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Morgan nel marasma mediatico del tritacarne di “Live Non è la d’Urso”

Morgan ieri sera è stato ospite della quarta puntata di Live Non è la d’Urso di Barbara D'Urso, programma televisivo in onda in prima serata su Canale 5.

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Morgan ieri sera è stato ospite della quarta puntata di Live Non è la d’Urso di Barbara D’Urso, programma televisivo in onda in prima serata su Canale 5.

Non è un bel mondo quello in cui per mantenerti e mantenere le tue figlie, devi andare in tv a subire un processo mediatico ma è pur sempre un’opportunità, quella che non accade mai ai poveri cristi sconosciuti.

Ok. Vado in tv a lavare i miei panni in prima serata. Il gioco vale la candela, probabilmente. Difficilmente comprensibile però, aldilà dello squisito fatto economico, se chi ci va è un artista dotato di grande talento e intelligenza come Morgan. E’ un po’ come fare una passeggiata in prima linea davanti a un plotone addestrato. Ci vuole un fisico bestiale come cantava qualcuno.

Morgan dalla D’urso non è quell’Uno contro tutti di Maurizio Costanzo, dove il meraviglioso Carmelo Bene partecipava con una certa soddisfazione: “Sono venuto per disgustarmi” disse al Parioli. Difronte però aveva una serie di opinionisti e critici che si sputtanavano da soli, Carmelo Bene giocò facile. Fu solo Roberto D’Agostino a metterlo in imbarazzo e oltretutto con una battuta sublime:

Se Lei non esiste, perché si tinge i capelli?”.

Risultato: Carmelo Bene 10 a 0. L’Uno contro tutti della D’Urso va invece dritto sul gossip, dell’arte ne fa volentieri a meno, per cui il dibattito in studio lascia il contenuto nei camerini. Morgan fa del suo meglio per sottrarsi al processo e tutto sommato ci riesce, con la consapevolezza di interpretare “la serpe in seno”, in un nido di serpenti ammaestrati il cui veleno da gossip è in parte biodegradabile perché è solo televisivo quindi facilmente superfluo e dimenticabile.

Però a un certo punto il combattente Morgan si mette le mani nei capelli e a testa bassa sembra dire tra sè e sé: “Perché sono qui?”, ma all’inizio del talk shock (shock, perché di show c’è solo Morgan al pianoforte) aveva già dato la risposta al quesito chiedendo alla D’Urso: “Tu mi paghi stasera?”.

Morgan lo considero un amico, per cui d’istinto avrei preferito vederlo in tv a cantare Tenco ed Endrigo, piuttosto che raccontare i suoi casini. Ma quello che mi ha invece rattristato sono i tronisti ospiti che recitano la parte degli avvocati dell’accusa. Chiaro, sono pagati e anche bene suppongo, per cui recitano la parte, ma sinceramente ne vale la pena? Morgan lo capisco, ma loro?

Con tutti i difetti e contro-difetti io simpatizzo sempre per gli artisti, molto meno quando gli artisti stessi, non lo fanno ma si prestano al gioco dei ruoli diventando opinionisti di passaggio.

morgan

Morgan se l’è cavata bene comunque.

Ho immaginato i suoi pensieri mentre scorrevano quei contributi filmati commentati da una voce fuori campo simile a quella dei trailer dei film della Marvel. In parte erano persino inconsapevolmente ironici. Ma la tv non è più quella che i situazionisti chiamavano Lo Spettacolo della Società, bensì La Società dello Spettacolo.

Tutto ruota attorno ai fatti propri dei vip, ai loro vizi privati anziché alle loro pubbliche virtù. E’ ormai una sorta di fiction seriale.

Episodio 1: Asia Argento. Episodio 2: Morgan. Ci sarà anche l’episodio 3?

Speriamo di no, tanto vale mandare in onda la fiction vera o le telenovelas allora, almeno è tutto dichiaratamente finto, invece dalla D’Urso i fatti descritti appartengono alla realtà. Un bel salto carpiato, rovesciato dal trampolino con quoziente di difficoltà 9,9. Si mette in scena il dramma della Società dello Spettacolo, che viene visto a casa dalla Società che lo spettacolo lo guarda sul divano.

Morgan non è uno contro tutti, anche se ironicamente ammette in tv: “Come sempre”.

Morgan è nel marasma mediatico come tutti. Nel tritacarne televisivo ci si passa per forza. Chi si accontenta di fare l’ospite canoro, si protegge di più, ma ormai rischia di diventare un arredo scenografico, uno che “canta bene” ma che sta lì per tre minuti, il tempo di promuovere il suo disco e poi levarsi di torno.

Le tentazioni invece di fare l’ascolto, di essere commentati il giorno dopo la trasmissione su decine di quotidiani e migliaia di post sui social è forte, tentacolare, spesso micidiale. E’ una sorta di patto con il diavolo, che come sappiamo bene non esiste se non nell’ immaginazione umana.

Non ci resta che aspettare di rivedere Morgan parlare di musica e suonarla, possibilmente in un suo format senza panni stesi da lavare in studio.

Ciao Marco, a presto!

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Roberto Manfredi
Roberto Manfredi è figlio d’arte. Madre organista alla chiesa Valdese di Milano e insegnante di pianoforte. Padre pittore, musicista di oboe, diplomato al Conservatorio di Pesaro. La musica accompagna Roberto fin dalla tenera età, in cui canta gli inni protestanti, ( gospel e ballate ) e suona in casa con i suoi genitori. Studia il pianoforte e il basso elettrico. Poi terminati gli studi all’Accademia di Belle Arti a Carrara, entra nella discografia nel 1975 alla Produttori Associati dove si occupa di promozione e in particolare della promozione dei dischi di Fabrizio De Andrè, poi diventato suo amico negli anni a seguire. Dopo un anno si sposta alla Editori Associati, l’ Edizione musicale che fa parte della Ricordi e della produttori Associati. Nel 1976 produce il primo disco insieme al fratello Gianfranco e a Claudio Fabi. E’ la registrazione live dell’ultimo Festival di Re Nudo al Parco Lambro. Nel disco figurano artisti come Ricky Gianco, Eugenio Finardi, Area, Tony Esposito, Canzoniere del Lazio e molti altri. Passa poi nel gruppo RCA insieme a Nanni Ricordi seguendo parecchie produzioni discografiche dell’Etichetta indipendente Ultima Spiaggia e per la RCA stessa. In quegli anni produce gli album di Gianfranco Manfredi, David Riondino che lo fa conoscere a De Andrè che lo porta nel suo storico tour con la PFM e soprattutto l’album “Un Gelato al limon” di Paolo Conte. Scopre anche Alberto Fortis presentandolo dopo il periodo della RCA a Claudio Fabi e Mara Maionchi alla Ricordi. Durante questo periodo segue molte registrazioni di Enzo Jannacci, Claudio Lolli, Ricky Gianco, Ivan Cattaneo, etc… Passa poi come vice direttore artistico alla Polygram dove segue contemporaneamente una trentina di artisti sotto contratto, da Massimo Bubola a Carlo Siliotto, da Maria Carta a Roberto Benigni ( L’inno del corpo sciolto ) fino alla compilation “Luci a San Siro” di Roberto Vecchioni. Nel 1981 abbandona la Polygram, resosi conto che l’industria discografica si avviava al fallimento, e si trasferisce a Roma fondando con Pasquale Minieri, Anna Bernardini e Gaetano Ria la Società Multipla. Qui parte la produzione dell’operazione Mister Fantasy. Beppe Starnazza e i Vortici, con Freak Antoni nei panni del front man. Dopo l’album e due tournèe, seguono due singoli distribuiti dalla Cbs. Produce in seguito il supergruppo vocale The Oldies per la Rca ( con Nicola Arigliano, Cocky Mazzetti, Ernesto Bonino, Wilma De Angelis e Claudio Celli ) e l’ultimo album di Gianfranco Manfredi per la Polygram. Produce anche le colonne sonore del film “Liquirizia” di Salvatore Samperi e “Lupo Solitario”, programma di Antonio Ricci con Elio E Le Storie Tese, Banda Osiris e Skiantos. Contemporaneamente passa alla televisione come autore televisivo. Fonda anche la società Sorpresa SoS, che si occupa di promozione e produzione di concerti, servizi stampa e casting televisivi. Organizza e promuove concerti del management di Franco Maimone e Francesco Sanavio, quali Iggy Pop, Suzanne Vega, Lena Lovich e Nina Hagen, James Brown, Depeche Mode, The Kinks, Penguin Cafè Orchestra, Charlie Headen Liberation Orchestra e Sting. Poi decide di specializzarsi nel mondo televisivo e nei format musicali. E’ stato autore e capoprogetto di format quali Lupo Solitario, Fuori Orario, Mister Fantasy, Sanremo Rock, Segnali di Fumo, Tournèe, Super, Night Express, Italian Music Award, e “Supermarket” di e con Piero Chiambretti e di innumerevoli speciali monografici per Italia uno di artisti quali Elton John, Madonna, U2. Contemporaneamente produce gli home video “Mistero Buffo” di Dario Fo e “Storie del signor G” di Giorgio Gaber. Nel 1988 fonda il gruppo satirico “I Figli di Bubba” partecipando al Festival di Sanremo nella sezione Big. In seguito rimane come capoprogetto nella sezione tv della Trident Agency per oltre due anni e infine entra nella società Magnolia di Giorgio Gori come produttore esecutivo e autore. Dopo sette anni in cui produce ben quattro edizioni del format “Markette” di Piero Chiambretti, lavora per la ITC Movies per lo show di Maurizio Crozza “Crozza Alive” occupandosi anche di altre produzioni per Varie case di produzione tra cui Endemol e 3zero2 di Piero Crispino e Mario Rasini di cui è stato autore nel programma RAI DUE : “Delitti Rock”, E’ stato direttore artistico di vari eventi e manifestazioni di carattere nazionale e internazionale come “Il cinquantesimo anniversario della bomba di Hiroshima” presso la Sala Nervi in Vaticano dove ha riunito artisti come Dee Dee Bridgewater, Al Jarreau e Randi Crowford, è stato direttore artistico dei concerti per la Mostra Internazionale del Cinema di Venezia nel 1995 e dell ‘unico Festival di Musica africana a San Siro per il sostegno alla Liberia, insieme a George Whea e a Laura Boldrini, allora dirigente della World Food Program facendo suonare su due palchi paralleli artisti come Alpha Blondie, Youssou ‘n’dour, Salif Keita, Morikante, Buddy Guy, etc… Attualmente è Head manager new format media presso la società Infront per lo sviluppo e la produzione di nuovi format tv “made in Italy” , produttore esecutivo per la Società Magnolia e autore di “Eccezionale Veramente” su La7. Ha scritto quattro libri : “Talent Shop” ( dai talent scout ai talent show ), Nu Ghe Né ( dedicato all’amico Fabrizio de Andrè ) , “Freak, odio il brodo” ( omaggio a Freak Antoni ). Di prossima pubblicazione ( febbraio 2016 ) il volume “ SkANZONATA - Storia della canzone satirica, umoristica e comica italiana, dai futuristi a oggi”, per la Skira Editrice. Regista del film “ Il Sogno di Yar Messi Kirkuk” in emissione 2015 su Sky Sport 24 e di alcuni filmati industriali e video web per aziende quali Academia Barilla, Fiat, Omnitel, etc…

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