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Monica Vitti, l’astro del cinema italiano scompare a 90 anni

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di Victor Venturelli

Non basterebbe un libro a raccontare ciò che Monica Vitti ha rappresentato per il cinema italiano ed internazionale. La sua scomparsa oggi, annunciata sul profilo Twitter di Walter Veltroni attraverso le parole del marito Roberto Russo, a seguito di una lunga malattia degenerativa che l’ha accompagnata fino al suo ultimo respiro, lascia un vuoto incolmabile.

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Un’uscita dai riflettori avvenuta dopo essere stata ricevuta al Quirinale per i David di Donatello nel 2001. Un addio alle scene in punta di piedi con la dignità di chi ha saputo riconoscere il proprio limite, un grande male fisico, e lo ha accettato.

Una carriera di oltre 30 anni a fianco dei registi più importanti della sua generazione, da Michelangelo Antonioni a Mario Monicelli fino ad arrivare all’amicizia con Alberto Sordi, definendosi come musa e grande interprete del grande cinema italiano. Per chi ne ha vissuto il successo (e non solo verrebbe da dire) Monica Vitti è e sempre sarà un’icona, come quelle che non se ne vedono da tempo. La consapevolezza di essere complicata, il rifugio nella recitazione, la capacità di fare proprie le emozioni dei personaggi da lei interpretati in un’alternanza costante tra tragedia, dramma e commedia sono state la prova del suo estro artistico, del suo talento mai gridato e sempre sussurrato, a prova del fatto che per essere grandi spesso non è necessario urlare.

Una fama crescente che l’ha portata a calcare numerosi palchi, mostrando diverse sfaccettature della sua innata dote che poi è esplosa sul grande schermo anche se il teatro l’ha accompagnata sempre.

Ecco così la sua partecipazione in pellicole che hanno fatto la storia, dalla trilogia dell’incomunicabilità di Antonioni, L’avventura, La notte e L’eclisse, dal 60 al 63; Deserto rosso, Leone d’oro a Venezia e poi l’incontro con Mario Monicelli che consacra il suo successo con la Ragazza con la pistola portandola ad essere l’attrice maggiormente richiesta sulla scena, la più versatile e la più goliardica. Insomma ovunque venisse chiamata Monica Vitti era capace di brillare come poche stelle sanno fare.

Una carriera che è sempre andata avanti, senza fermarsi, firmando vere e proprie pietre miliari della cinematografia come Dramma della gelosia di Scola, affianco a Mastroianni e Giannini poi con Dino Risi nel one woman show Le donne sono fatte così, Anitra all’arancia con Tognazzi, la Tosca di Magni con Proietti.

Monica ha saputo incarnare la Commedia all’italiana con la C maiuscola, abbracciandone ritmi stilistici e interpretativi, tanto da regalare una performance d’eccezione in Teresa la ladra di Carlo Di Palma e diventando un vero e proprio punto di riferimento.

Avere il coraggio di non porsi dei freni, non tirarsi indietro di fronte a nuovi generi e nuove sfide. Monica Vitti rappresentava la recitazione a tutto tondo e se da una parte, durante la sua prolifica carriera, si è avvicinata al mondo del cinema d’autore grazie a registi come Bunuel, il suo apice l’ha raggiunto a fianco di Alberto Sordi, con cui ha instaurato un rapporto profondo, intenso dando vita a opere come Amore mio aiutami!, Polvere di stelle.

monica vitti

Monica, all’anagrafe Maria Luisa Ceciarelli, nata a Roma il 3 novembre 1931, oggi ha ancora molto da insegnare. Il suo addio terreno ne riporta in auge l’eleganza del pensiero, il suo essere fieramente una donna, forte, sincera, umile diventando un esempio per sé stessa e per gli altri.

Le donne mi hanno sempre sorpresa: sono forti, hanno ancora la speranza nel cuore e nell’avvenire” è una delle frasi più celebri che ne testimoniano la profondità umana, non senza un’ironia che l’ha accompagnata per tutta la vita e che l’ha resa inimitabile, come quando con autocritica ha detto: “Le attrici, diciamo bruttine, che oggi hanno successo in Italia lo devono a me. Sono io che ho sfondato la porta.”. Un modo di fare tutto suo che l’ha condotta verso innumerevoli successi, tra cui 3 Nastri d’Argento e 5 David.

Forse definirla predestinata può sembrare troppo, ma le stelle, le icone non sempre sanno di esserlo, o semplicemente non se lo aspettano. “I miei genitori non hanno mai condiviso la mia scelta. Un giorno mia madre mi disse: ‘La polvere del palcoscenico corrode l’anima e il corpo’” ha raccontato in un’intervista.

Noi oggi di una cosa siamo certi, la polvere che hai saputo portare sul palcoscenico, sul grande schermo è qualcosa che ci terremo profondamente stretto, continuando a ricordarti con il tuo sorriso, la tua possente semplicità, il tuo cuore fragile ma pieno d’amore che tanto ha dato all’Italia intera.

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