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mercoledì, Agosto 12, 2020

Storie di Musica: gli anni d’oro

Abbiamo vissuto tempi meravigliosi nella musica, ma allora non ci sembravano così  meravigliosi. Li abbiamo vissuti attraversandoli con i capelli al vento

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Bob Dylan compie 75 anni

Voto Autore

di Athos Enrile

Quando scrivo di miti musicali senza tempo sono sempre in difficoltà, perchè mi rendo conto di non poter aggiungere niente di nuovo e interessante.A maggior ragione in un caso come questo, dove non esiste esperienza diretta se non l’aver toccato con mano il profumo del Greenwich Village, dei suoi locali, e delle strade su cui consumò le scarpe un giovane Dylan.
Meglio allora afferrare un particolare ed evidenziarlo.
Alcuni anni fa, sono rimasto colpito da un filmato che celebrava i 30 anni di carriera di Dylan. Era uno stralcio di un concerto tenutosi a New York, al Madison Square Garden, e sul palco… non c’era solo lui.

Bob Dylan

Spesso le ammucchiate on stage non portano a grossi risultati, ma nel caso specifico c’erano numerosi “giovani di belle speranze” che garantivano il risultato. Parlo di Eric Clapton, George Harrison, Neil Young, Tom Petty, Roger McGuinn.
Il brano in questione è My Back Pages.
La versione che presento è roccheggiante, ed ogni artista si esibisce cantando una strofa.  Ma vediamo qualcosa di più su questo brano, attraverso notizie trovate in rete.

My Back Pages
è il titolo di una delle canzoni più conosciute di Dylan. Incisa nel 1964, fa parte dell’album “Another Side of Bob Dylan“. Articolata su un ritmo di ballata acustica, è assimilabile stilisticamente al gruppo delle prime canzoni di protesta scritte da Dylan. In questa canzone – come in tutto l’album di riferimento – Dylan si accompagna con la chitarra su un semplice sottofondo di steel guitar, lo strumento che conferisce il tipico sound della musica folk.
Contrariamente all’impianto musicale, piuttosto tradizionale, il testo del brano è innovativo e prende le distanze – fin dal titolo(traducibile con Le mie pagine passate) – dai precedenti schemi poetici sviluppati da Dylan. E questa intenzione di distacco dal passato emerge specialmente nel leitmotiv del brano, ove recita:
Ah, but I was so much older then / I’m younger than that now” (ero molto più anziano allora, sono molto più giovane adesso).

Come gran parte delle altre canzoni dell’album, anche My Back Pages è – a detta della critica – uno dei più riusciti tentativi di Dylan nel mettere a fuoco antichi sentimenti e nuove sensazioni tipiche di un giovane (considerando che Dylan aveva ventitré anni quando compose il brano) pronto a lasciarsi dietro alle spalle ogni sorta di utopico e sterile idealismo pur restando attento sia ai mutamenti dell’animo umano sia a quelli di una società – in particolare quella degli anni 60 – scossa dai primi fermenti che animavano i campus universitari, e in una nazione che si trovava a fare i conti con forti istanze in termini di diritti civili da riconoscere alla popolazione di colore fino ad allora confinata in ghetti.

Il brano non ha perso il suo smalto nel corso degli anni seguenti alla prima pubblicazione, tanto che di esso sono state incise numerose cover da parte di noti cantanti e gruppi, fra cui – primi fra tutti (ed in differenti versioni) – quello dei Byrds, e quelli dei Ramones,Pearl Jam e Nice.

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Rivediamolo: Video Live di My Back Pages al Madison Square Garden

[youtube id=”msdGX5nFEiQ”]

 

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