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Renato Caruso, una chitarra per “Pitagora” – INTERVISTA

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renato caruso
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Renato Caruso, chitarrista acustico di Crotone, presenta “Pitagora” (di cui abbiamo parlato in un articolo precedente), un album strumentale di brani che nell’asciuttezza di esecuzioni in diretta, senza sovraincisioni né loop, è una dichiarazione d’amore al proprio strumento e alle atmosfere naturali e morbide che il suo suono evoca. Una chiacchierata nella sede di Parole e Dintorni, suo Ufficio Stampa, che ringraziamo.

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Intervista a Renato Caruso.

Renato Caruso, da dove arrivi, qual è la tua storia?

Arrivo da un piccolo paesino vicino a Crotone in Calabria. Sono arrivato nella grande città per il desiderio di emergere, seguendo la mia naturale ambizione. Fin da quando ero adolescente, ho capito che la Musica poteva essere la mia strada. Pur avendo fatto molte altre cose, mi sono trasferito prima a Bologna e poi Milano. A Bologna ho studiato Informatica, mi sono laureato. Poi invece a Milano sono venuto perchè offriva più possibilità.

Com’è la cultura musicale nelle piccole località del sud?

La Musica è molto “sentita” al Sud, fa parte della nostra tradizione e cultura. Dalla tarantella alla pizzica, noi viviamo la Musica in un modo molto sanguigno. Già la nostra parlata è musicale. Studiarla seriamente è un’altra cosa. Dire “voglio fare il musicista” è una scelta dura e impegnativa. Ultimamente stanno nascendo molte cose belle. Sta crescendo la cultura della formazione musicale. Però devi sempre fare il grande passo di andare nei luoghi dove hai maggiori possibilità.

Come sei arrivato a scegliere “Pitagora” come titolo del tuo album?

Pitagora è stato un filosofo, scienziato, un po’ tutto insomma, che ha vissuto a Crotone, fondando la sua famosa scuola Pitagorica. Uno dei motivi quindi è un omaggio alla mia città di origine, il secondo è perchè fu un grande musicologo, anzi forse il primo vero e proprio. Facendo esperimenti scientifici col suo monocordo, stabilì per primo la teoria degli armonici, base della teoria musicale. Seguendo un rapporto matematico tra lunghezza della corda suonata e frequenze generate, Pitagora stabilì le basi della Fisica Acustica e quindi anche della teoria scientifica della Musica. Rappresenta una figura a metà tra musicista e scienziato, nella quale mi ci rispecchio abbastanza. Ho approfondito gli studi sull’acustica, la psico-acustica, il digitale.

“Pitagora” è un disco strumentale, che però non ricorre a mezzi elettronici come Loop Station o sovraincisioni. Un disco nudo, quindi. Perchè una scelta simile?

Perchè volevo un disco diretto, schietto, come me. Quando suono in giro, uso pochissimi macchinari, una chitarra classica e una acustica. Piace questo essere naturale, senza artifici. Faccio quello che sono, credo in un ritorno ad una musica naturale. La gente si deve anche educare ad un ritorno alla Musica Naturale.

A proposito di educazione musicale, quanto è importante l’educazione musicale, per le nuove generazioni?

Molto, molto importante! La musica educa anche il cervello, migliora l’apprendimento in generale, sono calcoli a livello inconscio che stimolano le sinapsi. Infatti ci sono diverse terapie basate proprio sulle proprietà della musica, come la Musicoterapia, la Bio Musica.

 

Tra la vastissima offerta di proposte musicali, qual è il punto di forza che ha la tua Musica?

Io punto alla semplicità. Suono in un modo lineare, il virtuosismo non è la chiave di lettura, quanto l’intensità. Penso che si debba tornare alla semplicità. In un mondo confuso, la semplicità diventa una peculiarità. Un ritorno al classico, inteso non tanto come passato in sé, ma come un canone di linguaggi consolidati, con una precisa logica intrinseca. Qualcosa che rimanga, un messaggio. Non c’è un algoritmo per arrivare al cuore.

Nel tuo disco ci sono influenze musicali che vanno oltre il bacino del Mediterraneo, qual è il ponte immaginario che collega Crotone col Brasile, la bossa-nova e le influenze caraibiche?

Sono innamorato della chitarra e delle sue sonorità, quindi è naturale che sia influenzato anche da altri mondi musicali, in cui la chitarra classica abbia un ruolo rilevante. Ho iniziato al Conservatorio, e la musica che si ascoltava dalle mie parti era più indirizzata al Pop, piuttosto che al Rock. Oltre naturalmente alla musica Folk dei miei luoghi. Ho conosciuto la musica di Pino Daniele, che ha fatto da apripista a mondi sonori più ampi, come la bossa, il jazz, il funk.

Gli altri linguaggi del Mediterraneo, quali il Fado, il Flamenco ad esempio, che influenza hanno avuto sulla tua musica?

Sono linguaggio specifici, che hanno un repertorio preciso e una tecnica dedicata. Generalmente, chi ama la chitarra, non può prescinderne, a livello di musicalità. Così è stato per me, anche se non mi sono dedicato espressamente ad essi. In alcuni brani mi piace mettere un po’ di questi colori e sapori, sono delle spezie più che delle pietanze.

Nel tuo curriculum hai citato collaborazioni anche con artisti Pop, come Ron. Come hanno contribuito alla tua formazione artistica e professionale?

Mi hanno aiutato a capire come funziona la Musica a 360°. Impari a capire le dinamiche artistiche ed umane, le esigenze del cliente (lavoravo in studio), le necessità tecniche e come realizzarle attraverso la tecnologia disponibile. In Mediaset, facendo il Consulente Musicale, ho potuto approfondire gli aspetti di un altro mondo, altre professionalità. Ti aiuta a crescere nelle relazioni umane.

Come pensi di promuovere dal vivo questo tuo album?

Farò delle piccole presentazioni, cercando di capire poi quale strada sia migliore per una programmazione live. Per ora Milano, Bologna, Crotone. Non sono un Social-Addicted, ma li uso. E senz’altro saranno uno strumento indispensabile. Sono anche Youtuber con un mio canale dedicato a tutorial per chitarra (qui il link) che mi aiutano nella mia attività. W la divulgazione!

Progetti nel cassetto?

Vorrei scrivere colonne, sonore, è il mio prossimo obiettivo. Seguendo l’esempio dei grandi come Morricone, Piovani, ad esempio.

Link Digital Stores

L’album di Renato Caruso “Pitagora” si può ascoltare su Spotify e acquistare anche digitalmente su iTunes 

Si Ringrazia Silvia Santoriello Ufficio Stampa Parole e Dintorni. 
Ringraziamenti a Carmelo Perrone Bags

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