Radio Luxembourg fu, dai primi anni sessanta in avanti, un vero e proprio modello per tutte le radio che, a metà degli anni settanta, sarebbero nate in Italia e in Europa, prima come radio pirata, per mancanza di una legislazione, e infine come radio private, ovvero quello che sono oggi.
Perché Radio Luxembourg fu un modello?
Prima di tutto per i deejay che si alternavano alla consolle dopo le nove di sera, e poi per la musica. I deejay di questa radio erano assolutamente rivoluzionari, veloci, con ritmo incalzante, l’esatto opposto degli speaker paludati delle radio istituzionali, compresa quella italiana.

La musica, dicevamo.
Radio Luxembourg trasmetteva tutte le novità possibili e immaginabili, attraverso la sua frequenza scoprivamo cosa era uscito negli Stati Uniti e in Inghilterra, cose che noi qui ancora ce lo sognavamo.
Di mitico questa radio aveva tutto, specialmente il fatto che avesse piazzato un mercantile fuori dalle acque territoriali britanniche e da questo rimandasse il segnale per poter raggiungere coloro che vivevano a Londra, a Manchester, a Liverpool.

Era la RADIO per antonomasia.
Poi, piano piano, con il passare del tempo, e l’arrivo di altre radio come Montecarlo e Capodistria, o la stessa emittente francese che si chiama Energie, cominciarono a indebolire la potenza carismatica di Luxembourg. I suoi impianti chiusero definitivamente nel dicembre del 2015.
Ciao Radio Luxenbourg, ti ricorderò sempre con nostalgia.
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