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martedì, Settembre 21, 2021
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Roger Daltrey: “As long as i have you” è un album di mestiere ed esperienza – RECENSIONE

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A 74 anni Roger Daltrey, storico componente degli Who, si butta di nuovo nella mischia; è infatti appena uscito “As long as i have you” (leggi nostro articolo precedente), nuovo CD, avente come produttore Dave Eringa (Manic Street Preachers) e collaboratori illustri come Pete Townshend, Mike Talbot (Style Council), Sean Genockey (Suede).

Il lavoro è caratterizzato dalla presenza di tante cover, tra cui spiccano Stevie Wonder con “You haven’t done nothing” e Nick Cave con “Into my arms”.

La title track ha un arrangiamento retrò (il brano è un successo di Garnet Mimms risalente al 1964), è energica e coinvolgente; “How far” di Stephen Stills che già di suo è un bel pezzo è arricchito inoltre da belle chitarre acustiche e con basso e batteria molto efficaci.

“Where is a man to go?” è una classica canzone made in USA, ben scritta, strutturata, cantata e suonata, con bei cori di colore gospel; segue “Get on out on the rain”, di scrittura più moderna, con ancora dei cori in bella evidenza e delle belle chitarre elettriche, bella ritmica, sezione fiati e finale con solo di sax.

Veramente notevole finora il colore generale; energia, precisione, essenzialità ma massima efficacia: si tratta di un disco prodotto e suonato come si deve, alla vecchia maniera (duole dirlo…).

“I’ve got your love” compositivamente rappresenta una sorta di giusta via di mezzo tra gli ultimi due brani che l’hanno preceduta; è caratterizzata da una chitarra con crunch e vibrato e ancora da bei cori. Finalmente un cambio di colori con la celebre “Into my arms” di Nick Cave, pianoforte e voce, cantata in modo vagamente solenne, per non dire un po’ antico, comunque affascinante.

L’omaggio al grande Stevie, “You haven’t done nothing”, esordisce con un aggressivo e scuro riff di chitarre distorte che caratterizza l’intero brano, via via accompagnato dal ritorno di cori e fiati belli robusti; segue “Out of sight, out of might”, atmosfera gospel, Roger in gran forma, bei cori a tenergli compagnia  e fiati presenti su tutto la stesura, in modalità vagamente dixieland.

“Certified rose” è uno degli unici due brani originali, forse non memorabile ma comunque godibile, non foss’altro che per il grande mestiere dei musicisti in azione e del sempre sanguigno Roger.

Il CD si chiude con “The love you save”, terzinato ancora colorato di gospel con cori e fiati in gran spolvero, e con “Always heading home”, altro pezzo originale: è una conclusione riflessiva per il CD, con archi e piano a caratterizzare un’atmosfera intimista, bello.

Riflessioni urgenti, che erano già in canna ma quest’ultima canzone ne favorisce ulteriormente gli sviluppi: bel disco, suonato senza ridondanze, infinite sovrapposizioni e dipendenze da plug-in. L’ambientazione è molto primi anni ’70, rock leggero, ammorbidito da blues e gospel, eseguito con mestiere ed esperienza in modo da rispettare sempre le composizioni, i cambi di colore e dinamiche, le sonorità vintage, i contrasti timbrici tra gli strumenti. Roger esce alla grande, mai eccessivo ma sempre massiccio e padrone della situazione, e la produzione lo valorizza appieno.

Per fortuna continua questa sorta di percorso alternativo della musica, tracciato parallelamente alle più bieche operazioni esclusivamente e sfacciatamente commerciali che con la loro vacuità di contenuti stanno avvelenando ormai da troppo tempo le orecchie e l’umore degli appassionati, o almeno di quelli di gusto maturo.

roger daltrey

Tracklist “As Long As I Have You” – Roger Daltrey

1. As Long As I Have You
2. How Far
3. Where Is A Man To Go?
4. Get On Out Of The Rain
5. I’ve Got Your Love
6. Into My Arms
7. You Haven’t Done Nothing
8. Out Of Sight, Out Of Mind
9. Certified Rose
10. The Love You Save
11. Always Heading Home

 

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