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Tributi Italiani? P…ino a un certo punto

Tributi Italiani ai grandi della musica italiana, in Italia, fino ad un certo punto. Quello che culturalmente succede e, soprattutto, NON succede in italia, se si parla di cultura, partendo dalle istituzioni

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Confesso di non aver visto in tv tutto lo show del tributo a Pino Daniele per cui non posso scriverne in modo approfondito. Ho visto a zapping la Nannini, la Mannoia ed Eros Ramazzotti e purtroppo mi sono perso nel finale i Napoli Centrale, gloriosa band con Pino.

Mi limiterò quindi ad allargare il discorso sullo stato della musica italiana che ormai è diviso su due-tre fronti contrapposti.

Fronte A ) Come si sta facendo con Fabrizio De Andrè e la malaugurata fiction a lui dedicata, anche Pino Daniele sta ricevendo un normale quanto doveroso tributo da più parti : Show in prima serata-concerto evento- ristampe dei suoi album-libri-etc, etc,etc. Molti grandi della musica italiana sono purtroppo scomparsi e hanno lasciato un vuoto incolmabile per cui è normale che il ricordo venga accompagnato da celebrazioni di ogni tipo. E’ accaduto a Lucio Battisti, Rino Gaetano, Lucio Dalla, Luigi Tenco, Domenico Modugno e tanti altri e accadrà ancora in futuro. Non entro in merito sul business della nostalgia, perché è un discorso molto complicato. Non è solo frutto delle major discografiche o dei broadcast tv. Pullolano le fondazioni dei parenti degli artisti scomparsi. E’ un fenomeno internazionale. In America sono gli eredi di Jimi Hendrix, James Brown, Prince, Michael Jackson, Frank Zappa, John Lennon, che cercano di fare business del materiale in loro possesso, dai dischi ai vestiti, dalle fotografie alle fiction, fino alle memorabile e all’oggettistica. Ci sta. Il punto è come sempre cosa e come si fanno determinate iniziative. Qui in Italia il mercato vintage degli artisti scomparsi è sempre discutibile e contraddittorio. Certe volte capisco la vedova di Lucio Battisti che si oppone con forza a celebrazioni tou-court sul grande artista. Il troppo stroppia insomma. E’ uno squisito problema di sensibilità. Non vorrei mai vedere un giorno un album di figurine nelle edicole sui musicisti scomparsi, ….ma non è un fatto poi così improbabile, se si va di questo passo. Ma una cosa è chiara. La musica italiana è sprofondata in un pantano di bassissima qualità, per cui non si può arrestare la fenomenologia della qualità del passato. E’ inevitabile. Basta non trattarla come un prodotto discount. Insomma si celebri la qualità, ma con rigore e sensibilità… P INO A UN CERTO PUNTO insomma.

Fronte B )  Se guardiamo al mercato attuale, sappiamo bene che il termometro del mercato ormai non riguarda le vendite dei dischi o dei download ma il numero delle visualizzazioni. Fenomeni come Young Signorino, Sfera Ebbasta e company spiega già tutto sul livello artistico della musica italiana di oggi. Questi ragazzi sono consapevoli di essere una merce usa e getta. Fanno reddito in tempi velocissimi perché il futuro per loro non esiste. Non hanno una visione artistica proiettata nel futuro e forse non hanno nemmeno la voglia di crearsela, tanto sanno benissimo che con le visualizzazioni dei loro seguaci potranno avere contratti come testimonials di spot pubblicitari per brand di beverage, abbigliamento, telefonini, pizze fast food, oltre a contratti televisivi in qualità di tutor senza esperienze di formazione musicale. E’ il mercato dell’intrattenimento a 360 gradi. Chi può arraffa subito e poi si vedrà, perché ogni occasione è persa. Chi può non comprenderli dato che la disoccupazione giovanile ha raggiunto livelli da record? Certo è che la loro “musica” è davvero mediocre, musica industriale di loop programmati, senza voli di ricerca e di fantasia. Non si inventano neanche nuovi suoni. Tutto è già programmato e costruito. Si va a fare un disco con la concezione dell’assemblaggio, del mettere insieme pezzi di ricambio, magari rimessi a nuovo. Campionamenti, loop, cover di qui, cover di là, insomma una sorta di Lego musicale estratto da scatole di montaggio. Se le nuove generazioni, crescono nei centri commerciali, non ci si può aspettare qualcosa di diverso. Questa è la loro cultura: mercato!

Fronte C ) In Italia ci sono tanti bravi musicisti che sono alla canna del gas. Non parlo solo di giovani, parlo anche di grandi musicisti che hanno prodotto di tutto: dischi, colonne sonore, spot, musiche per il teatro, la danza, il cinema, gli eventi, etc. Oggi non lavorano più. Sono costretti a suonare in pub, music club, bar e matrimoni a cachet infami. Perlopiù lavorano in nero, senza contributi versati dalla committenza. Per quanto riguarda il diritto d’autore poi … assistono sgomenti al contenzioso Siae-Sky ad esempio che conta svariati milioni. Dai borderò o dai download ricevono cifre irrisorie, tipo 80 euro l’anno lorde. I più accorti si sono spostati giustamente nel settore della formazione. Insegnano, fanno corsi nelle scuole di musica o nelle università. Insomma cercano di fare reddito dalla loro competenza professionale acquisita nel tempo. Questi musicisti che hanno pensioni da fame, se ce l’hanno, vanno aiutati e sostenuti. Non possono aspettarsi certo aiuti dalle istituzioni dato che in appena un anno si è passati dalla dichiarazione del ministro Franceschini: “I testi dei cantautori dovrebbero essere insegnati nelle scuole” al discorso di un’ora e mezzo del neo presidente del consiglio Conte, in Parlamento, in cui NON HA MAI pronunciato la parola CULTURA. Cosa possono aspettarsi dalle istituzioni quando una legge sulla musica in Italia non esiste e quando il diritto d’autore non è tutelato perché soggetto a improbabili interpretazioni di mercato? Il loro disincanto ha assunto ormai proporzioni bibliche. Quindi sta a noi, a qualsiasi generazione, mica solo ai gggiovani, aiutarli e sostenerli, magari cercando di non dimenticarli e di non lasciarli soli. Non parlo ovviamente di elemosine o di donazioni, quanto di creare spazi, opportunità, visibilità, occasioni per esprimersi, dai locali alle radio, dalle tivù alle scuole, dalle associazioni all’ informazione digitale o cartacea. Se vogliamo salvare la qualità della musica italiana non c’è altra soluzione che partire dal basso, dalla gente, dagli operatori culturali ai conduttori radiofonici, dai giornalisti agli autori tv, dagli editori agli organizzatori di eventi e soprattutto le aziende. Insomma sta a noi salvare questo fronte C, sperando di equilibrarlo come importanza, agli altri due fronti A e B. Altra soluzione al momento non ne vedo, dato che la nostra classe politica della cultura e della musica se ne frega!

Far girare please, come una volta si facevano girare i vinili. Chissà che la ruota giri a loro favore e magari anche al nostro e a quello dei nostri figli che crescono con la muzik di Rovazzi e Young Signorino.

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Roberto Manfredi
Roberto Manfredi è figlio d’arte. Madre organista alla chiesa Valdese di Milano e insegnante di pianoforte. Padre pittore, musicista di oboe, diplomato al Conservatorio di Pesaro. La musica accompagna Roberto fin dalla tenera età, in cui canta gli inni protestanti, ( gospel e ballate ) e suona in casa con i suoi genitori. Studia il pianoforte e il basso elettrico. Poi terminati gli studi all’Accademia di Belle Arti a Carrara, entra nella discografia nel 1975 alla Produttori Associati dove si occupa di promozione e in particolare della promozione dei dischi di Fabrizio De Andrè, poi diventato suo amico negli anni a seguire. Dopo un anno si sposta alla Editori Associati, l’ Edizione musicale che fa parte della Ricordi e della produttori Associati. Nel 1976 produce il primo disco insieme al fratello Gianfranco e a Claudio Fabi. E’ la registrazione live dell’ultimo Festival di Re Nudo al Parco Lambro. Nel disco figurano artisti come Ricky Gianco, Eugenio Finardi, Area, Tony Esposito, Canzoniere del Lazio e molti altri. Passa poi nel gruppo RCA insieme a Nanni Ricordi seguendo parecchie produzioni discografiche dell’Etichetta indipendente Ultima Spiaggia e per la RCA stessa. In quegli anni produce gli album di Gianfranco Manfredi, David Riondino che lo fa conoscere a De Andrè che lo porta nel suo storico tour con la PFM e soprattutto l’album “Un Gelato al limon” di Paolo Conte. Scopre anche Alberto Fortis presentandolo dopo il periodo della RCA a Claudio Fabi e Mara Maionchi alla Ricordi. Durante questo periodo segue molte registrazioni di Enzo Jannacci, Claudio Lolli, Ricky Gianco, Ivan Cattaneo, etc… Passa poi come vice direttore artistico alla Polygram dove segue contemporaneamente una trentina di artisti sotto contratto, da Massimo Bubola a Carlo Siliotto, da Maria Carta a Roberto Benigni ( L’inno del corpo sciolto ) fino alla compilation “Luci a San Siro” di Roberto Vecchioni. Nel 1981 abbandona la Polygram, resosi conto che l’industria discografica si avviava al fallimento, e si trasferisce a Roma fondando con Pasquale Minieri, Anna Bernardini e Gaetano Ria la Società Multipla. Qui parte la produzione dell’operazione Mister Fantasy. Beppe Starnazza e i Vortici, con Freak Antoni nei panni del front man. Dopo l’album e due tournèe, seguono due singoli distribuiti dalla Cbs. Produce in seguito il supergruppo vocale The Oldies per la Rca ( con Nicola Arigliano, Cocky Mazzetti, Ernesto Bonino, Wilma De Angelis e Claudio Celli ) e l’ultimo album di Gianfranco Manfredi per la Polygram. Produce anche le colonne sonore del film “Liquirizia” di Salvatore Samperi e “Lupo Solitario”, programma di Antonio Ricci con Elio E Le Storie Tese, Banda Osiris e Skiantos. Contemporaneamente passa alla televisione come autore televisivo. Fonda anche la società Sorpresa SoS, che si occupa di promozione e produzione di concerti, servizi stampa e casting televisivi. Organizza e promuove concerti del management di Franco Maimone e Francesco Sanavio, quali Iggy Pop, Suzanne Vega, Lena Lovich e Nina Hagen, James Brown, Depeche Mode, The Kinks, Penguin Cafè Orchestra, Charlie Headen Liberation Orchestra e Sting. Poi decide di specializzarsi nel mondo televisivo e nei format musicali. E’ stato autore e capoprogetto di format quali Lupo Solitario, Fuori Orario, Mister Fantasy, Sanremo Rock, Segnali di Fumo, Tournèe, Super, Night Express, Italian Music Award, e “Supermarket” di e con Piero Chiambretti e di innumerevoli speciali monografici per Italia uno di artisti quali Elton John, Madonna, U2. Contemporaneamente produce gli home video “Mistero Buffo” di Dario Fo e “Storie del signor G” di Giorgio Gaber. Nel 1988 fonda il gruppo satirico “I Figli di Bubba” partecipando al Festival di Sanremo nella sezione Big. In seguito rimane come capoprogetto nella sezione tv della Trident Agency per oltre due anni e infine entra nella società Magnolia di Giorgio Gori come produttore esecutivo e autore. Dopo sette anni in cui produce ben quattro edizioni del format “Markette” di Piero Chiambretti, lavora per la ITC Movies per lo show di Maurizio Crozza “Crozza Alive” occupandosi anche di altre produzioni per Varie case di produzione tra cui Endemol e 3zero2 di Piero Crispino e Mario Rasini di cui è stato autore nel programma RAI DUE : “Delitti Rock”, E’ stato direttore artistico di vari eventi e manifestazioni di carattere nazionale e internazionale come “Il cinquantesimo anniversario della bomba di Hiroshima” presso la Sala Nervi in Vaticano dove ha riunito artisti come Dee Dee Bridgewater, Al Jarreau e Randi Crowford, è stato direttore artistico dei concerti per la Mostra Internazionale del Cinema di Venezia nel 1995 e dell ‘unico Festival di Musica africana a San Siro per il sostegno alla Liberia, insieme a George Whea e a Laura Boldrini, allora dirigente della World Food Program facendo suonare su due palchi paralleli artisti come Alpha Blondie, Youssou ‘n’dour, Salif Keita, Morikante, Buddy Guy, etc… Attualmente è Head manager new format media presso la società Infront per lo sviluppo e la produzione di nuovi format tv “made in Italy” , produttore esecutivo per la Società Magnolia e autore di “Eccezionale Veramente” su La7. Ha scritto quattro libri : “Talent Shop” ( dai talent scout ai talent show ), Nu Ghe Né ( dedicato all’amico Fabrizio de Andrè ) , “Freak, odio il brodo” ( omaggio a Freak Antoni ). Di prossima pubblicazione ( febbraio 2016 ) il volume “ SkANZONATA - Storia della canzone satirica, umoristica e comica italiana, dai futuristi a oggi”, per la Skira Editrice. Regista del film “ Il Sogno di Yar Messi Kirkuk” in emissione 2015 su Sky Sport 24 e di alcuni filmati industriali e video web per aziende quali Academia Barilla, Fiat, Omnitel, etc…

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