese (ma di origine calabrese), con la pubblicazione del suo primo album “La faccia delle persone” (distribuito dall’etichetta Parametri Musicali e disponibile in formato fisico, per il download digitale e su tutte le piattaforme di streaming) ci rimanda l’immagine ben definita di un talentuoso paroliere, maestro di descrizioni ricche e coinvolgenti, capace di navigare tra le domande e le incertezze che la vita ci presenta. Ogni brano è avvolto da un forte senso di identità cantautorale e da un’attenta capacità di esplorare le emozioni personali, senza alcuna concessione alla mediazione o al travisamento della verità. Si percepisce un richiamo a una bellezza d’altri tempi, una forma sobria ma curata e una narrazione elegante che, purtroppo, sembra essere sempre più rara al giorno d’oggi.

La tracklist apre con “Tutto quello che rimane”, brano che esplora le difficoltà di molte persone nel connettersi autenticamente con gli altri, rimanendo intrappolate in una sorta di attesa passiva. È un tema profondo e toccante, che mette in luce come, a volte, ci si possa sentire costretti a mostrare solo una facciata, senza rivelare le emozioni e i sentimenti più profondi.

Poi arriva “Cercami”, con il suo linguaggio essenziale, il tono più raccolto, intenso e delicato: parole intime su amori che resistono e si cercano. L’arrangiamento incalzante la rende una delle canzoni più incisive dell’album.

C’è anche spazio per la consolazione e la resistenza nei confronti di un’esistenza vuota, nel brano “Mi perdo in un bicchiere”: qui la combinazione di chitarra acustica, pianoforte e oboe crea un’atmosfera malinconica che colpisce l’ascoltatore, mentre la voce morbida che si intreccia con le percussioni leggere aggiunge un ulteriore livello di profondità alla canzone.

Biancaneve”, invece, contiene un messaggio bellissimo: la forza interiore delle donne di fronte alle difficoltà è davvero potente. È bello vedere come la musica possa riflettere la resilienza e la speranza, sottolineando che la felicità è sempre a portata di mano.

E poi c’è “Mia madre ha il Parkinson”, un brano toccante che riesce a catturare l’essenza di una lotta interiore e di una realtà difficile. Il cantautore bolognese riesce a trasmettere con grande sensibilità le emozioni di chi vive accanto a una persona malata, mentre la musica dolce e commovente accompagna perfettamente le immagini di una vita segnata e vulnerabile (“allora dimmi dove vuoi andare / senza chiavi senza strade senza mani / la vita ti fa ingoiare l’acqua rotta che affonda in un fiume / le scarpe non fanno rumore e la voce non riesce a dire / gli occhi senza guardare si muovono per farsi capire”).

Come in una favola” fonde atmosfere soft e romantiche con sonorità rock sul finale, raccontando il desiderio di una totale identificazione con la donna amata, per essere più felice e stare meglio.

Interessante la canzone “L’ultimo giorno”, dedicata a chi ha sogni ma si sente sopraffatto dagli stereotipi e dalle pressioni quotidiane. L’invito è di staccare la testa dai problemi e godere di ogni singolo giorno.

L’album si chiude con “Aspettando amore” che esplora come l’assenza di amore possa influenzare profondamente il nostro equilibrio interiore. Non si tratta solo dell’amore romantico, ma di qualsiasi forma di affetto, anche quello platonico. La canzone ci invita a riconoscere queste attese universali e a riflettere sull’importanza dell’amore in tutte le sue forme.

Il disco si distingue per l’inconfondibile impronta stilistica del produttore bolognese Roberto Costa, una figura di riferimento nella musica leggera italiana, noto per le sue collaborazioni con artisti del calibro di Lucio Dalla, Ron, Luca Carboni, Mina e Gianni Morandi.

maurizio costanzo

Questa la tracklist dell’album di cui Maurizio Costanzo è unico autore, sia dei testi sia della musica.

  1. Tutto quello che rimane
  2. Cercami
  3. Mi perdo in un bicchiere
  4. Biancaneve
  5. Mia madre ha il Parkinson
  6. Come in una favola
  7. L’ultimo giorno
  8. Aspettando amore  

 

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