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SIAE: il Direttore generale Blandini sull’articolo dell’Espresso e le presunte indagini su Soundreef

SIAE, il Direttore generale Blandini: la nostra difesa del diritto d'autore passionale, ma corretta. Dichiarazione in relazione all'articolo dell'Espresso

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SIAE, il Direttore generale Blandini: la nostra difesa del diritto d’autore passionale, ma corretta

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In relazione all’articolo dell’Espresso di domenica 24 giugno, dal titolo 007 operazione Rovazzi, e alle pretestuose interpretazioni che ne sono conseguite, smentisco nel modo più assoluto e con fermezza che la Società Italiana degli Autori ed Editori abbia commissionato o svolto attività di ‘dossieraggio’ o ‘spionaggio’ nei confronti di società o autori concorrenti, cosa peraltro evidente dalla lettura dell’articolo pubblicato dall’autorevole settimanale“. Così replica il Direttore generale della SIAE, Gaetano Blandini, alle accuse mosse dalla società Soundreef che ha ipotizzato un’attività illecita a suo danno da parte della stessa SIAE.

“Oggi riferirò tutti i dettagli al Consiglio di Gestione – continua Blandini – ma a tutela degli associati e del nome della SIAE mi corre l’obbligo di precisare che:

– il contratto con la IFI Advisory sottoscritto in data 10 luglio 2017 ‘nell’ambito dell’istruttoria avviata dall’AGCM in data 5 aprile 2017 in relazione alla potenziale disapplicazione dell’art. 180 della legge sul diritto d’autore‘, aveva quale oggetto il supporto della SIAE nella valutazione delle dinamiche del diritto d’autore così come i ‘parametri di riferimento (benchmarking) afferenti i modelli organizzativi, le regole, le performance‘ degli operatori nel panorama internazionale. E ciò tenuto conto che l’indagine AGCM si riferiva al confronto tra la SIAE e potenziali concorrenti, senza considerare la complessità del mondo del diritto d’autore.

– Il contratto aveva carattere chiaramente connesso all’attività di difesa della SIAE, dei propri associati e più in generale del diritto d’autore nel suo insieme. Un contratto cristallino.

– Il contratto è stato poi chiuso nel marzo 2018 con apposito accordo scritto con l’assistenza di uno studio legale consulente della stessa SIAE. Ferma la legittimità dell’operato di IFI per come rappresentata e garantita da tale società, la SIAE ha ritenuto di considerare ‘non meritevole di acquisizione’ la documentazione su Soundreef.

– Tale documentazione è pertanto rimasta di titolarità esclusiva di IFI e la SIAE non è in possesso di alcun documento o informazione su singole persone o società, come conseguenza delle attività descritte nell’articolo dell’Espresso.

– Non vi è alcuna riserva nell’esprimere pieno rammarico per l’eventuale coinvolgimento dei artisti Fedez e Rovazzi, di cui la SIAE non era informata.

– La nostra difesa dell’intero sistema del diritto d’autore resta passionale, ma corretta. E le critiche a Soundreef sono note e restano intatte, ma non hanno mai condotto la SIAE oltre i limiti del lecito e della trasparenza di comportamento”.

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