Home Musica Recensioni Album La “Biondologia” di Romina Falconi ad un passo dall’abisso senza paura- RECENSIONE

La “Biondologia” di Romina Falconi ad un passo dall’abisso senza paura- RECENSIONE

Recensione del nuovo lavoro discografico di Romina Falconi: "Biondologia" è la vittoria dell’artista indipendente che crea una rete di condivisione emotiva

482
0
SHARE
romina falconi
Voto Autore

Recensire mano per mano con Romina il suo nuovo lavoro “Biondologia”, ridendo in faccia all’abisso insieme

Di Biondologia di Romina Falconi ne abbiamo già abbiamo già parlato in un articolo precedente (leggi qui).

Io adesso ve lo recensisco. Ma visto che sono totalmente in disaccordo col fatto di imporre un metro di giudizio e un gusto personali come autorevoli – tanto più che l’obiettività non esiste e i critici musicali ne sono la prova -, farò come fanno loro e in più darò apertamente una definizione contestuale di recensione.

Uno: pubblicità; due: far agire la performatività della scrittura, ovvero il potere del discorso, che produce i fenomeni che regola e contiene. Tradotto: mi unisco alle maledizioni da strega nelle canzoni di Romina e saluto calorosamente gli stronzi con disturbo della personalità che leggeranno e ascolteranno l’album.

Guarda, siamo in tanti e tante ad essere stati tontolonamente comprensivi e cretini, ma ci parliamo e capiamo che non siete neanche tanto originali alla fine, facciamo a gara a chi ha avuto la risposta più atroce e facciamo muro tenendoci la mano. Perché se è vero che noi e voi siamo tutti ugualmente vittime e carnefici e malati con le nostre personali ossessioni e che la normalità non esiste, voi però, se permettete, siete un po’ più stronzi e sadici.

Come dice Romina, “Ogni riferimento a cose o persone è puramente voluto”.

E quindi via all’incantesimo, facciamo un po’ come se, una ad una, condividessi le canzoni sul mio Facebook e tu stessi “spizzando il mio profilo”.

Bando alle cerimonie, facciamo tutto ora, tanto i 12 stati psicologico-corporei/emozioni sono già successi tutti e 12 (bingo! ho vinto una bambolina?).

romina falconi

Poesia Nera
(rimorsi)

Senti la voce di Romina? Per come sale e per la magia che crea io ci crederei che è una strega.

Certo, iniziamo con l’ammettere che abbiamo fatto degli errori, non siamo innocenti. Ma quando ci auto-flagellavamo era solo l’inizio, ora non stiamo più a pezzi.

Le 5 fasi Del Dolore
(abbandono)

Le fasi che individua una psicologa che ci capisce molto – rifiuto, rabbia, patteggiamento, tristezza, accettazione – le abbiamo passate tutte. Romina c’ha una battuta di spirito su ognuna di queste – non ti rovino la sorpresa, clicca qui sotto e ringrazia perché, in tutto ciò, te dov’eri?

romina falconi

dove hai imparato a scappare
chi ti autorizza a scordare
dove hai imparato a correre via da me
e non che mi manchi te
ma come tu mi facevi sentire
come imparo a dire addio così, senza impazzire

Vuoi L’Amante
(dipendenza affettiva)

Quindi non l’abbiamo detto questo addio, alla fine siamo in dipendenza pure noi. Come ha scritto un giorno Romina su Instagram, il fatto è che il nostro passato di mancanze ci governa tutt’ora, si ripete come uno schema.

Vi abbiamo giustificati in tutti i modi, lei è arrivata a dire “Mi ama ma non lo sa” in un tango ballato con se stessa, alla fine, perché tu, voi, mica fate nulla a parte farci credere di essere speciali.

romina falconi

Queste le frasi che vorrei stampate sui baci perugina, sui meme, come hashtag su tutti i social:

A lui cosa frega se muoio gattara
Se hai il cuore buono puoi buttare il fegato
Un filo di trucco, un metro di tacco, un litro di Tavor, cosi passa tutto

Troppo Tardi
(rimpianti)

Mi manchi ma io non ti chiamo
Vorrei ma piuttosto mi sparo

Abbastanza universale, direi … e hai fatto bene a non chiamarlo, Romina! Tanto tornano sempre da soli – e comunque è meglio se non tornano proprio.

Come dici tu, “Chiusa una porta si aprirà stocazzo”.

Latte+
(desiderio distruttivo)

Io so amare solo chi non c’è”. Quando lo capiamo, capiamo anche che abbiamo una spiccata inclinazione di negarci l’amore.

Questo pezzo ha un sound industrial che quando lo sentirai, anche se non ti piace il genere, verrà voglia pure a te e ti ricorderai di scene vissute. Soffri pure, ciao.

Cadono Saponette
(pessimismo)

Un altro che sembra uno giusto, perfetto, niente a che vedere con lui che era sbagliato, no … anche no. Fai bene a non crederci, facciamo bene ora ad essere pessimisti, Romina, tanto per ora, finché non ci siamo aggiustati noi, ci accolliamo sempre gli stessi “tipi”. La riprova che il problema sta in mezzo.

Sei Mejo Te
(la vita con un narcisista)

Ma va benissimo anche per descrivere i passivo-aggressivi da social networks. In tutta tranquillità, con una ritmica raggae tirata indietro, in nome della non-violenza le mani si alzano in coro sul ritornello.

Sei Mejo te, Sei Mejo te, fatte vedere
Io alzo le mani, ti alzo le mani, Sei Mejo te”.

Tienimi Ancora
(Sindrome di Stoccolma)

Non vi voglio dire cos’è, se vi interessa andatevelo a cercare. Non si può aggiungere nient’altro a questo pezzo, dopo che gli acuti di Romina ti hanno strappato il cuore e ti ricordano che il desiderio e la dipendenza funzionano in modo bastardo.

È l’ultima, giuro è l’ultima”. E che l’ultima sia, ma che poi sia davvero l’ultima.

Sex Tape
(esibizionismo)

Riappropriarsi di uno strumento di ricatto è un coraggio che non hanno in molti. L’arrangiamento rock’n’roll rende a meraviglia questo esibizionismo condiviso.

di nascosto mi hai fatto un sex-tape, ma se vengo bene lo vendo in blue-ray

Ringrazia Che Sono Una Signora
(vendetta)

Fare finta di stare bene, ostentare indifferenza è, almeno, non dargliela. Vinta.

La mia vera vendetta è riderti in faccia

Ci Vediamo Presto
(elaborazione di un lutto)

Se una ha il cuore nero che cerca altro nero, spesso c’è un motivo più grande, un buco nero di mancanza. E mi fermo qui, che è il 19 marzo.

Buona Vita Arrivederci
(trionfo / riscatto sul passato)

Il perdono è sopravvalutato. Il perdono non è un obbligo. Si può dire “buona vita, arrivederci” a chi va via, e ci lascia liberi. Insieme a qualche augurio da strega.

Allora questa bambolina l’abbiamo vinta? No, vinciamo che vinciamo di nuovo, Romina io e tutti quanti abbiano condiviso, attraverso di lei, le nostre esperienze di relazioni tossiche.

Nel passaggio da Certi Sogni Si Fanno Con Un Filo D’Odio, l’odio e la rabbia di Romina si definiscono ed ecco che questi “muri” necessari, che nascondono sempre stati d’animo più complessi, crollano.

Crollano le buone maniere e la retorica dei buoni sentimenti che dominano il cantautorato femminile italiano.

romina falconi

Romina Falconi è una cantautrice, ma il suo è un raro caso perché fa pop.

Una fregatura colossale, perché il pop lo scrivono quasi sempre gli uomini o comunque resta un’esposizione patinata di convenzioni, democristianismo, generalizzazioni e clichés. Poi esiste Romina Falconi, con un “vero emotivo” diretto, senza sublimazioni.
Io che amo peggio di un uomo” (Poesia Nera) e meno male che ci sei tu a rappresentarci.

L’autenticità è a livelli talmente alti qui

E non rimane quel dubbio pop del “ma parla di sé? È autobiografico? Ma a cosa si riferisce?”. In questi brani la vita irrompe troppo forte, Romina Falconi non sta giocando con la buona fede del pubblico.

Il fatto che l’album sia costruito come una seduta di psicanalisi condensata non implica che le canzoni siano iper-riflessive, che scavino nell’abisso fino al midollo.

Pur essendo una -logia, le parole non sono mai pesanti, anzi è proprio la leggerezza ad essere liberatoria.

romina falconi

Crollano anche i tabù sul dolore, sulla psicanalisi

Alcuni hanno la fortuna di poter usare la scrittura e l’ironia al fine di liberarsi, altri hanno la fortuna di capire cosa stanno sentendo ascoltando una canzone che lega le esperienze. E Proust diceva che “guariamo dalla sofferenza solo provandola appieno”: una canzone ci insegna come fare davanti al dolore, eppure le canzoni di Romina Falconi non hanno il tono della pretesa di insegnare qualcosa – e grazie Romina, perché ci pensano già in troppi!

Una canzone mi insegna qualcosa nel senso che sta affinando la mia sensibilità, verso gli altri e verso di me.

Biondologia è la rivincita

E’ il sostegno e la liberazione per tutti quelli che hanno avuto rapporti di dipendenza affettiva da esorcizzare con una bella story o una bella condivisione sulle bacheche spizzate dagli ex. Biondologia è anche molto di più di punchline e imprecazioni – che comunque non avremmo saputo fare meglio – è l’oggetto magico che permette di legare insieme, come ha detto Romina, “chi, mentre cade rovinosamente, chiede scusa e ha pronto un sorriso nelle tasche”.

Ph. Credit Ilario Botti

“Biondologia” è la vittoria dell’artista indipendente

Romina Falconi è riuscita a creare una rete di condivisione di esperienze, di comunanza – come attraverso il post delle “peggiori” frasi mai ricevute dal proprio partner, più vero e meglio di Amori Sfigati – le ha ascoltate nel Centro d’ascolto cuori infranti nelle gallerie della metro di Milano. Ha invaso le città di segnali “caduta saponette”, di spose in lacrime, ha creato rebus con emoticon per svelare la tracklist. Ha ideato una mappa emozionale e un calendario (uno stato emotivo per ogni mese) ad accompagnare l’album. Ai suoi firmacopie ci si può  ritrarre in foto con in testa una parrucca bionda. Insomma, le esperienze Romina non solo le racconta, ma le crea per il suo pubblico.

“Emergenti”, imparate e non vi lamentante!

In quanto nostra Lady Gaga italiana, auguro a Romina di poter sbattere in faccia le sue vittorie personali e professionali a chi le ha fatto girare le ovaie, come ha fatto Gaga dopo aver vinto l’Oscar. Ma soprattutto di essere fiera di se stessa e del suo lavoro, perché noi lo siamo.

SHARE
Previous articleFranco Battiato rassicura: “La salute? Il peggio è passato” – Ripubblicato “Fleurs” in vinile
Next articleTakagi & Ketra: nuovo singolo con il trio d’eccezione dei The Barbooodos – VIDEO
Elena Nesti
Classe ’88, la Nesti è nata in uno scontro tra civiltà, quella pisana e quella livornese. Scappata di casa in direzione della capitale, qui a vent’anni tondi tondi è riuscita a far produrre il suo primo spettacolo musicale, « Seta & Cera ». Una tesi sulla metanarrazione e il canto melismatico nell’opera-rock Rent l’ha portata alla laurea in DAMS - e siamo d’accordo che per il suo bene non dovremmo farne menzione in una biografia - ma ha rimediato andando in esilio preventivo a Parigi per sette anni. Dopo aver sovversivamente portato l’hip hop e tutta la crew alla laurea in etnomusicologia e antropologia della danza, l’Università Franco-Italiana sovvenziona il suo studio per il dottorato di ricerca in antropologia della musica sulla ricezione delle canzoni come forme essenziali dell’interprete e come catalizzatori di diversi strati di vissuto. La Nesti è dunque tornata in missione sul campo di battaglia italiano carica a pallettoni, ma il suo amore di antropologa della musica per il suo oggetto di ricerca, l’essere umano musicale, si è esaurito in due giri di stazioni fm. Scriviamone.

Commento su Faremusic.it