29.4 C
Milano
venerdì, Maggio 20, 2022
No menu items!

Ultimi post

Lo strano caso del dottor Orsini e il signor Hyde

Voto Utenti
[Total: 1 Average: 4]

Una sera uno stimato ricercatore e docente universitario italiano entrò per la prima volta in uno studio televisivo. Pochi minuti prima era passato in sala trucco. Con un pizzico di narcisismo o forse per compiacere la truccatrice, si guardò allo specchio e si piacque, ma mai avrebbe immaginato quanto, da quella sera in poi. Oggi il dottor Orsini è una star da talk show molto diverso da quello che era prima quando collaborava per i servizi segreti italiani. Come il dottor Jekill beve una pozione chimica che spesso trasforma il suo io e la sua identità. Gli capita tutte le volte che si siede in uno studio televisivo. La pozione produce un effetto istantaneo. Da persona mite e ragionevole il dottor Orsini si trasforma in un mostro televisivo da talk show dove conta spararle più grosse possibile per spaventare e contemporaneamente sedurre il pubblico.

Ma come accade al protagonista del romanzo di Robert Louis Stevenson gli effetti della pozione producono una forma di tossicodipendenza inarrestabile al punto tale che la trasformazione si attua da sola.

Ora me ne guardo bene dal commentare le dichiarazioni di Orsini sulla felicità infantile sotto dittatura, preferisco soffermarmi sull’aspetto mediatico, dato che il mondo televisivo lo conosco molto bene da oltre 35 anni. Ho conosciuto tanti altri dottor Jekill nelle reti televisive italiane. Uno di questi che ho avuto anche il piacere di conoscere è stato Vittorio Sgarbi. L’ho incontrato per la prima volta a Senigallia dove in piazza tenne una conferenza sull’arte davvero sublime. Fu gentile e disponibile con tutti, dal primo cittadino all’ultimo. Un vero signore. Tre mesi dopo lo incontrai di nuovo a Mediaset, allora Fininvest negli studi di un noto quiz televisivo, credo fosse “Il gioco dei 9”. Era diventato Hyde. Faceva la corte a qualsiasi donna si avvicinasse a lui, dalla truccatrice alla redattrice, fino a una imbarazzata concorrente praticamente ipnotizzata dallo sguardo di Sgarbi. Un imbarazzo simile a quello provato da Bianca Berlinguer dopo aver invitato per l’ennesima volta Orsini-Hyde nel suo programma. In seguito Sgarbi fece scintille durante la registrazione litigando con un altro ospite, mandando in tilt la trasmissione per almeno un’ora.

Orsini-Hyde ha cominciato da poco in tv ma ha già capito che gli effetti collaterali della pozione mediatica sono la difesa e la celebrazione del proprio ego, la postura drammatica, l’espressione tesa e aggressiva e l’appropriazione del tempo altrui che sottrae sensibilmente agli altri, il tentativo di approfondimento o di replica. L’unica possibilità per fermare il suo fiume impaziente di parole è chiedere venia al conduttore di turno o parlargli sopra per attenuare la sua strabordanza. Sinceramente questa arrendevolezza al mondo televisivo, pur lavorandoci dentro come autore e produttore esecutivo, non l’ho mai compresa, soprattutto nella televisione di oggi che ha perso indubbiamente quel fascino che aveva negli anni ottanta e novanta nella competizione Rai-Mediaset.

Oggi i canali e le reti sono infinite, sono gocce in un oceano di antenne, parabole, decoder, device di ogni tipo. Nelle case popolari di periferia vedi parabole appese ai balconi, alle mura esterne, alle ringhiere. In quelle case si vedono film di Bollywood, telegiornali di Al Jazira, talent show filippini e quant’altro. I giovani guardano solo il cellulare, la tv non la guardano da quasi vent’anni, non li rappresenta più. Forse Orsini, non so quanto consapevolmente, ha capito che era arrivato il momento giusto per la tv per mostrare una nuova creatura da talk show, un nuovo mostro dell’infotainment, così si è presentato con le sue credenziali.

Il caso Orsini-Hyde-Berlinguer a Carta Bianca sembra tratto non solo dal romanzo di Stevenson ma anche dal film ”Quinto Potere” di Sidney Lumet dove la Berlinguer per fare ascolti, strizza l’occhio al personaggio Diana Christensen interpretato da una superba Faye Dunaway, suscitando l’ira del direttore di rete Max Schumaker interpretato da William Holden che nel nostro caso è paragonabile al direttore di Rai Tre Franco Di Mare. La querelle tra i tre abilmente orchestrata dai centri media ha fatto colpo. Gli ascolti aumentano e il sequel di “Quinto Potere” è già sugli schermi.

Ma a che serve tutto questo?

Forse solo al dottor Orsini-Hyde che in tempi di gravosa crisi economica, può cominciare a mettere in cascina un bel po’ di fieno made in Italy e non di provenienza russa, ma a patto che ne sia consapevolmente lucido perché se Orsini crede di essere Howard Beale, il pazzo profeta dell’etere di “Quinto Potere”, allora il problema è grave. La tv crea mostri ma fino a quando restano nel recinto dell’intrattenimento non è poi così grave, resta un zoo di pupe e tronisti, donne rifatte naufraghe, ignoranti conclamati con addominali scolpiti, matrimoni finti, giurati occasionali, etc…

Il telespettatore fa zapping in tv come buttare noccioline tra le sbarre di uno zoo. Ma quando i mostri entrano nel recinto dell’informazione allora bisogna stare attenti perché possono ferire oltre le sbarre. Quando ti senti domandare da tuo figlio minorenne . “Papà ma è vero che i bambini possono essere felici sotto una dittatura ?” allora bisogna vigilare sul serio e cambiare canale o spegnere la tv.

Facebook Comments

Latest Posts

I piu' letti

Resta in contatto

Per essere aggiornato con tutte le ultime notizie, offerte e annunci speciali.