Home Musica Un’altra storia di ordinaria discografia e di occasioni perse

Un’altra storia di ordinaria discografia e di occasioni perse

Era un gioco sottile quello tra radio e discografici, non si pubblicizzava con spot radio un disco, se non era suonato, e dall’altra parte non si suonava un disco, se non era pubblicizzato in radio da spot.

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di Luigi Calivà

Intorno ai primi anni ’90 una importante casa discografica multinazionale di Roma, la BMG Ariola, nata dalle ceneri dorate della RCA, con cui avevo ottimi rapporti quasi quotidiani per diversi motivi, tra cui alcune produzioni discografiche, per volontà del suo Presidente, iniziò in modo riservato con l’emittente per la quale lavoravo dei contatti preliminari per una possibile ipotesi di acquisizione di un pacchetto di minoranza appunto della rete radiofonica in questione.

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Sponsor entusiasta era Lucio Dalla, unico artista a conoscenza del progetto, e che in quel periodo era lanciatissimo più come discografico con la sua Pressing (Luca Carboni, Samuele Bersani, Angela Baraldi…) che come artista.

Lucio aveva toccato con mano il progetto Stadio da me prodotto e gestito (fu una sua idea di affidarmi gli Stadio) per l’etichetta Ritzland Records, con due album “Canzoni alla Stadio” (1988) e “Puoi Fidarti di Me” (1989), ambedue dischi d’oro (over 100.000 copie) che segnarono la rinascita della band, dopo che la RCA aveva manifestato l’intenzione di non rinnovare il loro contratto.

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La BMG, che con l’emittente in questione aveva rapporti privilegiati, dovuti alla vicinanza territoriale, ma anche di repertorio, aveva capito che essere soci di una importante rete radiofonica poteva offrire vantaggi in termine di promozione e marketing, e avrebbe offerto un vantaggio enorme rispetto ai suoi competitor.

Erano gli anni dei ticket tv sui dischi, (un extra prezzo per dischi pubblicizzati in Tv) e dei budget di marketing e promozione per i dischi top, da centinaia di milioni di lire, ma soprattutto delle campagne pubblicitarie radiofoniche inevitabili se volevi entrare nei negozi di dischi, condizione essenziale per vendere.

Era un gioco sottile quello tra radio e discografici, non si pubblicizzava con spot radio un disco, se non era suonato… e dall’altra parte non si suonava un disco, se non era pubblicizzato in radio da spot.

Non era ancora nato il detto “Partiamo con la promozione quando partono gli altri” oppure “Noi suoniamo solo successi”. A quei tempi erano le radio insieme ai discografici a creare i successi.

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Un progetto ambizioso, coraggioso e innovativo, degno di manager che sapevano guardarsi intorno e vedevano con chiarezza che il futuro della discografia era indissolubilmente legato alle radio, e al potere che avevano conquistato nei confronti del mercato discografico.

Non era certo facile determinare il valore di un simile pacchetto azionario, perché non c’erano altri esempi, non era mai accaduto.

Ci furono alcuni incontri preliminari, ma ad un certo punto tutto si interruppe bruscamente, non era un problema di soldi, ma inspiegabilmente i manager internazionali con cui il Presidente si interfacciava fermarono il progetto.

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In realtà la motivazione vera si scoprì qualche anno dopo, era già stata decisa la vendita della BMG (Bertelsmann Music Group) che si concretizzò con il passaggio alla Sony Music a livello mondiale, solo dopo averla svuotata in Italia di quasi tutto il personale rimasto dopo la cessione RCA/BMG, e trasferita dalla storica sede di via S. Alessandro a Roma, in altri luoghi sempre più ridotti, sino alla chiusura definitiva e il trasferimento a Milano degli ultimi superstiti.

Un’altra occasione mancata, ma do atto al Presidente Franco Reali di avere avuto una intuizione geniale, che se si fosse concretizzata avrebbe rivoluzionato il panorama discografico ed il mercato in Italia, aprendo probabilmente a simili progetti tutto il mondo.

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Luigi Calivà
Ha iniziato la sua carriera nel mondo della musica come tecnico o tecnico del suono (nella prima metà degli anni 80) lavorando in tour con artisti come Rettore, Sergio Endrigo, la Bottega dell’Arte, Gepy & Gepy, Mia Martini, Nada, Mimmo Locasciulli, Riccardo Cocciante, Luca Barbarossa, Locasciulli & Ruggieri. Dopo una piccola esperienza come promoter discografico radiofonico, passa dall’altra parte della barricata diventando il direttore dell’ufficio discografico di RDS sin dalla sua nascita e per sedici anni. Dopo la sua uscita da dall’emittente diventa per alcuni anni il direttore marketing della divisione eventi Friends & Partners (oggi F&P Group), importate agenzia Italiana per la musica live. Ha fatto anche il general manager di un’etichetta indipendente producendo compilation e prodotti discografici di catalogo, riuscendo a vendere oltre un milione di dischi, e aggiudicandosene diversi d’oro e di platino. Ha gestito anche una società di edizioni musicali con un notevole catalogo, curando anche diverse colonne sonore per film e cartoni animati. E stato anche produttore o manager di artisti come Gegè Telesforo, Gli Stadio o Alex Britti, e ha collaborato come consulente per il management con molti altri artisti. Ha curato come produttore esecutivo due particolari progetti teatrali e musicali, “Britti & Bennato” e “Barbarossa & Marcorè”. E’ generalmente considerato un esperto di radiofonia, management musicale, produzione discografica, eventi musicali, sponsoring musicale, marketing entertainment e comunicazione non convenzionale legata al settore musica e dello spettacolo in genere. Ama definirsi un libero pensatore e scrivere, e ad oggi ed ha pubblicato due romanzi, “Il Cantautore” e “John Lemnos” (scritto con Fulvio Ottaviano). Ha inoltre pubblicato un e-book, un manuale dedicato ai giovani artisti che iniziano la loro carriera nella musica dal titolo. “Essere artisti nel nuovo mercato musicale e avere successo” che aggiorna ogni 2 anni. Oggi per non farsi mancare nulla, gestisce un’azienda di famiglia che nulla ha a che fare con la musica.

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