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Ora BASTA… o mai più – Il nuovo format musicale su Rai 1 è il più brutto di sempre

Ora o mai più, il nuovo format - talent musicale in onda il sabato sera su Rai 1 è una delle trasmissioni musicali più brutte mai viste in tv

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Il “BASTA” va inserito obbligatoriamente nel titolo del format musicale più brutto di sempre. L’anno scorso avevo visto una puntata di questo format estero, non chiedetemi se spagnolo o filippino, tanto ormai siamo esperti di import televisivo di infimo livello proveniente da ogni angolo del pianeta.

Eppure la puntata che avevo visto mi aveva fatto ridere, forse perché non conoscevo i cantanti partecipanti, ma nel suo orrore (citazione di Marlon Brando nei panni del colonnello Kurt) c’era qualcosa di estremamente comico, magari involontario, ma piacevole. Invece noi italiani prendiamo maledettamente sul serio anche la tv, per cui eccoli lì i giurati zombie divisi tra streghe dell’orrore come la Bertè e Patty Pravo sempre più somiglianti a Ozzy Ousbourne e Iggy Pop e i bravi ragazzi coi capelli bianchi, Michele Zarrillo e Red Canzian, educati come le voci di Trenitalia quando annunciano ritardi di tre ore aggiungendo “Ci scusiamo per il disagio”.

Ed eccole lì anche le meteore canore con la scorta degli inediti che nessuno comprerà mai. Anche loro hanno passato i cinquant’anni. Chi aveva i capelli come Armani ora è pelato come una scatola di pomodori. La Valeria Rossi passata alla storiella della canzone per un tormentone estivo orrendo, sembra ci creda ancora, infatti nasconde l’incazzatura per il basso punteggio ottenuto. Il colpo gobbo di questo vituperato show sono i Jalisse. Ma scusate la mia ignoranza. Fanno ancora serate? Io un manifesto loro, anche nella più nascosta provincia, non l’ho mai visto, neanche alla sagra del gnocco fritto. Lei però gnocca lo è ancora e si dà un gran da fare a dimostrare che ha voce e che i fiumi di parole sono stati un incidente di percorso.

Ma siamo seri…. questi qui, tra giudici e concorrenti, non sono tutti colleghi? Come fai a farti giudicare dai colleghi? Ok in un ufficio qualsiasi o alle Poste è normale, ma in uno show del sabato sera è davvero umiliante. Sembra una partita a calcio tra sfigati e chi campa ancora di Siae. Tra precari e assunti a tempo indeterminato. Di spaventoso c’è tutto: la gara, le aspettative, la scenografia, il pubblico, le giacche con le paillettes (esistono ancora ?), gli arrangiamenti, i suoni più vecchi del bisnonno di Mattarella, e poi la conduzione di Amadeus che almeno musicalmente, dovrebbe decidere di cambiare nome seguendo l’esempio di Jovanotti.

Amadeus alla fine, prima della proclamazione del vincitore, ringrazia tutti… persino il direttore di rete e il direttore generale, manco fosse a una convention della Rai. Ma santo cielo… l’avete mai visto fare a Walter Chiari? A Corrado? A Raimondo Vianello? C’è bisogno di ringraziare chi ti paga davanti alle telecamere? No, però Amadeus lo fa sgranando i suoi occhioni compiaciuti.

E vabbè dai è normale, direte voi. Certo. E’ proprio questa normalità che ci costringe ad accettare tutto, persino i capelli celesti della Bertè e la fisiognomica di Patty Pravo con il naso alla Michael Jackson, gli occhi di un Manga, le labbra e i capelli di Donatella Versace e la fronte di marmo di Carrara. E vabbè, stai a vedè il capello, direte voi. In effetti i capelli li vedo… ma quelli più normali sono quelli che sono caduti. Quelli della Berti hanno un colore misto tra il sanguinaccio e il rame dei binari che hanno trovato sottoterra alla stazione ferroviaria di Colico. Quelli di Red Canzian sono un mistero come il segreto di Fatima. Una volta gli chiesi. “Ma come fai ad avere ancora così tanti capelli?”. E lui gentilmente mi rispose: “Li curo molto”. Bravo davvero, come bravo è ancora Fausto Leali, uno che non se la tirerebbe neanche se Trump lo invitasse alla Casa Bianca.

Ma look a parte quello che fa diventare questo show come il film di Romero, “La notte dei morti viventi”, è il trattamento riservato alla musica. Ma perché dev’essere sempre una vittima sacrificale? Cosa hanno fatto di male i grandi maestri della musica italiana, dall’Ottocento a oggi, per vederla sfruttata in questo modo? Neanche le pentole e i materassi ricevono in tv un trattamento così umiliante come le canzoni, che frame dopo frame, in quel contesto da film horror, non sono più canzoni, ma brandelli di ugole, dita mozzate, lingue tagliate, moncherini musicali… è già perché gli inediti di regola, devono durare un minuto e mezzo circa, sennò rompono i coglioni.
Che grande idea… quindi la stesura com’è? Semplice, una strofa e un ritornello ripetuto fino allo scadere del tempo.

Canzoni bonsai direbbe Iacchetti, ma lui aveva il merito e la genialità di farle durare 20 secondi al massimo, questi invece ci credono sul serio. Vi immaginate un idraulico che si sente dire dal cliente: “Senta quel tubo dello scarico me lo fa più corto di 60 centimetri?”. “E ma così non arriva al muro”. E il cliente: “Si ma va di moda, fa format”.

Ora o mai più” però un merito ce l’ha. La musica in tv ha toccato il fondo. Più in basso di così, non si può che risalire faticosamente, fino alla cima, dove finalmente si potrà cantare “Sono fuori dal tunnel”. Però nell’attesa arriverà un altro format musicale. Un contest coreano, in cui dei tutor medium, faranno cantare dei musicisti defunti tramite seduta spiritica. Agli eliminati, verrà cambiata la pagina wikipedia.

Il vincitore invece avrà diritto a un nuovo tour di successi, tramite un ologramma che proietterà sul palco la sua immagine da vivo, non dal vivo, da vivo. Buona visione. Ah dimenticavo… la regia sarà di Dario Argento.

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Roberto Manfredi
Roberto Manfredi è figlio d’arte. Madre organista alla chiesa Valdese di Milano e insegnante di pianoforte. Padre pittore, musicista di oboe, diplomato al Conservatorio di Pesaro. La musica accompagna Roberto fin dalla tenera età, in cui canta gli inni protestanti, ( gospel e ballate ) e suona in casa con i suoi genitori. Studia il pianoforte e il basso elettrico. Poi terminati gli studi all’Accademia di Belle Arti a Carrara, entra nella discografia nel 1975 alla Produttori Associati dove si occupa di promozione e in particolare della promozione dei dischi di Fabrizio De Andrè, poi diventato suo amico negli anni a seguire. Dopo un anno si sposta alla Editori Associati, l’ Edizione musicale che fa parte della Ricordi e della produttori Associati. Nel 1976 produce il primo disco insieme al fratello Gianfranco e a Claudio Fabi. E’ la registrazione live dell’ultimo Festival di Re Nudo al Parco Lambro. Nel disco figurano artisti come Ricky Gianco, Eugenio Finardi, Area, Tony Esposito, Canzoniere del Lazio e molti altri. Passa poi nel gruppo RCA insieme a Nanni Ricordi seguendo parecchie produzioni discografiche dell’Etichetta indipendente Ultima Spiaggia e per la RCA stessa. In quegli anni produce gli album di Gianfranco Manfredi, David Riondino che lo fa conoscere a De Andrè che lo porta nel suo storico tour con la PFM e soprattutto l’album “Un Gelato al limon” di Paolo Conte. Scopre anche Alberto Fortis presentandolo dopo il periodo della RCA a Claudio Fabi e Mara Maionchi alla Ricordi. Durante questo periodo segue molte registrazioni di Enzo Jannacci, Claudio Lolli, Ricky Gianco, Ivan Cattaneo, etc… Passa poi come vice direttore artistico alla Polygram dove segue contemporaneamente una trentina di artisti sotto contratto, da Massimo Bubola a Carlo Siliotto, da Maria Carta a Roberto Benigni ( L’inno del corpo sciolto ) fino alla compilation “Luci a San Siro” di Roberto Vecchioni. Nel 1981 abbandona la Polygram, resosi conto che l’industria discografica si avviava al fallimento, e si trasferisce a Roma fondando con Pasquale Minieri, Anna Bernardini e Gaetano Ria la Società Multipla. Qui parte la produzione dell’operazione Mister Fantasy. Beppe Starnazza e i Vortici, con Freak Antoni nei panni del front man. Dopo l’album e due tournèe, seguono due singoli distribuiti dalla Cbs. Produce in seguito il supergruppo vocale The Oldies per la Rca ( con Nicola Arigliano, Cocky Mazzetti, Ernesto Bonino, Wilma De Angelis e Claudio Celli ) e l’ultimo album di Gianfranco Manfredi per la Polygram. Produce anche le colonne sonore del film “Liquirizia” di Salvatore Samperi e “Lupo Solitario”, programma di Antonio Ricci con Elio E Le Storie Tese, Banda Osiris e Skiantos. Contemporaneamente passa alla televisione come autore televisivo. Fonda anche la società Sorpresa SoS, che si occupa di promozione e produzione di concerti, servizi stampa e casting televisivi. Organizza e promuove concerti del management di Franco Maimone e Francesco Sanavio, quali Iggy Pop, Suzanne Vega, Lena Lovich e Nina Hagen, James Brown, Depeche Mode, The Kinks, Penguin Cafè Orchestra, Charlie Headen Liberation Orchestra e Sting. Poi decide di specializzarsi nel mondo televisivo e nei format musicali. E’ stato autore e capoprogetto di format quali Lupo Solitario, Fuori Orario, Mister Fantasy, Sanremo Rock, Segnali di Fumo, Tournèe, Super, Night Express, Italian Music Award, e “Supermarket” di e con Piero Chiambretti e di innumerevoli speciali monografici per Italia uno di artisti quali Elton John, Madonna, U2. Contemporaneamente produce gli home video “Mistero Buffo” di Dario Fo e “Storie del signor G” di Giorgio Gaber. Nel 1988 fonda il gruppo satirico “I Figli di Bubba” partecipando al Festival di Sanremo nella sezione Big. In seguito rimane come capoprogetto nella sezione tv della Trident Agency per oltre due anni e infine entra nella società Magnolia di Giorgio Gori come produttore esecutivo e autore. Dopo sette anni in cui produce ben quattro edizioni del format “Markette” di Piero Chiambretti, lavora per la ITC Movies per lo show di Maurizio Crozza “Crozza Alive” occupandosi anche di altre produzioni per Varie case di produzione tra cui Endemol e 3zero2 di Piero Crispino e Mario Rasini di cui è stato autore nel programma RAI DUE : “Delitti Rock”, E’ stato direttore artistico di vari eventi e manifestazioni di carattere nazionale e internazionale come “Il cinquantesimo anniversario della bomba di Hiroshima” presso la Sala Nervi in Vaticano dove ha riunito artisti come Dee Dee Bridgewater, Al Jarreau e Randi Crowford, è stato direttore artistico dei concerti per la Mostra Internazionale del Cinema di Venezia nel 1995 e dell ‘unico Festival di Musica africana a San Siro per il sostegno alla Liberia, insieme a George Whea e a Laura Boldrini, allora dirigente della World Food Program facendo suonare su due palchi paralleli artisti come Alpha Blondie, Youssou ‘n’dour, Salif Keita, Morikante, Buddy Guy, etc… Attualmente è Head manager new format media presso la società Infront per lo sviluppo e la produzione di nuovi format tv “made in Italy” , produttore esecutivo per la Società Magnolia e autore di “Eccezionale Veramente” su La7. Ha scritto quattro libri : “Talent Shop” ( dai talent scout ai talent show ), Nu Ghe Né ( dedicato all’amico Fabrizio de Andrè ) , “Freak, odio il brodo” ( omaggio a Freak Antoni ). Di prossima pubblicazione ( febbraio 2016 ) il volume “ SkANZONATA - Storia della canzone satirica, umoristica e comica italiana, dai futuristi a oggi”, per la Skira Editrice. Regista del film “ Il Sogno di Yar Messi Kirkuk” in emissione 2015 su Sky Sport 24 e di alcuni filmati industriali e video web per aziende quali Academia Barilla, Fiat, Omnitel, etc…

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