Home Musica Interviste Chiara Dello Iacovo: “Nessuno sposta i piedi” – INTERVISTA

Chiara Dello Iacovo: “Nessuno sposta i piedi” – INTERVISTA

123
0
SHARE
dello iacovo
Voto Utenti
[Total: 2 Average: 2.5]

Chiara Dello Iacovo pubblica il nuovo singolo “Nessuno sposta i piedi” (Ph.D. Music Management/MeatBeat)  come apertura di un nuovo album in uscita nel prossimo autunno.

Come lei stessa afferma Credevo fosse possibile nuotare controcorrente col sorriso sulle labbra, ma mi sono accorta che non si può avere tutto, arriva un momento in cui un individuo deve scegliere da che parte stare e a che cosa rinunciare: io ho rinunciato al mostrarmi per quello che credevo che gli altri avessero bisogno di vedere in me, parole che, visto il suo curriculum che vede talent, Sanremo e Musicultura, assomigliano ad una dichiarazione di svolta netta.

Vediamo come in questa chiacchierata.

dello iacovo

 

INTERVISTA a Chiara Dello Iacovo

”Nessuno sposta i piedi”, è un’esperienza che viviamo quando cerchiamo di salire o scendere da un mezzo pubblico. La metafora poi diventa attuale in un mondo di gente che sgomita per “esserci”. da cosa nasce questa tua osservazione?

Credo che i piedi e i denti siano le parti del corpo più ricorrenti nelle mie canzoni. Per i denti forse dipende dal fatto che mio padre è un dentista. Per quanto riguarda i piedi invece, li vedo come la coda degli esseri umani, perché hanno reazioni istintive prime del cervello.

Sono anche lo strumento che ci permette di andare liberamente in qualsiasi luogo…

esatto, oppure uscire da qualsiasi luogo e che ci fa anche uscire da qualsiasi luogo. Il brano in realtà è un grande flusso di coscienza, scritta un po’ di tempo fa mentre stavo ascoltando musica.

Nei tuoi brani c’è un flusso narrativo che si avvicina molto alla tradizione cantautorale, da Fabrizio de Andrè a Carmen Consoli. Come nasce la tua poetica musicale?

In realtà è partita da quella cantautorale sin dalla mi adolescenza. Ascoltavo molto De Andrè, Dalla, De Gregori. Poi gli orizzonti si sono allargati. Jovanotti, Caparezza, Motta, insomma qualunque autore che possa darmi stimoli facendomi uscire dalla mia zona comoda, nella quale ho già assimilato i concetti. Mi piace il contrasto, anche con la mia visione, perché è dinamico.

C’è una reale demarcazione tra musica Mainstream, il cui obiettivo è generalmente  l’intrattenimento e la musica Indie, che si presuppone voglia aggiungere anche dell’altro?

Sevcondo me l’Indie ora è diventato totalmente Mainstream. SI sono invertiti i ruoli, a meno che non vogliamo riferirci ad autori come i Baustelle, per seguire il senso della tua domanda. Tanto di ciò che viene chiamato ora Indie ha perso il suo tratto originale. Tanto che faccio fatica in certi casi a trovare differenze tra questo cosiddetto Indie e una canzone di Annalisa, ad esempio.

Nel tuo curriculum hai avuto esperienze nei talent, Sanremo e poi Musicultura. Quali sono le principali differenze che hai riscontrato, e gli eventuali svantaggi/vantaggi?

Ognuna fa discorso a sé, personalmente mi sono trovata meglio partecipando a Musicultura, perché più concentrata sulla musica anziché sulla televisione. Ovviamente quando c’è la televisione hanno sempre la precedenza le esigenze televisive. E’ comprensibile. Ciò non implica che lo renda totalmente accettabile per un artista.

Va anche detto però che la velocità e l’ampiezza che l’esposizione televisiva offre, richiede molto più tempo se viene esclusa a favore di altri canali. Tu che canali preferisci usare per promuoverti?

A me piace tantissimo Instagram, che è un social che uso da quando ho 16 anni. Poi uso i Live e i video. Ho sempre scritto tutti i soggetti dei miei video, è una parte aggiuntiva della narrazione che faccio nella canzone, una parte altrettanto essenziale. Già in fase di scrittura di un brano, comincio ad sviluppare una versione visuale. Poi durante la registrazione arrivano altre immagini attraverso le quali riesco ad ampliare il tessuto narrativo della canzone.

La mia scrittura di per sé è più visual che classico storytelling, raramente è fatta concetti che rimandano a simbolismi e figure retoriche, astrazioni.

Nei tuoi testi non c’è una presenza scontata delle rime o delle assonanze, quanto piuttosto una sinergia tra sonorità e associazione di idee. Il tratto della resilienza che si oppone alla rassegnazione, come si evolve da “Soldatino”, con cui hai vinto il Premio Musicultura, al nuovo singolo “Nessuno sposta i piedi”?

Il disagio di fondo nei confronti della società che esprimo in “Soldatino” c’è anche nel nuovo singolo. Cambiano gli accenti. Una presa di posizione più marcata in “Nessuno sposta i piedi”. Soldatini sono coloro che accettano passivamente il ruolo che una società ti impone, invece nel nuovo singolo c’è una voglia di reagire.

Anche io ho vissuto questa ribellione, fuggendo da quella figura o ruolo che la gente mi avevano appioppato, anche a attraverso ala televisione. L’esposizione della televisione, come abbiamo detto, è indubbia. Ma rischia di essere un arma a doppio taglio. E poi crea un figura bidimensionale. Uno dei temi che ho cominciato a trattare in questo album, è quello dell’identità, che sicuramente svilupperò anche nei prossimi lavori. Per me è stato doloroso rendermi conto di essere costretta in una identità posticcia e catodica. Una non-identità da cui ho voluto fuggire ribellandomi, appunto attraverso una “Uscita di emergenza”. 

La Chiara di “Introverso” a Sanremo era l’inizio, distante da quello che io ero e sono veramente. Ci si rinchiude diventando introversi quando non ti riconosci nell’immagine che il mondo ha di te, quando ti senti un po’ un alieno.

Sei cresciuta ad Asti, tra le colline e il mare, come Paolo Conte, che ha scritto canzoni significative in merito. Tu quale orizzonti guardi, quello lineare del mare o quello frastagliato delle montagne? 

Essere cresciuta in Piemonte mi abbia reso una persona ricca di contrasti. La considero una regione molto controversa. E’ difficile da capire, il Piemonte, sia come persone sia come paesaggio. Non sono piemontese Doc, in quanto i miei genitori vengono da Bolzano e Benevento, per cui contrasti sono nel mio DNA, suddivisa tra montagne e mare.

Per questo hai registrato ad Aosta, anziché in riva al mare?

non saprei, avevo espresso desiderio di lavorare ad Aosta quando stavo realizzando il mio primo disco col il produttore di allora. Poi, i casi della vita, due anni mi ci sono trovata quando ho cominciato a lavorare con Raffaele D’Anello, mio attuale produttore. Devo stare attenta (ride)

Come avverrà la promozione di questo nuovo singolo e poi del successivo album?

Il singolo verrà promosso in radio, fra poco uscirà il video (non vedo l’ora). Poi in estate un paio di serate,  giusto er scaldare i motori. Il tutto invece partirà in autunno, con l’uscita del terzo singolo dell’album.

Allora speriamo tu passi anche da Milano, per venire a stenditi dal vivo…

Non vedo l’ora!!!

dello iacovo

.
Ringraziamenti a Gaetano Petronio. Chiara Dello Iacovo è su FacebookInstagram 

Seguite Faremusic anche sui nostri profili Instagram e YouTube e sulla pagina di Facebook

 

Commento su Faremusic.it