12.1 C
Milano
mercoledì, Maggio 19, 2021

Ultimi post

Quel Saremo del 1989 di “Almeno tu nel’universo” di Mia Martini

Voto Utenti
[Total: 2 Average: 4.5]

Ricordo del Sanremo di Mia Martini, nel 1989, con “Almeno tu nell’universo”.

Sanremo 1989. Le canzoni in gara furono tantissime. Alcune mediocri, come da tradizione. Altre (molte), bellissime.

Quell’anno vide la nascita artistica di una splendida Paola Turci che, con “Bambini”, che ancora oggi, considero tra le sue migliori canzoni, si piazzò prima tra gli Emergenti, davanti a Stefano Borgia e Aleandro Baldi.
Ma anche l’exploit di Mietta con “Canzoni”, scritta per lei da Minghi, non fu da meno. Per non parlare del terzo, meritatissimo, posto, di Franco Fasano, con la bellissima “E quel giorno non mi perderai più”.

Fasano poi, avrebbe avuto una strabiliante carriera come autore e, già quell’anno, si guadagnò un primo posto con il brano “Ti lascerò”, scritto insieme a Ciani, Berlincioni e Bardotti e cantato dalle voci strabilianti di Fausto Leali e Anna Oxa.

Già solo per questi, ci sarebbe da farsi girare la testa, ma quell’anno il palco dell’Ariston vide la presenza anche di:

Gino Paoli con la stupenda “Questa volta no”
Ornella Vanoni con “Io come farò”
Raf con “Cosa resterà degli anni 80”
Dori Ghezzi  con “Il cuore delle donne”
Rossana Casale con “A che servono gli dei”
Edoardo De Crescenzo con “Come mi vuoi”
Sergio Caputo che, con “Rifarsi una vita” arrivò persino, ultimo.

Per non parlare dei Ladri di biciclette e di altre canzoni, più o meno minori, rimaste nel cuore di tutti. Una su tutte? La bruttina ma fresca “No, Vasco” di un pischelletto ancora molto lontano da tribalismi e velleità da cantautore: Jovanotti.

Ecco, quel Sanremo, in mezzo a questi nomi e queste canzoni, portò alla luce anche un diamante preziosissimo, capace non solo di illuminare la platea ammuffita dell’Ariston, ma l’intera Italia.

Quel diamante, “Almeno tu nell’universo“, lo crearono Maurizio Fabrizio e Bruno Lauzi diciassette anni prima, ma solo nell’89 gli astri si allinearono per donarlo a chi, da sempre, ne era l’interprete eletta.

Mia Martini fu un colpo di fulmine, un evento nell’evento. Per me, diciottenne, già innamorato della musica, ma ancora alla ricerca di emozioni forti, con questo brano, con la carica dinamitarda della sua interpretazione, fu il paradiso e l’inferno, lo ying e lo yang della mia passione.

Oggi, ripensando a quegli anni, rivedendo i video di quelle canzoni, non posso non provare nostalgia per la mia gioventù, per un’Italia che funzionava, anche se solo in apparenza, per un mondo che sembrava in crescita, per un po’ di rispetto in più nei confronti di chi amava la musica.

Io mi ero già appassionato al rock, soprattutto a quello che non avrei mai vissuto perché morto prima che nascessi, ma non ho mai abbandonato la musica leggera e anche oggi, dopo tanti ascolti, vorrei continuare a emozionarmi e a sentire quell’amore, quel gusto, quel rispetto per una professione, per un mestiere che potrebbe dare ancora molto, sia a chi lo fa che a chi ne usufruisce.

mia martini

Facebook Comments

Latest Posts

I piu' letti

Resta in contatto

Per essere aggiornato con tutte le ultime notizie, offerte e annunci speciali.

Facebook Comments