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SING, IL FILM: PASSIONE, CUORE E GIOCO DI SQUADRA – RECENSIONE

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di: Paola Pellai

Sing, al cinema dal 4 gennaio, film prodotto dalla Illumination Entertainment e che farà tremare il monopolio di Disney e Pixar, parla di passione, cuore, gioco di squadra che insegna che insieme si può ricostruire anche quello che è stato raso al suolo. E’ una bella lezione quella che ci arriva da questo film d’animazione.

Un po’ talent show, un po’ hit parade, dai colori accattivanti ed effetti scenici, sia nella versione in 3D che in quella in 2D.

Gli animaletti sono i protagonisti di questa pellicola, a ritmo di musica ci faranno ballare e cantare, e divertirci.

Un film per tutti, dove i bimbi rideranno a crepapelle, mamma e papà canticchieranno e le poltrone del cinema, a loro modo, balleranno.

Ma non è un semplice film d’animazione e basta, all’interno sono contenuti messaggi importanti, che faranno riflettere, un paio di esempi: i sacrifici dei genitori non vanno mai traditi e nelle proprie passioni bisogna crederci sempre, anche quando la paura ci taglia le gambe o ci ingabbia la voce.

“Sing” è un racconto corale, dove ognuno ci mette del suo per non far crollare un sogno.

Un insieme di voci e di temperamenti dove i singoli protagonisti mettono da parte il proprio egoismo per entrare al servizio dell’altro.

La storia comincia con il koala Buster Moon che si ritrova a navigare in cattive acque e per salvare il suo teatro dal fallimento, organizza una gara di talenti canori con l’idea d’incassare quanto basta per salvare la struttura avuta in eredità dal papà.

Il concorso ha un premio in denaro che un’incauta segretaria e una fotocopiatrice dispettosa trasformano da mille a cento mila dollari.

Tutti in coda per parteciparvi.

Dalla maialina Rosita, mamma stressata di 25 figli, a Meena, un’elefantessa adolescente che adora cantare ma è terrorizzata dal palco, Johnny, il piccolo gorilla che ha un papà che lo vuole introdurre nella sua banda di rapinatori, ma lui adora il rock, ad Ash, porcospina femmina che duetta con il suo fidanzato, fino a Mike, il topolino bianco che pare il clone di Frank Sinatra.

Nelle due ore scatenate del film non si cantano filastrocche, ma canzoni “vere”, di quelle che hanno segnato la nostra storia da “Call my maybe” di Carly Rae Jepsen a “Shake it off” di Taylor Swift e poi le voci originali di Matthew McConaughey, Reese Witherspoon, Seth MacFarlane, Scarlett Johansson, Taron Egerton, Tori Kelly.

Il posto d’onore va al brano “Faith” in corsa come miglior canzone ai Golden Globe.

Nel film c’è “dentro” la vita, quella degli affanni della mamma casalinga, quella del figlio che vuol ribaltare i comportamenti sbagliati del padre, c’è l’arpia della banca che vuol speculare sul crack finanziario del teatro e c’è l’ombra del padre di Buster Moon che gli da’ la forza di crederci quando sta letteralmente affogando (e non solo nei debiti).

Un film d’animazione che toglie gli eccessi ai talent televisivi per riportarli in una dimensione di quotidiana umanità, dove non c’è un migliore ma ognuno è il migliore per quello che ha saputo dare.

Due ore veloci, una storia senza retorica, effetti speciali senza la fantascienza appiccicata addosso e quegli animaletti che vestono alla moda, parlano e provano sentimenti come gli umani. Ma sono anche meglio. E, alla fine, questa è la lezione che conta.

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SING – Teaser trailer italiano

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