C’è stato un tempo in cui Serena Brancale calcava i palchi dei piccoli club, con un repertorio raffinato e un’estetica sobria, da interprete jazz. Poi è arrivato Baccalà, con il suo ritmo travolgente, il dialetto barese e un’immagine scenica completamente rinnovata.
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Una svolta che, per alcuni, è apparsa spiazzante, persino deludente. Ma a guardare più da vicino, quel cambiamento non è stato un tradimento del percorso artistico, bensì un’evoluzione consapevole.
Proprio come Lady Gaga, inizialmente criticata per i suoi look eccentrici e le hit pop più commerciali, solo per essere poi riconosciuta – grazie a progetti come quelli con Tony Bennett – come una musicista colta e di talento. Serena e Gaga provengono da mondi diversi, ma condividono una stessa visione: superare le aspettative, reinventarsi, restare fedeli a sé stesse.
Ed è proprio per questo che mi è parso illuminante metterle a confronto. Non per esaltarne le somiglianze, ma per riconoscere in entrambe quella stessa ostinazione a scegliere un cammino autentico, anche quando è in salita.
Radici forti e mente libera
Nata a Bari nel 1989, Serena Brancale cresce in una famiglia dove la musica è di casa. Studia violino, pianoforte, si diploma in canto jazz e recita anche in teatro e al cinema. Una formazione solida e poliedrica, che ricorda quella di Stefani Germanotta – in arte Lady Gaga – cresciuta tra pianoforte classico e musical off-Broadway.
Entrambe hanno costruito il proprio linguaggio partendo dalla tecnica, per poi trasformarla in arte personale.
Prima del successo: Gaga e Serena, due strade simili
Anche Gaga, prima della fama globale, tentò di farsi conoscere con brani raffinati e sonorità acustiche. Con la “Stefani Germanotta Band” aveva inciso EP jazz-pop di grande qualità, ignorati dall’industria. Solo dopo, con look estremi e hit da classifica, ha attirato l’attenzione. Ma dietro Just Dance c’era già un’artista preparata, colta e affamata di autenticità. Il riconoscimento arrivò più tardi, con Cheek to Cheek al fianco di Tony Bennett.
Similmente, Serena è emersa al grande pubblico con Baccalà, un brano travolgente e popolare, ma scritto da una jazzista. Solo dopo abbiamo scoperto la profondità del suo percorso, il suo amore per le contaminazioni, le collaborazioni con Ghemon, Richard Bona e Fabrizio Bosso.
Serena fonde jazz, soul, R&B, funk, musica elettronica e dialetto barese. Gaga ha fatto lo stesso su scala internazionale, passando dal dance-pop al jazz, al rock. In Je sò accussì, Brancale mescola groove moderni e radici locali. Gaga, in Joanne, ha fatto risuonare il country con l’elettronica. L’ibridazione è la chiave.
“Mi stavo chiudendo nello studio, nella didattica… Poi è arrivato ‘Baccalà’ grazie a un video su TikTok. Ho iniziato a scrivere questa filastrocca in treno!”
– Serena Brancale, Musica Jazz
L’artista totale: voce, corpo e presenza scenica
C’è un altro elemento che accomuna Serena Brancale a Lady Gaga: la versatilità performativa. Entrambe non sono solo cantanti, ma vere e proprie artiste totali. Gaga ha recitato in film come A Star Is Born e House of Gucci, ricevendo riconoscimenti per le sue doti attoriali. Ma prima ancora, si era imposta sul palco come performer completa, capace di ballare, suonare e costruire show teatrali di grande impatto visivo.
Serena, nel suo percorso, ha seguito una traiettoria simile. Ha studiato recitazione, ha partecipato da giovanissima al film Mio cognato di Alessandro Piva, e oggi porta in scena spettacoli che sono molto più di un semplice concerto: sono performance dove la voce dialoga con il corpo, la comicità, il gesto, la danza. Non è raro vederla improvvisare passi di ballo durante un assolo strumentale o interagire con il pubblico con ironia teatrale.
La scena per entrambe non è solo uno spazio da occupare: è un linguaggio da abitare con ogni parte di sé.
L’estetica che evolve con la musica
All’inizio Gaga stupiva con look provocatori e teatrali. Poi, accanto a Tony Bennett, ha scelto abiti sobri ed eleganti per lasciar parlare la voce. Serena ha vissuto un’evoluzione parallela: da interprete jazz minimalista a performer visivamente riconoscibile, con outfit rétro-urban e tocchi glamour che riflettono il suo nuovo approccio musicale.
“Mi dicevano: non mostrare il seno, non mettere borchie perché fai jazz. Ma perché devo vergognarmi se mi piace la techno o Paola Cortellesi?” — Serena Brancale, SkyTG24
Quando Gaga esordì con Just Dance e Poker Face, molti la liquidarono come prodotto commerciale. Solo più tardi, con Cheek to Cheek e A Star Is Born, il mondo ha visto la vera musicista e interprete. Allo stesso modo, Brancale si è fatta notare con un brano travolgente (Baccalà), ma chi l’ha seguita nel tempo ha scoperto l’artista raffinata, capace di scrivere, suonare, cantare e dirigere la propria arte.
“Il dialetto per me è verità. Questo brano è italiano, ma anche in dialetto barese.” — Serena Brancale, SkyTG24
Progetti televisivi: la conferma di una performer completa
Nel 2025 Serena Brancale sarà protagonista in due importanti programmi televisivi, a testimonianza della sua sempre più riconosciuta versatilità.
Su Rai 2 sarà una presenza fissa nel programma Belve condotto da Francesca Fagnani: in ogni puntata interpreterà una cover diversa, offrendo un momento musicale tra le interviste.
Inoltre, Serena entrerà nel cast del nuovo talent show Like a Star, condotto da Amadeus sul canale Nove, dove farà parte della giuria insieme a Elio e Rosa Chemical.
La rivoluzione dell’autenticità
Serena Brancale non è la Lady Gaga italiana in senso imitativo. Ma condivide con lei un approccio artistico raro: quello di chi non si lascia incasellare, di chi osa cambiare pelle restando coerente con sé stessa. Entrambe hanno sfidato pregiudizi, superato cliché, unito estetica e contenuto, leggerezza e profondità.
Da questo confronto riusciamo a vedere che esistono artisti che, in ogni angolo del mondo, seguono la stessa strada difficile e coraggiosa: quella dell’autenticità.
In un’epoca musicale fatta di mode passeggere e algoritmi, Brancale e Gaga dimostrano che il vero atto rivoluzionario è restare sé stesse — anche quando questo significa prendersi dei rischi.
Che questo articolo possa essere, per Serena, un piccolo augurio: che il suo percorso artistico – già così ricco, coraggioso e brillante – possa portarla verso un meritato successo planetario, proprio come è accaduto a Gaga.
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