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Francesco Saverio Ruggeri, in arte NERO, esce con “I nostri giorni migliori”- INTERVISTA

Francesco Saverio Ruggeri, in arte NERO, esce con il singolo “I nostri giorni migliori” prodotto da Michele Cammarota e Ivan Russo

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Francesco Saverio Ruggeri, in arte NERO, è uno studente, nato nel 2000 a Modena, con la passione per la musica. Comincia da autodidatta e con l’aiuto del suo maestro delle elementari un percorso di apprendimento musicale, che lo ha portato a frequentare da anni, l’Accademia della musica moderna di Modena. Tramite la scuola Carovana, segue corsi musicali e di recitazione. Non perde occasione e partecipa a diversi saggi e spettacoli, in particolare quelli organizzati nei villaggi vacanze. A 16 anni si lancia nella composizione di testi. Per farsi conoscere, ha pubblicato nel mese di settembre 2018, alcune cover su Youtube. Non può fare altro?

Quest’anno ha la maturità e poi… Il 5 ottobre è uscito il suo primo inedito “ANCHE SOLO UN SECONDO” con cui partecipa vince, il 28 ottobre 2018, il contest della Nazionale Cantanti. Su Youtube circa 105.000 visualizzazioni.

Il 7 dicembre, presenta un nuovo brano “I NOSTRI GIORNI MIGLIORI” (prodotto da Michele Cammarota & Ivan Russo e distribuito da Atollo Records – Coautori Simone Perrone e IL CAOS). I brani, ognuno fa storia a sé, piacciono e trasmettono emozioni a chi li ascolta.

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Michele Cammarota e Nero

In questa intervista ne parliamo direttamente con Nero

Ciao Francesco, parlaci un po’ di te. Cosa ti ha spinto scrivere canzoni?

L’interesse per la musica è arrivato quando ero molto piccolo. A sei anni, ricordo di aver scritto una letterina per Babbo Natale, dove il desiderio era quello di ricevere una chitarra. Puntualmente ogni anno richiedevo nuovi strumenti e accessori, microfoni, cuffie e una nuova chitarra con cui potevo divertirmi, fino ad arrivare all’età di quattordici anni, quando decisi di iniziare lezioni di canto. Ho iniziato a scrivere le mie canzoni all’età di sedici anni perché ho sentito la necessità di comunicare qualcosa attraverso la musica, volevo trasmettere tutto quello che sentivo, con l’intento di emozionare chi mi ascoltava.

Il tuo primo singolo è uscito il 5 ottobre, avevi già scritto delle canzoni?

Ho iniziato a scrivere i miei brani all’età di sedici anni ma, ho deciso di pubblicare solo ora, dopo le mie nuove esperienze e la collaborazione con Michele Cammarota e Ivan Russo. “Anche solo un secondo” scritto insieme al mio caro amico e collaboratore Nelio Palladino è composto da Michele Cammarota è nato solo dopo l’inizio di questo percorso. Abbiamo lavorato a lungo su questo brano e fa parte del progetto musicale che stiamo costruendo.

Il secondo brano, “I nostri giorni migliori” uscito il 7 dicembre è stato scritto da altri artisti, come mai?

Ho ascoltato il brano nello studio di registrazione per caso, ed ho cominciato a cantarlo, non so cosa mi fosse preso, mi era entrato in testa. Forse il mio produttore si è commosso e me lo ha proposto. Non ho parole per il suo gesto, sapendo ch’è un suo testo, per lui molto importante, e che rappresenta un arco temporale significativo della sua vita. Per i miei testi, c’è tempo, almeno spero.

Cosa ne pensi della musica e dei giovani fans?

l’Italia è un Paese di musica da sempre, ciò nonostante la bella musica soffre. Sono in pochi a lavorare affinché qualcuno ascolti ancora le canzoni dopo anni. Il pubblico insegue mode su cui si buttano la maggior parte degli artisti, fino all’arrivo di quella successiva. I fans spesso si muovono spinti da talent, è difficile farsi conoscere senza l’ausilio dei mass media.

Il progetto che hai intrapreso è a volte difficile, ma ti ripaga con soddisfazione e c’è una persona in particolare che ti sostiene in questo percorso?

La musica è un sentiero difficile ma credo nel mio staff. Le persone che, mi sostengono in questo percorso sono molte: parenti, amici, il mio produttore e la mia etichetta discografica Atollo Records, senza questi elementi fondamentali sarei in grande difficoltà, in particolar modo ringrazio: i miei genitori che mi hanno dato la possibilità di studiare musica e tutt’ora continuano a seguirmi; i miei produttori, Michele Cammarota, Ivan Russo, i miei amici e i nuovi fan che, mi sostengono e credono in me, nella mia musica e in questa meravigliosa avventura.

E’ più importante la popolarità o trasmettere un messaggio?

Se si riesce a trasmettere emozioni arrivando al cuore della gente è già popolarità, l’importante non è arrivare ma rimanere e questo può avvenire attraverso i testi delle canzoni.

A parte la musica hai altri interessi? Questi interessi influiscono nel tuo lavoro?

La musica mi scorre nelle vene, senza questa non potrei vivere, quindi i miei interessi sono lo studio, la ricerca, e la sperimentazione. Diciamo che in ogni caso la musica mi accompagna in tutti i miei interessi.

In “Anche solo un secondo”, impartisci una lezione sull’amore. Parli, tra le righe, di un’esperienza personale?

Credo nell’amore e in quello che faccio, anche se spesso questo implica mettere a nudo le proprie emozioni che, vengono dal cuore. In questo brano racconto come noi adolescenti viviamo le esperienze più dure e il dolore inaspettato. L’amore non deve essere cercato, arriva quando meno te lo aspetti. Ti colpisce a cielo aperto, è essenziale e soggettivo non c’è una ricetta da scambiarsi, spesso fattori involontari mutano le relazioni. Con questo brano ho cercato di esternare il mio animo sensibile mettendo a nudo le mie emozioni.

Nel brano “I nostri giorni migliori” racconti della speranza e del senso della vita?

Si, è un inno alla vita che si contrappone alla velocità e alla manifesta brama di popolarità dei nostri giorni. Nella nostra epoca è difficile vivere con naturalezza e lasciare sempre più che siano i “numeri” a rappresentarci, piuttosto che la nostra vera natura.Ci alziamo la mattina e ci accorgiamo che il mondo ha un atteggiamento inatteso nei confronti di persone o cose, ma la consapevolezza di cosa sia davvero l’amore e la possibilità di poter cercare nella semplicità delle cose l’essenza della felicità ci da il dinamismo e la speranza per capire meglio il nostro tempo. L’idea è di rendere ogni giorno migliore per godere a pieno di quei piccoli – ma fondamentali – dettagli che nel quotidiano tendiamo a dimenticare.

Ci sono artisti musicali che apprezzi in modo particolare? Qual è il genere che preferisci?

Sono diversi gli artisti che ascolto, sia nel panorama nazionale che internazionale. Il genere che preferisco ascoltare e suonare è il Pop, per la maggior parte internazionale, (quello italiano, oggi è messo un po’ da parte dal pubblico). L’artista che apprezzo particolarmente, è Sam Smith, mi dà la forza per credere nella musica e ispirarmi a lui mi spinge a migliorarmi giorno dopo giorno.

Quali sono le tue ambizioni? Cosa farai in futuro?

Mi si chiede, di rispondere alla classica domanda “Cosa vuoi fare da grande?” ed ogni volta rispondo che, il desiderio più grande sarebbe non solo quello di diventare un cantautore ma, anche un medico. Difficile da combinare ma, qualcuno c’è riuscito in passato, e quindi senza tanti film, mi auguro il meglio, con la speranza di coltivare le mie passioni e ad avere la forza per non mollare mai.

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E noi di FareMusic  auguriamo a lui e al suo staff di proseguire nel progetto e realizzarlo con successo.

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