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venerdì, Giugno 18, 2021

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Critica musicale: il mio riferimento

Voto Autore

di Athos Enrile
Carlo Massarini il Mister Fantasy.

Le frequenti panoramiche sulla platea dell’Ariston – mi riferisco ovviamente a questa ultima edizione del festival di Sanremo – hanno  miscelato, come logica vuole, la massa ai volti conosciuti, quelli che, ci piacciano o no, afferriamo al volo.

Utilizzo una di queste icone viventi, captate tra il pubblico, per raccontare un piccolo aneddoto che sottolinea la potenza – e bravura – che un tempo aveva il critico musicale, in questo caso un facilitatore, una guida all’ascolto.
L’inizio degli anni ’70 vide la nascita di una musica nuova, un movimento che all’epoca aveva etichette generiche, tra il rock e il pop. Le fonti di informazione erano davvero ridicole in termini di quantità, e tutti avevamo quindi gli stessi riferimenti.
Era un pomeriggio del 1972 e, trovandomi solo in casa, mi sintonizzai su Per Voi Giovani, una trasmissione radio che faceva tendenza ed era carica di personaggi che sarebbero diventati poi famosi in ambito musicale. Quel pomeriggio fui stordito da Carlo Massarini, presente a distanza di tanti anni nella giuria di esperti del festival appena concluso. L’icona appunto.
Nell’occasione presentò due album – per la cronaca “Fragile” degli YES e “Pawn Hearts” dei VdGG. Utilizzò due esempi concreti, ma la magia risiedeva nel racconto del vinile, due facciate piene sintetizzate dalle parole. Non so se sia chiaro per tutti cosa voglia dire “raccontare” un disco che dura cinquanta minuti, le sue liriche, i passaggi ritmici significativi, le melodie, l’art work, i protagonisti… Carlo era – e probabilmente ancora è – un maestro nel trasferire ciò che dalla radio nessuno poteva vedere, ma solo in minima parte ascoltare.
Ricordo la mia opera immediata di sharing, il passaparola e il successivo acquisto in comunione, perché 3000 lire non erano una sciocchezza a sedici anni.
Dopo un paio di mesi ebbi l’opportunità di vedere il mio primo concerto, quello dei VdGG, che presentarono proprio l’album che Carlo descrisse quel lontano pomeriggio a Per Voi Giovani.
Peter Hammill sale sul palco, tutto solo, parte “Lemmings”, e io… la conoscevo già!

Nessuno oggi sarebbe in grado di influenzare l’acquisto della musica con la mera forza del suo verbo, le regole del mercato sono cambiate, così come la sua forma e sostanza, e non si può prescindere dall’apparire. Eppure… è piacevole pensare che esista la possibilità potenziale di essere ancora incantati dalle parole, dalla loro funzione didascalica, ma soprattutto da una loro peculiarità, quella di saper riempire una tela vuota con i colori che a noi piacciono e che non ci deluderanno mai, perché chi ha dipinto il quadro non è uno qualsiasi, ma qualcuno che sa di musica e di sentimenti, di storia e melodie, di tecnica e romanzo.
E se a distanza di 43 anni ho ancora questo fresco ricordo di Carlo Massarini, Mister Fantasy, beh, un motivo ci sarà!

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