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BOWIEULOGY…

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di Charlie Rapino
Stamattina mi sono svegliato – dormo poco – e ho fatto le mie solite cose.

La doccia, una colazione al volo. Mi piace bere un bicchiere d’acqua, di solito la stessa marca. Mi piacciono, sotto alcuni aspetti, i riti ripetitivi. Un paio di telefonate, l’organizzazione del lavoro. La mattina per me è pigra, ma questa mattina non è stata pigra, ma vuota.

Leggere che un tuo punto di riferimento intellettuale, spirituale, professionale, la tua colonna sonora, è andato ti svuota.
Non sapevo cosa dire allora ho messo solo una sua foto, una del periodo “Station to Station“, quello preferito da me, quello che mi fece fumare le Gitanes a manetta, e che mi fece vestire decentemente, come se fossi uscito da un ritratto di Cecil Beaton.

Avevo tanto da dire, quando mi hanno chiesto di scrivere qualcosa, ma non sapevo scegliere cosa dire. David ha dato così tanto che non sapevo scegliere. Mi sono messo al telefono e ho chiamato Kampa e Gino, compagni di viaggio ad un concerto a Frejus nel Serious Moonlight, il più bello, il più cool. Ci siamo anche ricordati di un incontro all’aeroporto di Heathrow col Duca Bianco.

Senza Bowie probabilmente non avremmo ascoltato Lou Reed e Iggy Pop, non avremmo scoperto Luther Vandross, probabilmente non ci avrebbe interessato neanche la Disco, e Brian Eno forse sarebbe rimasto a suonare in qualche reunion dei Roxy Music. I Kraftwerk, i Devo? Me li ha fatti ascoltare Bowie. Giorgio Moroder avrebbe fatto “I feel Love“ senza ascoltare Bowie? Ne dubito. Avrei fatto questo lavoro senza David? Idem con patate.

Bowie era e rimane il mio Google, il faro. Da quando avevo 13 anni, dai tempi di  “Ziggy Stardust“, non c’è stata una giornata nella quale non abbia suonato un pezzo del Duca.

Diciamolo chiaro: la musica è stata “cool” grazie a Bowie, altrimenti alla fine sarebbe stata “background noise”, come lo è oggi del resto.
Bowie aveva più stile in un unghia del mignolo che tutte le popstar delle radio e del web, di X Factor e di tutti i Talent Show messe insieme. Bowie era così cool  che pensavo che sarebbe stato al di sopra della morte stessa.
…stamattina non me la scordo.

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