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Auguri John Fogerty, anima dei Creedence Clearwater Revival

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di Corrado Salemi

Lo premetto subito: sono di parte! Suono in una Tribute Band dei Creedence Clearwater Revival, e ne sono fiero.

Potreste quindi pensare che ciò che state per leggere sia viziato da una eccessiva adulazione: vi sbagliate. I Creedence sono grandissimi e ve lo dimostro.
Il 28 Mggio 2015 John Fogerty, cantante, chitarrista e autore dei Creedence Clearwater Revival, ringrazia personalmente il mondo intero per la miriade di auguri ricevuti per i suoi 70 anni di età.

Hard Rock Calling 2012 Day 2

Sceglie di farlo postando sulla sua pagina Facebook una foto che lo ritrae in compagnia della propria moglie, in un tenero ed affettuoso bacio, accompagnato da queste parole:
Hanging with my wife Julie today. 70 years old, and rocking ‘still matters! Thanks everyone for the birthday wishes”.

Ma chi è John Fogerty? E chi sono I Creedence Clearwater Revival?
Per quanto incredibile, questa domanda mi perseguita da quando giro proponendo la mia tribute band. Si rendono necessarie quindi alcune “pillole” della loro storia.

È il 1968. John Fogerty, Doug Clifford, Stu Cook e Tom Fogerty, quattro giovani musicisti di El Cerrito (California), pubblicano il loro disco di esordio, intitolato con lo stesso nome del gruppo: Creedence Clearwater Revival. Pur trattandosi sostanzialmente di album pieno di riedizioni di brani già editi (di “cover “), questo disco mostra quanto i Creedence siano capaci di appropriarsi in modo personalissimo ed efficace del repertorio rock-blues. Basti ascoltare I put a spell on you di Screamin’ Jay Hawkins oppure Suzie Q di Dale Hawkins, brani che acquisiscono una veste talmente nuova da oscurare le versioni originali.

Nel 1969 i Creedence cambiano genere creando quel misto di country, rockabilly e blues classificato tipicamente come Swamp Rock. Pubblicano in un solo anno ben tre dischi: Bayou Country, Green River e Willy and the Poor Boys. Siamo davanti ad enorme successo. I titoli di alcuni brani parlano da soli e non necessitano ulteriori commenti: Proud Mary (brano che da solo conta più di cento cover pubblicate), Bad Moon Rising, Fortunate Son, Born on the Bayou, Down on the corner.

Nel 1970 il loro capolavoro assoluto, l’album Cosmo’s Factory: quattro volte disco di platino. Contiene brani come Ramble Tamble, Who’ll Stop The Rain, Run Through The Jungle, Lookin’ Out My Back Door, nonché una spettacolare rivisitazione di I Heard It Through the Grapevine portata al successo due anni prima da Marvin Gaye.

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Seguono altro due dischi a torto ritenuti minori: Pendulum e Mardi Gras. Tra i brani c’è spazio per un indiscusso evergreen, “Have You Ever Seen the Rain?“, forse la canzone più famosa in assoluto dei Creedence.

Nel 1971 il gruppo si scioglie, generando nel tempo tre differenti esperienze parallele dalle alterne vicende: da un lato il grande e longevo successo di John Fogerty da solista ( a dimostrazione del suo altissimo genio creativo ed esecutivo), dall’altro la fondazione rispettivamente dei Creedence Clearwater Revisited da parte di Doug Clifford e Stu Cook e dei Creedence Clearwater Revived da parte di Tom Fogerty.

Giusto per essere sintetici al massimo: i Creedence Clearwater Revival hanno venduto più di 30 milioni di copie, hanno quattro brani nella classifica delle 500 migliori canzoni di tutti i tempi redatta dalla rivista Rolling Stone (al pari di Bob Marley, Stevie Wonder, Aretha Franklin, David Bowie, Nirvana), i brani dei Creedence fanno parte di decine di colonne sonore di film famosi, fanno da sottofondo in numerosi videogame, sono presenti in centinaia di spot pubblicitari, e sono universalmente conosciute.

Eppure ancora oggi, inspiegabilmente, il nome Creedence Clearwater Revival risulta al grosso pubblico italiano poco più che uno strano scioglilingua, senza nessuna correlazione con la loro musica. Spero che questo piccolo contributo possa a rendergli in qualche modo un briciolo di giustizia.

Ci uniamo anche noi agli auguri che tutto il mondo ha fatto a John Fogerty (basta dare un’occhiata a questa bella pagina sul suo Sito Ufficiale) , ringraziandolo per le emozioni che ci ha regalato con la sua splendida musica.

Happy Birthday, John.

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