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giovedì, Aprile 2, 2020

#IoRestoACasa, l’accorato appello che arriva anche dagli artisti

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Neil Young: “Roxy: Tonight’s the Night Live”, una evoluzione tra cadute e riprese di un brand fascinoso- RECENSIONE

Roxy: Tonight’s the Night Live” rappresenta il sunto di una serie di concerti realizzati da Neil Young assieme ai suoi collaboratori del momento (Ben Keith alla pedal steel, Nils Lofgren al piano, Billy Talbot al basso e Ralph Molina alla batteria), ovvero i Santa Monica Flyers, band con cui Young aprì le serate del Roxy Theatre di Los Angeles in un lontano settembre, con molteplici set in cui veniva proposto tutto l’album, da poco registrato. Era il 1973, ma ci sarebbero voluti altri due anni prima che “Tonight’s the Night” esplodesse, perché percepito all’epoca come eccessivamente “buio” (anche dalla stessa Reprise Records, l’etichetta discografica), nei suoni e nelle atmosfere – partendo dai colori di copertina per approdare alle sonorità “tetre”-, ed è considerato il momento topico di quella che è considerata la “Trilogia del dolore”. Racconta a questo proposito lo stesso Young nelle note di copertina:

Avevamo perso da poco Danny Whitten e il nostro roadie Bruce Berry per overdose di eroina, ci mancavano e li sentivamo nella musica ogni sera che suonavamo. Le tracce sono state registrate dal vivo, senza ripulirle. Per quasi un mese abbiamo registrato iniziando alle undici e suonando fino alle prime ore del mattino. Qualche volta avevamo un piccolo pubblico. Una volta venne Mel Brooks con alcuni amici. Abbiamo bevuto un sacco di tequila e ho scritto le canzoni di “Tonight’s the night”. Avevamo nove canzoni e le abbiamo suonate un paio di volte tutte le sere per molto tempo fino a che non abbiamo pensato di averle imparate. Abbiamo finito di registrare e abbiamo deciso di festeggiare con un concerto in un nuovo locale aperto sul Sunset Strip, il Roxy. Siamo andati lì e abbiamo registrato per alcune sere, aprendo il Roxy. Conoscevamo davvero le canzoni di “Tonight’s the night” dopo averle suonate per un mese. Quindi le abbiamo suonate di nuovo, dall’inizio alla fine, due set a notte per alcuni giorni. E’ stato grande.”

Neil Young

Tracklist: Roxy: Tonight’s the Night Live – Neil Young:

“Tonight’s The Night”
“Mellow My Mind”
“World On A String”
“Speakin’ Out”
“Albuquerque”
“New Mama”
“Roll Another Number (For The Road)”
“Tired Eyes”
“Tonight’s The Night”
“Walk On”

 

Sul palco, dal vivo, gli stessi brani si ammorbidivano e, nel processo evolutivo, assumevano un tocco più leggero e abbordabile. L’ascolto dell’album in studio provocava la sensazione che, a volte, Young e il suo team rodassero le canzoni mentre le registravano, una sorta di working in progress creativo, ma in questa testimonianza live i timbri cambiano ed emerge l’umore giusto, un buon compromesso tra arte e aspetti ludici, necessario quando si propone la propria musica. Per chiunque abbia ascoltato l’album originale è sorprendente catturare in questo live Young e il suo gruppo che scherzano sul palco, evitando ogni riferimento al lutto di cui sopra.

E alla fine la registrazione diventa la testimonianza di come la musica di Neil Young abbia subito una costante evoluzione, caratterizzata da tragedie personali, da cadute e riprese che hanno determinato per il pubblico la creazione di un brand fascinoso, un’etichetta che è rimasta appiccicato al cantautore canadese. 

Il disco è prodotto da Young e dall’indimenticato collaboratore di una vita, David Briggs, ed è uscito come esclusiva del Record Store Day (leggi nostro articolo) il 21 aprile, per poi arrivare nei negozi in un’edizione standard in vinile, CD e digitale, a partire dalla settimana successiva.

Ma quali sono le considerazioni ufficiali relative al “Tonight’s The Night” originale? Può bastare per incuriosire il fato che nel 2003 la rivista Rolling Stone abbia inserito al 331º posto della sua lista dei 500 migliori album di sempre? Io lo consiglio vivamente in questo “abito sconosciuto” ai più!

Neil Young

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