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Mango omaggiato a Rocca Imperiale, il “Paese della poesia”

Mango ricordato, attraverso la poesia e le parole della moglie, Laura Valente, a Rocca Imperiale.

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di Mariafrancesca Mary Troisi

La cornice è quella suggestiva del Castello Svevo di Rocca Imperiale, in provincia di Cosenza, famosa per i suoi limoni e per essere diventata nel corso di questi ultimi anni lo scenario di una delle manifestazioni poetiche più importanti del territorio nazionale, il Federiciano.

Il quadro raffigurato all’interno di questa cornice, domenica 31 agosto, è altrettanto suggestivo.

Laura Valente, moglie di Mango, invitata dal direttore artistico del Federiciano, Giuseppe Aletti, tra l’emozione tangibile di tutti i presenti e la lettura dei versi di alcune poesie dell’artista, parla di Mango con semplicità, enfatizzando il suo lato più “nascosto”, ossia quello di scrittore di poesie, motivo per cui ha accettato, per la prima volta dopo la scomparsa del marito, di parlare pubblicamente di lui.

Tutti conoscono il Mango cantante, ma non tutti sanno che Mango era anche un amante verace della poesia.

Aveva già pubblicato due raccolte, “Nel malamente mondo non ti trovo” e “Di quanto stupore”; una terza raccolta sarà pubblicata a breve.

Negli ultimi cinque anni si era dedicato con passione anche alla scrittura di un romanzo, che sarà pubblicato in seguito alla raccolta di poesie, i cui personaggi erano diventati ormai “di casa”, poiché con la moglie ne discuteva le sorti, come se parlasse di conoscenti e amici “in carne e ossa”.

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È rimarcato dalla Valente, durante la serata, quanto il cantautore fosse innamorato della sua terra, Lagonegro, tanto da vivere ancora nella casa in cui era nato, costruita dal padre, che era un muratore.

Viene dunque tracciato un profilo semplice e veritiero dell’artista, e per chi non lo conosceva, è facile intuire che la sua esistenza ruotasse intorno all’amore, decantato in tutte le sue forme.

Amore per il suo lavoro, per la poesia, per la sua terra, per i fans (erano presenti molti ragazzi del suo fan club, venuti anche da lontano, quasi a testimonianza involontaria del legame speciale che avevano con l’artista), per le persone con cui collaborava, incapace, racconta la moglie, di lavorare con persone che “non sentisse di famiglia”, che non stimasse.

I suoi inizi, ricorda però, non erano stati affatto semplici, tanto che a un certo punto aveva pensato di mollare tutto e tornare a studiare.

Destino vuole invece che il provino di ORO, uno dei suoi pezzi divenuti più celebri, ancora senza testo definitivo, sia ascoltato da Mogol, su suggerimento di Mara Maionchi, allora direttore artistico della Fonit Cetra (casa discografica di Mango in quegli anni).

Il pezzo piace molto, e da quel momento inizia un lungo sodalizio artistico tra Mango e Mogol.

Il destino è inspiegabile, e torna ancora una volta prepotentemente a tessere le sue strane e incomprensibili trame, come sottolinea Laura Valente, ricordando con occhi lucidi che la sua prima uscita pubblica dopo la scomparsa di Mango, a Rocca Imperiale, avviene “casualmente” a pochi km da Policoro, ultimo viaggio fatto insieme al marito da Lagonegro.

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Il destino è impossibile da “spiegare”, “capire”, ma in un certo senso va assecondato.

E il destino “porta” Mango a Rocca Imperiale, a pochi km dal suo ultimo concerto, che ricorda e rende omaggio all’artista con una stele poetica, contenente i versi di una sua poesia, “Il tempo non è un risultato”, che va ad affiancarsi a quella di altri artisti importanti, come Dacia Maraini, Alda Merini, Mario Luzi, Manlio Sgalambro, Maria Luisa Spaziani, Lawrence Ferlinghetti, Mogol, di cui il “Paese della Poesia” è depositario eterno dei versi.

Mentre le ultime note di Mediterraneo si perdono nell’aria, precedendo lo svelamento della stele poetica dedicata all’artista, ancora frastornata dalle emozioni della serata, rivolgo il mio pensiero a Mango, pensando che “nel malamente mondo non ti trovo” solo perché non ho bisogno di cercare, sei già qui, adesso.

E lo sapevano proprio tutti che era lì, affacciato agli occhi emozionati della sua compagna di vita.

Foto Inedite-Fonte:Mariafrancesca Mary Troisi

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