15.8 C
Milano
martedì, Aprile 7, 2020

Eurovision Song Contest 2020 ANNULLATO

E da giorni che girava la notizia dell'annullamento dell’Eurovision Song Contest 2020 e ora si è arrivati a questa decisione. A causa dell’emergenza sanitaria per...

Ultimi post

Turchia: morta l’attivista e cantante Helin Boker dopo 228 giorni di sciopero della fame

Si è conclusa così la battaglia di Helin Boker cantante dei Grup Yorum, band simbolo della sinistra turca fin dagli anni Ottanta, che dopo...

MEI e OA Plus riuniscono “L’Italia in una stanza”. Da Jamiroquai e Nek, tutti gli ospiti dello show

Da sabato 4 aprile fino a domenica 5 aprile andrà in onda in diretta streaming, dalle 8 alle 20, sui siti e sulle pagine...

Finale di Amici 19 ai tempi del Coronavirus: Il nulla assoluto!

Con tutto il rispetto per i concorrenti, per i ragazzi, per chi lavora nel programma, per le manovalanze, per la gente che ha profuso...

È morto Bill Withers. Era sua la bellissima canzone “Ain’t No Sunshine”

È morto un maestro, una leggenda, un mito, Bill Withers. A darne notizia è stata la famiglia con un comunicato ufficiale: "Siamo distrutti dalla perdita del...

Daevid Allen ci ha lasciato…

Voto Autore

di Athos Enrile

La notizia è fresca, attesa, ma toccante per chi ha vissuto un’epoca musicale felice e si accorge che, ad uno ad uno, i tasselli scompaiono.

Daevid Allen non era più giovanissimo, aveva 77 anni, ma faceva parte di quel gruppo di miti musicali che sembra non possano mai avere fine terrena: i suoi followers sapevano bene che aveva i giorni contati, era stato proprio lui, un mese fa, a informarli che non si sarebbe più sottoposto a cure contro il cancro, che si è ripresentato in modo violento. Difficile in poche righe raccontare di lui, probabilmente conosciuto esclusivamente dagli addetti ai lavori e dagli appassionati del genere, ma è indubbio che il suo genio abbia dato contributo fondamentale a quella corrente musicale conosciuta come il  Canterbury Sound. Poeta, musicista, artista poliedrico, Daevid parte dall’Australia per approdare in Europa, dove il suo genio troverà terreno fertile nella Beat Generation. Siamo all’inizio degli anni ’60, e l’Inghilterra è scossa -successivamente assuefatta- dalla musica di Beatles e Stones, e ciò che Allen, Hugh Hopper e Robert Wyatt propongono -sono loro i suoi iniziali compagni di viaggio- è qualcosa di decisamente alternativo, tra jazz e psichedelica, rock e sperimentazione -musicale e di vita-, il tutto nell’ottica dell’estremizzazione del concetto di arte. E’ un fenomeno talmente precoce che anticipa il movimento prog, sbocciato nel passaggio tra i due decenni, contenitore perfetto per chi ha idee, talento e voglia di osare in totale libertà, senza soffermarsi sulle separazioni e distinzioni di genere, tipiche sino a quel momento. Se si volesse dare un’immagine che ricalca l’idea comune, si potrebbe disegnare il filone della musica progressiva con tante branchie, e una di queste simboleggia il “gruppo” di Canterbury, erroneamente sottolineo, se si osservano i fenomeni dal punto di vista cronologico. Le storie di Allen e amici superano l’elemento musicale, perché il dare vita al nuovo assoluto è qualcosa che assume valore didattico, nel senso del metodo -anche un “non metodo” può rappresentare una scelta precisa-, dell’innovazione che arriva senza magari rendersene conto, del saper captare la musica che gira intorno, che aspetta solo di essere afferrata: King Crimson, Pink Floyd, Jethro Tull, YES, Genesis, VdGG, Gentle Giant, ELP, prototipi prog, inventarono ciò che prima non esisteva. Non tutto è di facile presa, e fu per me davvero complicato assistere ad un concerto dei Soft Machine -credo fosse il 1973- che proponevano il loro free-jazz, con il mitico Elton Dean al sax, il cui virtuosismo era noto a noi adolescenti che lo ascoltavamo, quasi per obbligo, sui vinili. La sottolineatura della figura di Daevid Allen dovrebbe far scattare un minimo di curiosità, quello stato che sono uso chiamare “effetto domino”, e sono certo che la scoperta delle sue creazioni musicali sarebbe in grado di stupire anche i meno aperti verso mondi musicali sconosciuti. Utilizzo un simbolo, un unico lavoro a cui non voglio dare una valutazione assoluta, ma rappresenta il mio incontro con Daevid e i suoi Gong, con cui creò il filone mitologico che li rese celebri; “Angel’s Egg”è l’album in questione, un disco che mi introdusse in un mondo nuovo, accessibile, con sonorità e atmosfere che a distanza di lustri non mi hanno ancora stancato, e tutto questo deve pur avere un significato! Cosa resta di quei giorni? Esiste ancora quel mondo? Cosa lascia Daevid Allen? Molti protagonisti se ne sono andati, altri resistono nonostante gli impedimenti fisici (da anni Robert Wyatt è paraplegico), altri si riciclano con grande difficoltà (Richard Sinclair è ormai italiano, ma… ha vissuto giorni migliori); ciò che resta è sempre la musica, e occorre riflettere su come il movimento globale del Prog, che ha avuto enorme visibilità per un solo decennio, sia… più vivo che mai, sebbene seguito da un popolo esiguo -mi riferisco all’Italia- nonostante la frequente complicatezza di certe trame, che non hanno mai avuto l’obiettivo dell’orecchiabilità.
Il folletto Daevid Allen non può più danzare per noi, ma la sua genialità musicale ha lasciato un segno indelebile, da preservare e diffondere, nella speranza che qualche giovane talentuoso sappia raccoglierne l’eredità. E noi, appassionati di musica, attendiamo fiduciosi.
(Articolo di Athos Enrile apparso su Il Secolo XIX del 14-3-15)

 GONGGong

Latest Posts

Turchia: morta l’attivista e cantante Helin Boker dopo 228 giorni di sciopero della fame

Si è conclusa così la battaglia di Helin Boker cantante dei Grup Yorum, band simbolo della sinistra turca fin dagli anni Ottanta, che dopo...

MEI e OA Plus riuniscono “L’Italia in una stanza”. Da Jamiroquai e Nek, tutti gli ospiti dello show

Da sabato 4 aprile fino a domenica 5 aprile andrà in onda in diretta streaming, dalle 8 alle 20, sui siti e sulle pagine...

Finale di Amici 19 ai tempi del Coronavirus: Il nulla assoluto!

Con tutto il rispetto per i concorrenti, per i ragazzi, per chi lavora nel programma, per le manovalanze, per la gente che ha profuso...

È morto Bill Withers. Era sua la bellissima canzone “Ain’t No Sunshine”

È morto un maestro, una leggenda, un mito, Bill Withers. A darne notizia è stata la famiglia con un comunicato ufficiale: "Siamo distrutti dalla perdita del...

I piu' letti

LA CANZONE PROFETICA DI GIORGIO GABER: “DESTRA-SINISTRA”

di Roberto Manfredi  C’è una sola canzone che potrebbe sostituire l’inno di Mameli, è Destra-Sinistra di Giorgio Gaber. Non è solo una canzone apparente satirica,...

Analisi del testo “Fin che la barca va”

di Alberto Salerno So che a molti sembrerà strano che io abbia deciso di affrontare l’analisi di questo grande successo di Orietta Berti, scritto da...

Viaggio nelle canzoni: Vattene amore

di Alberto Salerno Sono affezionatissimo a questa canzone, un vero emblema che rappresenta, insieme a poche altre, il Festival di Sanremo. Minghi e Panella ne...

La lunga storia della proprietà dell’Edizioni delle canzoni dei Beatles dal 1963 fino ai giorni nostri

di Claudio Ramponi Per comprendere meglio l'intera vicenda bisogna fare un salto nel passato e conoscere di un personaggio chiave: Dick James. Nato a Londra nel 1920,...

Viaggio nelle canzoni: “Il più grande spettacolo dopo il big bang” di Jovanotti

di Alberto Salerno Jovanotti e "Il più grande spettacolo dopo il big bang" - Fonte Testo Wikipedia: Il brano è caratterizzato da un sound rock,  che il...

Resta in contatto

Per essere aggiornato con tutte le ultime notizie, offerte e annunci speciali.