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Alfonso Oliver: un giovane cantautore costruttore di sogni

Alfonso Oliver inizia nella città di Reggio Emila, ma come accade il più delle volte nelle biografie di tanti artisti, ha saputo varcare i confini nazionali

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Alfonso Oliver
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La storia di Alfonso Oliver inizia nella città di Reggio Emila, ma come accade  il più delle volte nelle biografie di tanti artisti, anche la sua, ha saputo varcare i confini nazionali, arrivando fino in Ucraina, dove è  riuscito a portare in altro paese europeo, la bandiera della musica pop italiana. Ma Alfonso Oliver non ha portato in Ucraina, come nella sua città natale, soltanto le sue canzoni, o meglio, tramite questo ha portato molto di più…

Ci sono molte persone che serbano dei sogni e li custodiscono negli angoli più remoti della loro quotidianità, finendo talvolta per dimenticarsene; Alfonso Oliver, invece ha la capacità, di crederci fortemente in questi sogni, e il suo ultimo singolo, uscito per il pubblico ucraino, né è un valido esempio. ”VINCEREMO” – questo il titolo del brano, accompagnato anche da un videoclip realizzato con il solo uso del cellulare – è un inno alla forza dei sogni, al coraggio di afferrare le nostre aspirazioni e di portarle avanti con la convinzione di chi non si lascia abbattere dalle circostanze spesso avverse che finiscono poi, per mettere a freno il nostro entusiasmo. Il suo entusiasmo invece Alfonso l’ha abbracciato tutto quanto e raccolto nel testo di questa canzone, la cui impostazione in parte lirica della sua timbrica, gli ha permesso di trasmettere con la carica e l’enfasi giusta, un messaggio che si imprime chiaro e diretto all’orecchio di chi ascolta. Il successo ottenuto da questo singolo, che in pochissimo tempo ha cominciato a fare il giro delle più famose radio ucraine, grazie ai sottotitoli nella lingua nazionale del paese presenti nel video, ha ottenuto anche  un notevole numero di condivisioni sui social, a dimostrazione di quanto lo sguardo positivo e il sorriso rivolto agli altri – ma soprattutto verso noi stessi- siano atteggiamenti mai scontati e ultimante sempre meno diffusi, dei quali quindi non ci si deve mai stancare di ripetere.

Ma quelle dei social non sono state le uniche condivisioni ad aver coinvolto il progetto di Alfonso, la vera condivisone -vera perché reale e non soltanto virtuale- è stata quella che mi ha portato  a realizzare il mio di sogno, proprio attraverso la sua musica e, nello specifico, una canzone di cui ho avuto la soddisfazione di esserne la co-autrice e che, proprio di questo mondo virtuale, ha voluto dare una breve panoramica svelandone ipocrisie e contraddizioni. La canzone in questione è “BIG BROTHER”, un titolo che non a caso, riprende il quel profetico “1984” di Gorge Orwell, con un riferimento, nel testo, al celebre film di Peter Weir “The truman show. Entrambi opere queste, che offrono una fotografia della società attuale, volendo evidenziare quanto il sofisticato progresso tecnologico, abbia dato libero accesso all’invasione mediatica, ledendo poco a poco la nostra privacy. Il tema portante del brano è il controllo: una supervisione dei nostri più banali comportamenti, che nello tener conto di ogni nostro movimento, è capace oramai di tracciare l’intero percorso della nostra vita. Una vita che è diventata uno spettacolo continuo (“L’occhio che mi fissa ancora, sei in diretta ad ogni ora”) e che, anziché contrastare, siamo noi stessi a mettere in scena, attraverso un’ insaziabile smania di protagonismo. Il vedere noi stessi proiettati nello schermo di qualsivoglia strumento a nostra disposizione non fa che acuire il nostro ego, alimentando di continuo il desiderio di apparire (“fotogenico…l’autoscatto mi conquista…sono io il protagonista!”) all’interno di questa  rete virtuale in cui ci troviamo intrappolati senza via d’uscita.

E proprio il testo di “BIG BROTHER”, dopo aver concretizzato il sogno che le mie  parole, potessero prendere forma attraverso la musica e diventare così una canzone, ha portato Alfonso Oliver  a ritirare un premio alla carriera e uno per il brano stesso, niente meno che sul palco del teatro del Casinò di Sanremo! Proprio il 2 dicembre 2017 si è infatti tenuta la finale del Premio Battisti, un concorso musicale, volto alla scoperta di giovani talenti che mentalmente, proseguono quello che potrebbe essere oggi l’evoluzione della musica italiana.

Una soddisfazione dietro l’altra e un sogno imbastito da chi, ai sogni non smette per un attimo di crederci, e che qualora siano incerti o assenti, non esita a rimboccarsi le mani per cimentarsi a costruirne di nuovi.

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Sonia Bellin
Sonia Bellin nasce nel 1991 in provincia di Vicenza, dove tutt’ora risiede. Fin da piccola manifesta una passione per la lettura di racconti e poesie, che inizia a scrivere fin dall’età di sette anni. Contemporaneamente, l’interesse della musica, derivante soprattutto dalla grande disponibilità di dischi e dall’assiduo ascolto di questi da parte dei suoi genitori. Ben presto si appassiona sia al grande cantautorato italiano (come quello di Francesco De Gregori, dei Nomadi e di Antonello Venditti), sia alla musica Country- Rock internazionale di Bob Dylan, Neil Young ed Eagles. Frequenta il Liceo Scientifico ad indirizzo linguistico durante il quale, lavora come stagista in una redazione giornalistica di una rivista locale e, nella biblioteca civica della provincia. Dopo la laurea in Scienze della Comunicazione, conseguita presso l’Università di Verona, con una tesi sull’analisi della critica musicale, frequenta il corso di formazione professionale per giornalisti radiotelevisivi; dopodichè si iscrive al corso di laurea specialistica in Filosofia sempre a Verona, dove è tutt’ora iscritta la secondo anno di studi. Nel frattempo continua a serbare l’interesse per la scrittura, influenzata soprattutto dallo stile dei testi di Bob Dylan, Sonia cerca di dare la struttura “canzone” alle sue poesie, coltivando il sogno di diventare autrice. Sogno che in qualche modo, l’incontro con il cantautore Alfonso Oliver tramuta in realtà, dal momento che, in poco tempo diventa co-autrice del brano Big Bother, inciso dallo stesso cantautore. Si iscrive quindi alla Siae nella sezione musica, firmando anche altri testi, tra i quali un pezzo scritto con il produttore Gianni Testa e la cantante Manola Marchese. Attualmente collabora con alcuni artisti emergenti scrivendo per loro articoli e recensioni che, nello continuo scambio di opinioni le hanno permesso di arricchire la sua cultura musicale e di autrice.

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