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Fabrizio Frizzi e il suo ritorno a Bassano Romano

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Crediti Foto Anna Marani - Fabrizio Frizzi ad un concerto a Bassano Romano
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Il rischio è grande, tantissime persone hanno giurato e spergiurato una conoscenza diretta con Fabrizio Frizzi suscitando più compatimento che invidia o ammirazione; riguardo ai media qualcuno ha parlato di “accanimento funerario”, ricordo qualcosa di simile ai tempi della scomparsa di Grace Kelly e allora non c’erano sicuramente i mezzi attuali. Inoltre chi scrive non dovrebbe parlare in prima persona, soprattutto nel mio caso, non essendo io né un personaggio famoso né un affermato professionista del giornalismo: sono in buona fede, chiedo scusa.

Di rimando so benissimo che “excusatio non petita, accusatio manifesta” ma mi permetto tutto, anche se Eco suggeriva di evitare le citazioni (e le parentesi… e i puntini… o forse non era esattamente così), mi autoaccuso di tutto. Il fatto è che sono appena tornato dal cimitero di Bassano Romano e mai come ora capisco cosa significhi avere bisogno di esternare le proprie sensazioni.

In realtà conoscevo bene Frizzi, ambiente dello spettacolo e amici comuni ma soprattutto case confinanti, tuttavia non posso vantarmi di una particolare confidenza che non c’era, soprattutto abitando in un paese dove invece centinaia di persone potevano e possono invece a ben diritto chiamarlo Fabrizio, perché lui qui a Bassano aveva trascorso gran parte della adolescenza, dall’età di undici-dodici anni, quando il papà Fulvio acquistò una bella casa con un grande giardino.

Cappella di famiglia a Bassano Romano nel Viterbese

Qui in paese sanno tutti che Frizzi senior era di Faenza, la signora Laura di Bologna, si trasferirono a Roma credo poco prima della nascita di Fabrizio, che era del ’58, con il figlio maggiore Fabio che aveva già sette o otto anni.
Aggiungo io che Fulvio lavorava alla Cineriz, produzione e distribuzione cinematografica, e che a Bassano sono stati girati tantissimi film, data la particolare bellezza del posto. Si può ipotizzare che fosse venuto qua al seguito di qualche lavorazione e che in quella occasione si fosse innamorato del luogo, tanto da comprare e ristrutturare questa bella casa, intorno al 1970.

Fabrizio qualche anno fa mi mostrò che all’interno del giardino c’è una inferriata di ferro battuto con inciso appunto FF 1970: le iniziali di tutti i maschi di casa Frizzi segnano la data di rinascita dell’antica casa padronale che era stata scelta da Fulvio e Laura come punto d’approdo per la loro vita e la loro famiglia.

Il piccolo dodicenne Frizzi si inserì velocemente nel sano e verace ambiente di paese. In questa splendida zona a solo mezz’ora da Roma, la Tuscia, le persone hanno il disincanto e la leggerezza dei romani ma sono burbere e spicce come i toscani, ti accolgono bene ma “nun te devi allargà”, amicizia sana e con rispetto. Tutti ricordano innanzitutto la simbiosi di Fabrizio con la bicicletta, era una sorta di centauro a pedali, fino a quando i genitori non gli comprarono il motorino e fu la stessa cosa, solo con meno fatica. Chilometri di strada e vari centimetri di sbucciature con i ragazzi bassanesi, considerando anche gli altri giochi di allora, tutti molto “fisici” e con svolgimento rigorosamente per strada. C’era però la passione per la musica, per i Beatles in particolare, e al tempo delle scuole superiori alle due ruote subentrò il pianoforte. In questo aspetto sicuramente ebbe una buona influenza Fabio, fratello maggiore e musicista già affermato; per fortuna a Bassano c’erano altri ragazzi con lo stesso pallino, e furono gli “Oceano Rex”, che proprio quest’estate scorsa sono stati protagonisti di una serata memorabile in piazza, con Fabrizio alla voce e alle tastiere.

fabrizio frizzi

Sì, il popolarissimo uomo di spettacolo era esattamente come appariva: semplicemente una brava persona, un ragazzone affettuoso e sincero, di famiglia solida e ben strutturata, soprattutto una persona normale, che non aveva minimamente scalfito i legami con il luogo dove aveva trascorso tanto tempo, e che avendo la possibilità non si sottraeva mai a nessun richiamo bassanese, sapendo che l’affetto della gente era sentito e schietto, assolutamente indipendente dal suo successo.

Un balconcino di casa mia si affaccia sul giardino di casa Frizzi, la voce e la risata di Fabrizio e la più discreta presenza della signora Laura per tanti anni hanno segnato l’inizio della bella stagione, il mese di maggio in cui il paese fiorisce letteralmente; ora riposano tutti nella cappella di famiglia qui a Bassano, insieme a papà Fulvio, mancato prematuramente quando il figlio minore lavorava già in televisione ma aveva solo venticinque anni.

Tutta Bassano Romano si è stretta in un dolore sordo e soprattutto in un rimpianto sincero, c’erano tante amicizie da proseguire, in molti avevamo qualcosa in sospeso.
Presto finirò la nuova recinzione che divide le nostre due proprietà, come eravamo d’accordo, e cercherò di stare vicino al caro Massimo, tuo amico di una vita, magari suonando qualcosa insieme nella sua taverna che tanto ti piaceva.

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Alessandro Filindeu
Vivo a Roma, non sono un giornalista, sono musicista professionista da quando avevo ventidue anni, ambito pop ma formazione jazz, ho suonato in una cinquantina di programmi Rai, ho ottenuto la idoneità per insegnare in Conservatorio nel 2005, lavoro con un importante produttore come assistente musicale e di produzione e come chitarrista, ho collaborato con vari musicisti, scritto e arrangiato un po' di cose, avuto a che fare con il Festival di Sanremo in varie "vesti" a partire dal 1993. Insegno chitarra moderna in varie scuole di area romana, armonia moderna e tecnica dell'ascolto presso la "Accademia Spettacolo Italia" di Roma. Ho collaborato come "ghost writer" a due tesi di laurea in storia della musica pop italiana, ho partecipato alla organizzazione di varie Master Classes di grandi musicisti italiani e stranieri, in tempi recenti ho co-prodotto due cantanti esordienti, con ambedue fallendo clamorosamente ma acquisendo di conseguenza una grande conoscenza del mondo del pop italiano degli ultimi anni. Ho una maturità classica, ho frequentato due facoltà universitarie e un Conservatorio per un totale di 21 esami sostenuti ma non ho finito nessuna delle tre cose, inevitabilmente la mia prima attività è quella dell'insegnante.

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