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Jovanotti: All’asta per beneficenza i lampadari del Tour – Il Jova Pop Shop vince il premio “Live Communication”

Jovanotti mette all'asta13 lampadari del Lorenzo Live 2018, un tour che all'Arena di Verona festeggerà la sua 50ma data. Il sito che batterà l'asta è la piattaforma benefica CharityStars. Intanto il Jova Pop Shop vince il premio speciale "Live Communication"

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All’asta i 13 lampadari che ogni sera illuminano il Lorenzo Live 2018, il tour di Jovanotti che all’Arena di Verona festeggerà la sua 50ma data.

Il sito che batterà l’asta, aperta fino a fine giugno, è la piattaforma benefica CharityStars (vedi link www.charitystars.com/jovanotti).

E’ importante sottolineare che ogni lampadario è collegato ad una onlus benefica alla quale andrà l’incasso del lampadario ad essa collegato.
I 13 lampadari sono stati disegnati dallo stesso Jovanotti e progettati da Claudio Santucci di Giò Forma. Ogni lampadario ha 370 cm di diametro e ha 200 mt lineari di pendagli di cristallo.

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Le 13 associazioni/onlus che collabora con Jovanotti sono:

Save the children Italia,
Croce Viola Milano,
Flying Angels Foundation,
Fondazione MissionBambini,
Associazione CAF,
Alice For Children – Twins International,
Fondazione Laureus Italia Onlus,
Terre des Hommes,
Airalzh Onlus,
Ibiscus Onlus,
CuraRE Onlus,
ENPA  
LAV

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Intanto il Jova Pop Shop, il temporary store di Jovanotti aperto a dicembre 2017 in piazza Gae Aulenti a Milano, in occasione dell’uscita del nuovo album e del libro dell’artista, ha vinto il premio speciale “Live Communication” alla 31esima edizione del GrandPrix Advertising Strategies, svolta ieri sera al Teatro Nazionale di Milano

Il Jova Pop Shop si è rivelatauna operazione retail molto innovativa, che ha registrato più di 30mila ingressi in soli 13 giorni grazie anche all’impeccabile organizzazione di Universal Music e del partner Mondadori Store.

In merito al premio Jovanotti ha commentato.

Sono molto contento, perché è un riconoscimento ad una idea ma soprattutto alle persone che l’hanno resa possibile e a tutti quelli che lo hanno visitato in quei dieci giorni pazzeschi a Milano. In effetti, ogni tanto in quei giorni con i miei collaboratori ci guardavamo e dicevamo ‘ma che figata è?!’ e non ci rendevamo bene conto di ciò che stavamo inventando. I pubblicitari, invece, che di lavoro stanno attenti alle idee ‘creative’, se ne sono accorti e ci hanno premiato“.

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