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Baustelle: cantano l’amore nel cuore della guerra-RECENSIONE di “L’amore e la violenza”

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Baustelle
Voto Autore

di Giuseppe Santoro 

Baustelle escono con un disco importante, il settimo della loro carriera. Di acqua sotto i ponti dal Sussidiario illustrato della giovinezza del 2000 (che conteneva il brano “Gomma”, bellissimo e innovativo per l’epoca) ne è passata parecchia. C’è chi dice che i tre artisti di Montepulciano (Francesco, Claudio e Rachele), dopo aver trovato la chiave musicale più apprezzata dal grande pubblico, si siano col tempo un po’ ripetuti. Forse è così, ma non è proprio lo stile a rendere un cantante o una band, cosiddetta indie, riconoscibili e distinguibili dall’enorme agglomerato di musica indipendente che abbiamo oggi in Italia?

Dopo il mezzo concept-album “Fantasma”, del 2012, i Baustelle tornano a ciò che sanno fare meglio: musica elegante e testi di qualità. Questa volta però una forte venatura pop pervade le canzoni (come ha ammesso anche lo stesso Bianconi) e non passa inosservata nemmeno la mescolanza elettronica che trova posto in quasi tutti i brani del nuovo disco “L’amore e la violenza” (Warner Music).

Baustelle

Love, è uno strumentale dal suono vagamente orientale nei synth e nell’atmosfera, perfetto apripista per la seconda traccia, Il Vangelo di Giovanni. Questa canzone è la quinta essenza della scrittura “baustelliana”: voci che si sovrappongono per tutta la canzone e diventano una soltanto, arrangiamento con l’organo ben presente e testo che richiama l’attualità, evocando contemporaneamente il misticismo.

Del primo singolo Amanda Lear se ne è parlato parecchio anche nei tg nazionali, anche perché ha permesso al gruppo di debuttare in seconda posizione nella classifica Fimi.

Baustelle
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Baustelle – Amanda Lear (Official Video)

È una canzone puramente elettropop, senza però essere figlia di questi tempi musicali dove il termine appena citato è sinonimo di musica terribile. Il pezzo trascina, anche per l’interpretazione di Rachele Bastreghi, e questo è già tanto. Ce ne fossero in Italia di singoli così.

Altra perla dell’album e probabile singolo è Betty, che mi ricorda qualche classico anni ’60. L’inciso è molto convincente e anche il testo appare particolarmente riuscito. Intendiamoci, il tema è stato trattato in tutte le salse dai Baustelle nei precedenti album, ma insomma…  guardare sopra alla voce stile personale.

In tutto l’album si sentono evocazioni nemmeno tanto vaghe di Franco Battiato ed infatti il sapiente missaggio del disco è opera di uno storico collaboratore dell’artista siciliano, Pino Pischetola.

Eurofestival, ad esempio, sembra una canzone di Battiato con il testo scritto da Francesco Bianconi e questo potrebbe solo all’apparenza scritta far gioire molti e gridare al connubio perfetto. Raro caso di cover inedita che dà, come dice il ritornello, “gravi stati di allucinazione”, sembra infatti di vedere centri di gravità permanente nell’universo dei Baustelle. Non convince.

Poi c’è il brano La vita che solo per la frase “Pensa a un’immagine, a un soprammobile: pensare che la vita è una sciocchezza aiuta a vivere”, merita di essere ascoltato più volte. Bravo Bianconi a cantarla con quel timbro e quella cadenza.

Altre canzoni gradevoli completano un disco pensato, fresco ma non banale, pieno di colori e di immagini di guerra viste dal campo, ma anche e soprattutto dagli occhi di un Occidente amaro e immobile.

Copertina Album

L’Amore e la Violenza – tracklist:

1-Love
2-Il vangelo di Giovanni
3- Amanda Lear
4- Betty
5- Eurofestival
6- Basso e batteria
7- La musica sinfonica
8- Lepidoptera
9- La vita
10- Continental stomp
11- L’era dell’acquario
12- Ragazzina

Tour

L’Amore e la Violenza Tour

26 Febbraio – Foligno (Pg) – Auditorium S. Domenico
4 Marzo – Varese – Teatro Apollonio
5 Marzo – Trento – Auditorium S. Chiara
6 Marzo – Firenze – Teatro dell’Opera
13 Marzo – Roma – Auditorium Parco della Musica 
14 Marzo – Bologna – EuropAuditorium
15 Marzo – Pesaro – Teatro Rossini
20 Marzo – Milano – Teatro degli Arcimboldi
28 Marzo – Venezia – Teatro Goldoni
29 Marzo – Tolmezzo (Ud) – Teatro Candoni
4 Aprile – Milano – Teatro degli Arcimboldi
7 Aprile – Torino – Teatro Colosseo
8 Aprile – Reggio Emilia – Lime Theatre
12 Aprile – Genova – Teatro Piazza delle Feste
13 Aprile – Massa – Teatro Guglielmi
18 Aprile – Bari – Teatro Petruzzelli
19 Aprile – Pescara – Teatro Massimo
21 Aprile – Napoli – Teatro Augusteo
30 Aprile – Roma – Auditorium Parco della Musica

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Giuseppe Santoro
Ricco, bello, dolce e simpatico nella vita precedente. In questa invece, nasco a Lecce il 18 luglio del 1989 da una famiglia di professori. Mia madre insegna Lettere in una Scuola Media di provincia e mio padre, adesso pensionato, era insegnante di Educazione Fisica. Dopo il diploma commerciale ho lavorato come impiegato in un Centro di Medicina Nucleare per un anno e mezzo, ma purtroppo in seguito ai tagli alla sanità pugliese, all’inizio del 2011 mi sono ritrovato disoccupato. Nel 2013 ho conseguito la laurea in Scienze della Comunicazione e adesso frequento la facoltà Magistrale di Lettere Moderne. Importante è stata per la mia formazione professionale, l’esperienza come responsabile comunicazione e social per il sito Cometiveste.it, di cui sono il fondatore con altri due ragazzi. Canto in una band da due anni e adesso ci stiamo dedicando anche allo sviluppo di alcuni progetti inediti. Ho sempre scritto testi musicali, poesie, ma anche saggi brevi sugli argomenti più disparati e nei miei articoli mi piace osservare la società con occhio critico. Oltre a un’ ipotetica carriera nell’ambito dell’insegnamento, molto difficile visti i tempi che corrono, mi piacerebbe continuare a dedicarmi alla critica musicale e sociale. Non amo molto dire cose ovvie e in generale, non mi piace stare dalla parte del più forte. Da un po’ di tempo collaboro con questo blog che credo stia diventando un punto di riferimento importante per chi ama la musica e i suoi retroscena. Spero di essere all’altezza del compito e poter interessare i lettori a quelle che sono le mie idee e i miei pensieri.

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