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Alchemaya, l’apoteosi intellettuale di Max Gazzè – RECENSIONE

Max Gazzè è uscito con l'album Alchemaya, doppio Cd diviso in due parti, trasposizione su disco dello spettacolo portato dall'artista romano in giro per l'Italia la scorsa primavera più una rivisitazioni di alcuni suoi successi

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max gazzè
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Un po’ di tempo fa, leggendo una recensione sul favoloso e ben noto album di Peter Gabriel “New blood” del 2011 e trovandomi in disaccorso praticamente su tutto, mi colpì molto una definizione, che recitava più o meno così: “Un disco per ricchi borghesi annoiati“.

In quel doppio lavoro, un’antologia ufficiale, il mito Gabriel aveva ripreso i maggiori successi della sua carriera donando loro un “nuovo sangue”, ovvero riarrangiandoli totalmente in chiave orchestrale, con risultati sublimi.

Stranamente, ascoltando questo nuovo doppio lavoro di Max Gazzè, quella definizione di certo non simpatica mi è rimbalzata in mente pur non condividendone la lapidaria cattiveria, eppure non ci sta tanto male.

Quando parliamo di Max Gazzè, parliamo di un artista che fa ugualmente la sua bella figura sia al Wind Music Awards che al Premio Tenco e che meglio di ogni altro (un po’ come il primo Battiato o l’ultimo Gabbani) è riuscito a trovare consensi tra il grande pubblico utilizzando motivetti facili come pretesto per veicolare messaggi e tematiche inusuali per il Pop, ingannando un po’ come l’aroma di fragola per far bere l’antibiotico amaro ai bambini. Anche se poi l’amaro riaffiora comunque.

Cosa abbiamo dunque davanti? “Alchemaya”, doppio Cd diviso in due parti, trasposizione su disco dello spettacolo (di cui abbiamo parlato in un precedente articolo) portato dall’artista romano in giro per l’Italia la scorsa primavera.

max gazzè
Crediti Foto Foto Simone Cecchetti

Nel primo Cd troviamo 11 tracce inedite totalmente eseguite dalla Bohemian Symphony Orchestra, con qualche spruzzo di elettronica (un po’ poco) tanto da definire l’intera opera, a detta dello stesso Gazzè, “sintonica”. Tutti i testi sono stati concepiti dopo anni di studio su scritti dal valore storico inestimabile, alcuni anche misteriosi: si va dalla Bibbia ai manoscritti di Qumran, dalle Tavole Smeraldine ai saggi esoterici, il tutto per raccontare una possibile origine del mondo, così come recita il titolo della traccia di apertura. Tanto di cappello, sicuramente, ma non di geniale, almeno nella struttura dell’opera stessa: unire riferimenti di ogni tipo quasi come un’accozzaglia di concetti, prendere una grande orchestra, mettere nel mezzo tracce di solo parlato rende tutto un gran clichè, già sperimentato da altri artisti (un esempio simile, ma con intenti diversi e senza troppe ambizioni intellettuali, il “Zerovsky” di Renato Zero).

Certamente, però, tra le orchestrazioni del maestro Clemente Ferrari e le composizioni dei fratelli Gazzè, meritano di essere citate le ottime soluzioni ne “Il diluvio di tutti” ed “Etereo”, i momenti sicuramente migliori di un lavoro destinato a pochissimi (e i dati di vendita lo dimostrano). C’è da dire che cercare di abbandonare per un momento il Pop e le classifiche è una volontà nobile e da rispettare, ma di certo questo non è il modo migliore perchè, si ribadisce, sa tutto di già fatto o comunque di già sentito.
Nel secondo Cd ritorniamo sul leggero, ed ecco 14 successi della carriera di Gazzè completamente riarrangiati allo stesso modo del primo Cd con l’aggiunta di “La leggenda di Cristalda e Pizzomunno“, vero capolavoro portato a Sanremo,e dell’inedito “Se soltanto”, destinato a non rimanere impresso. Nella totale monocromia del disco meritano però di essere menzionati sia la magia di “Mentre dormi”, degnamente rivisitata, e sia il giusto omaggio ad una canzone apparentemente scemotta come “Il timido ubriaco” ma che rimane uno degli esempi più grandi della vera genialità di Gazzè, ovvero, come detto prima, quello di utilizzare facili motivetti Pop per veicolare messaggi che fanno riflettere e acculturare l’ascoltatore.

Ma in “Alchemaya”no. Possiamo dire ottimo lavoro, nobile intento anticommerciale, diverso dal resto, alternativo, ma non geniale. Forse per ricchi borghesi annoiati?

max gazzè

Tracklist “Alchemaya” – Max Gazzè

Tracklist – Cd1

01 – L’origine del mondo
02 – Enuma Elish
03 . Il diluvio di tutti
04 – Vuota dentro
05 – L’anello mancante
06 – Etereo
07 – La tavola di Smeraldo
08 – Visioni ad Harran
09 – Bassa frequenza
10 – Alchimia
11 – Il progetto dell’anima

Cd2 – Nuove rivisitazioni

01 – La leggenda di Cristalda e Pizzomunno
02 – Il timido ubriaco
03 – Il solito sesso
04 – Nulla
05 – Cara Valentina
06 – Edera
07 – Ti sembra normale
08 – Atto di forza
09 – Se soltanto
10 – La vita com’è
11 – Mentre dormi
12 – Un brivido a notte
13 – Sotto casa
14 – L’ultimo cielo
15 – Una musica può fare
16 – Verso un altro immenso cielo

 

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