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Cosa prevede il decreto governativo per ripartire con i concerti dal 15 giugno

Nell'ultimo Decreto della Presidenza dei Ministri in cui, nell'allegato 9, vengono fissate le condizioni con le quali potranno riprendere i concerti

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Maurits Cornelis Escher con le sue visionarie opere esposte a Palazzo Reale – Milano

Voto Autore

di Antonino Muscaglione

A Milano, dal 24 giugno 2016, a Palazzo Reale, sono in mostra molte opere del maestro visionario Maurits Cornelis Escher.

Un percorso completo che parte dalle prime incisioni del maestro olandese, passando per il suo fondamentale soggiorno in Italia, fino alle sue opere più famose. “Fondamentale”, il soggiorno italiano, per lo sviluppo del suo pensiero che lo ha portato ad immaginare le note prospettive aberranti.

A Palazzo Reale sono in mostra le incisioni di paesi medievali abruzzesi, calabresi e del sud Italia in genere, che per complessità compositiva (intreccio di scale, vicoli, archi, volte) suggeriscono all’artista di scomporre il piano e far si che “un pavimento possa anche essere un soffitto”.

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In mostra le incisioni di paesi medievali abruzzesi, calabresi e del sud Italia in genere, che per complessità compositiva (intreccio di scale, vicoli, archi, volte) suggeriscono all’artista di scomporre il piano e far si che “un pavimento possa anche essere un soffitto”. Lungo il percorso della mostra il visitatore è invitato ad entrare in relazione con il lavoro e il pensiero escheriano. È possibile, con una telecamera, piuttosto che con un gioco di specchi, “entrare” all’interno di un paio di opere.

Il percorso, sempre esaltante e sorprendente, come lo sono le sue incisioni, si conclude con le influenze ereditate, in qualche modo, dal mondo della musica, dello spettacolo e della televisione.

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Nella penultima sala in mostra, tra le altre, la cover di un 45 giri dei Nomadi (Quasi, quasi) e un disco dei Pink Floyd (On the run, the live biography, vol. 3). La guida ci racconta che lo stesso Mick Jagger aveva contattato Escher per commissionargli una cover, lavoro che però il maestro ha rifiutato.

Nell’ultima sala alcune installazioni video con riferimenti espliciti all’influenza del lavoro di Maurits Cornelis Escher. Qualche fotogramma della sigla di testa dei “Simpson”, in cui il soggiorno della nota famiglia di Springfield si trasforma in uno scenario escheriano. A seguire Mika che sale e scende da scale, esplicitamente escheriane, per uno spot di Sky andato in onda non molto tempo fa.

La mostra è anche un successo in termini di riscontro di visitatori (più di trecento visitatori all’ora), sarà visitabile fino al 22 gennaio. Unico consiglio, non andate di sabato, ieri ho fatto più di un’ora e mezza di fila, attesa estenuante ma ampiamente ripagata.

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