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David Ragghianti esce con l’album d’esordio “Portland”

David Ragghianti, “Portland” andata e ritorno: l’album d’esordio del cantautore toscano prodotto da Giuliano Dottori

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di Paola Maria Farina

Anticipato dal singolo Tema del filo brano che racconta un percorso di acquisizione di coscienza e la conquista di una maggiore consapevolezza di sé – è uscito l’8 settembre “Portland” (Caipira Records / Musica Distesa), album di debutto del toscano David Ragghianti con la produzione artistica di Giuliano Dottori (ex Amor Fou).

Nelle nove tracce inedite l’artista percorre un viaggio evocativo di mondi lontani e insieme vicini, con un taglio musicale piacevolmente rasserenante che accarezza il pop, il folk e il cantautorato indie italiano con una strizzata d’occhio a sonorità elettro-acustiche internazionali.

La destinazione di questa traversata, Portland, assume a mano a mano le fattezze di un luogo / non-luogo, una meta reale ma anche, e soprattutto, un luogo dell’anima a cui arrivare per ripartirne nuovamente con qualche bagaglio dell’anima in più.

Ragghianti compone pezzi sul filo della meditazione, in una costante ed equilibristica tensione, tra inquietudine e serena compostezza, sentimenti che diventano modi di vivere condivisi. Domande, risposte e riflessioni si rincorrono, nascono e muoiono fluidamente, con uno approccio quasi zen al mondo e al reale che sa proiettarsi oltre, verso l’infinito.

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E allora ciò che è fuori diventa dentro e di nuovo ne esce (Tema del filo), ciò che di inedito si va cercando è qualcosa che già appartiene a tutti (I prati che cercavo) e anche il dolore si fa strumento di crescita e di vita quando vissuto con l’abbandono e la protezione dell’amore (Raffiche di fuga e Dove conduci).

Allora a Portland, città sognata come un miraggio di speranza, tutto si può ricompone e gli opposti arrivano a incontrarsi per sciogliersi in un’unità che fa stare bene. È un limite che guarda oltre sé, è quello stato dell’animo che esiste solo quando ci si sente al centro del proprio mondo in un hinc et nunc costante. È questo il viaggio che David Ragghianti, con la sua chitarra acustica, vive e poi fa compiere, come un aedo che accompagna per mano chi si fermi ad ascoltarlo.

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