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David Gilmour: nuovo album, “Rattle That Lock”. Recensione

Dopo dieci anni dall'ultimo album, è uscito "Rattle That Lock", nuovo album dell'ex Pink Floyd David Gilmour. Alcuni brani dell'album, nei testi, portano la firma della moglie Polly Samson. Diversi e importanti i musicisti che hanno collaborato alla realizzazione dell'album, che è co-prodotto da Phil Manzanera.

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di Athos Enrile

Esistono artisti e musiche che riescono ad ottenere fiducia incondizionata da un pubblico che è il più trasversale possibile, polverizzando barriere anagrafiche e suddivisione di genere.

“Comprare” musica sulla fiducia, si sarebbe detto un tempo, attratti dall’autorevolezza artistica e personale di chi la propone. Una sorta di “effetto atmosfera”, che tende a evidenziare meriti e valori di chi da sempre è primo della classe, alla faccia di qualsiasi possibile “caduta”.

E’ stato questo il mio pensiero che ha anticipato l’ascolto del nuovo album di David Gilmour, indimenticato chitarrista e co-vocalist dei Pink Floyd; la riflessione è nata spontanea dopo aver visto lo spaventoso numero di visualizzazione del video relativo alla title track, Rattle That Lock, che propongo a seguire. Ma forse le visite a ripetizione sono soprattutto sintomo di curiosità, rivolta al vedere cosa riesce a dire Gilmour a distanza di 10 anni dall’ultima uscita discografica.

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Il post ascolto, e quindi il giudizio sintetico, mi porta a dire che in Rattle That Lock c’è profumo intenso di P.F., per la felicità di tutti, e pare ancor più condivisibile il pensiero che David possa essere il maggior apportatore dei tratti significativi della storica band inglese.

Disco composto da creazioni vecchie e nuove, realizzato in team, con la moglie Polly Samsonl’apporto familiare si completa con la presenza del giovane figlio diciottenne – ed è co-prodotto da Phil Manzanera (chi ricorda i Roxy Music?).

Il contenitore, presentato in diverse “confezioni” – esistono bonus track per iTunes e per DVD edizione deluxe su Amazon– è sintesi di libertà espressiva, intesa come genere, messaggio e possibilità di variare la proposta.

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Come chiosa Gilmour è questa la “bellezza del mestiere”, ma la cancellazione di certe rigidità non è concessa a tutti… scusate se insisto.

Però… il disco vale, merita attenzione mediatica, perché regala momenti unici, personalissimi, inseriti nel contesto che ha fatto innamorare milioni di ascoltatori, un sound che era frutto di momenti creativi di ordine superiore, non certo di fine tecnica.

E questo seme della creatività, insito in David, si fonde con l’esperienza e con la possibilità di scelta, tra repertorio e collaborazioni.

Sono 10 le tracce – tra cui tre strumentali – caratterizzate pesantemente dalle liriche di Polly, che sono cinque.

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Tracklist “Rattle That Lock”

5 A.M. (Gilmour)
Rattle That Lock (Gilmour/Samson/Boumendil)
Faces Of Stones (Gilmour)
A Boat Lies Waiting (Gilmour/Samson)
Dancing Right In Front Of Me (Gilmour)
In Any Tongue (Gilmour/Samson)
Beauty (Gilmour)
The Girl In The Yellow Dress (Gilmour/Samson)
Today (Gilmour/Samson)
And Then…..(Gilmour)

Se il brano che da il titolo all’album è quello più spendibile – curiosità: l’inizio è stato registrato con l’iPhone in una stazione francese – ho trovato molto più toccanti altri episodi, come la magnifica A Boat Lies Waiting, dedicata all’amico Richard Wright, che presenta due ospiti di eccezione, Graham Nash e David Crosby, quest’ultimo esperto di “ondeggiamenti” sul sentiero della vita.

Rimanendo sull‘importanza delle liriche va segnalata In Any Tongue, brano che propone l’argomento “guerra”, purtroppo sempre attuale, mentre Faces of Stones è dedicata alla madre, gravemente malata.

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La libertà a cui facevo accenno porta Gilmour sulla tradizione, fatta di valzer e swing, e quando arriva The Girl In The Yellow Dress-jazz entra in scena un sestetto da favola, che prevede il pianista Jools Holland, il sassofonista Colin Stetson, il contrabbassista Chris Lawrence, con la cornetta di Robert Wyatt e le chitarre di Rado Klose e John Parricelli.

Un uomo in gran forma David – così come mi dicono sia attualmente dal vivo – che, lontano dai ritmi del passato, riesce a centellinare le sue uscite discografiche, senza conoscere l’ansia da risultato.

I suoi Pink Floyd non rinasceranno mai più, nemmeno per gioco, neanche per una volta, perché le relazioni logore si sopportano solo se esiste un interesse comune più forte delle frustrazioni, e David Gilmour e Roger Waters proprio… non si sopportano, e non hanno necessità di farlo.

Riposta ogni speranza gustiamoci i lavori dei singoli, e sono certo che questo Rattle That Lock potrà dare buone soddisfazioni agli amanti della musica.

Prossimo estratto e video dall’album “Today”
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