Home DisSing Kanye West: “La schiavitù è stata una scelta” e l’America insorge sui...

Kanye West: “La schiavitù è stata una scelta” e l’America insorge sui social. Le sue simpatie per Trump e la sua salute mentale – INTERVISTA

82
0
SHARE
Kanye West
Voto Utenti
[Total: 2 Average: 3]

Kanye West, nell’ultimo periodo, sta facendo parlare molto di se, sia per i suoi  tweet di stima nei confronti di Trump e per un certo tipo di destra, sia per la pubblicazione di alcune canzoni controverse, ma soprattutto per le sue dichiarazioni su Tmz Live sulla schiavitù la quale, secondo lui, è stata una scelta:

Quando senti dire che la schiavitù è durata circa 400 anni…400 anni? Sembra una scelta. Sei stato lì per 400 anni e per te è tutto? È come se fossimo mentalmente incarcerati […] In questo momento stiamo scegliendo di essere ridotti in schiavitù“. Il conduttore del programma, Van Lathan ha commentato dicendo che quella di Kanye è una “mancanza di pensiero”. Lathan ha detto: Hai il diritto di credere in qualunque cosa tu voglia, ma dobbiamo affrontare la marginalizzazione che viene da quei 400 anni di schiavitù della nostra gente, che tu hai appena definito ‘una scelta’. Sono inorridito, e incredibilmente ferito dal fatto che ti sia trasformato in qualcosa di non reale“.

Ovviamente, sui social, il rapper è stato travolto dalle critiche sia da gente comune che da gente famosa.

Symone Sander ha scritto:
Kanye è una caricatura pericolosa del libero pensatore afroamericano. Francamente sono disgustato. E (non posso credere di doverlo dire) la schiavitù è stata quanto di più lontano ci fosse dalla libera scelta“.

Marc Lamont Hill, commentatore della Cnn, ha scritto:
Non c’è mai stato un momento della storia nel quale la gente nera non abbia resistito alla schiavitù. Alcuni lo hanno fatto gettandosi dalle navi. Altri uccidendo i propri padroni o scappando. Qualcuno l’ha fatto attraverso quotidiane forme di resistenza. Gli schiavisti non sono andati in pensione. La nostra resistenza ci ha condotto alla nostra libertà“.

Dopo le polemiche, West ha tentato di calmare le acque scrivendo su Twitter:
So molto bene che gli schiavi non sono stati incatenati e messi sulle navi per loro volere. Il motivo per il quale ho sollevato la questione  è che non possiamo restare imprigionati mentalmente per altri 400 anni. Abbiamo bisogno del libero pensiero“.

In molti si son chiesti cosa stia succedendo al rapper e negli ultimi giorni su Internet è venuta fuori una teoria secondo cui Kanye starebbe realizzando una performance artistica ispirandosi ad Andy Kaufman.
Intanto, ultimamente West ha rilasciato una intervista di circa due ore con Lenard McKelvey (noto come Charlamagne Tha God) per il sito wegotlove.com.

Durante la lunga chiacchierata Ye (come viene chiamato Kanye West) ha parlato senza filtri di tutto e di pi, toccando argomenti come quelli relativi ai suoi problemi mentali, al suo rapporto con Jay-Z, alle sue simpatie per Donald Trump e alla sua idea di America, alla faccenda su Taylor Swift ai VMA 2009 e all’impatto che quest’ultima ha avuto sulla sua carriera (Kanye West: da quella storia di Taylor Swift non ho più avuto lo stesso rapporto con le radio. Che c’entrino dei poteri forti o meno, è stato tutto più difficile).

Kanye West
Kanye West & Jay-Z

STRALCI DELL’INTERVISTA A  KANYE WEST

PROBLEMI MENTALI 

Uso il mondo come un analista, chiunque mi ascolti è il mio analista, tiro tutti dentro la conversazione. Parlo di tutto per capirle, e lo consiglio a tutti, perchè usare le persone che ci circondano come analisti fa bene, perchè ci conoscono meglio. Non credo negli analisti di professione. Non voglio dire che gli psicanalisti siano il male ma preferisco parlare con gente che conosco, le tengo al telefono per ore per parlare di cose per capirle meglio […] 
Una delle cose davvero incredibili che sono successe all’uscita dall’ospedale è che avevo perso la mia fiducia in me stesso. E si vedeva, ecco perché loro continuavano a dire che ero ‘affondato’ e robe del genere […] Avrei potuto essere completamente modellato e controllato se qualcuno avesse voluto. Non mi sarei ribellato.  Non avevo autostima […] avresti potuto provare di tutto. Avresti potuto fare come in Black Mirror. Pubblicare roba sui media e dire che Ye si scopava le capre… e non saresti mai riuscito a portarmi via la mia autostima“.

TRUMP E IL RAZZISMO

Quando ho fatto quelle dichiarazioni (che la schiavitù è stata una scelta: n.d.r.) mi sono sentito come quel personaggio comico degli sketch di Clayton Bigsby, di aver fatto andare fuori di matto tutti. La gente attorno a me  mi hanno detto di star zitto. Cosa rende Trump più razzista di George Bush? Per me il razzismo non è un problema primario, perchè io l’affronto, e se così non fosse non vivrei in America […] Per quello che riguarda le mie presunte simpatie per Trump mi spiego meglio: Io adoro il vero cambiamento. Amo sfidare il sistema. Amo le persone che non lo amano. Amo il fatto che si facciano sentire. E oro, nel bene e nel male, anche se contro o pro Trump, tutti stanno esprimendo la propria opinione e questo mi piace tantissimo. Ho atteso a lungo questo momento storico. Mio padre è un attivista e mia madre era un’attivista. Andavamo ai cortei e cose del genere. Sento quell’energia che si sta per fermare ora.

Non ho tutte le risposte che ci si aspetta da una celebrità ma posso dirti che durante la campagna elettorale ho sentito qualcosa. Il fatto che abbia vinto Trump prova un fatto, che ogni cosa è possibile in America. Non parlo di ciò che ha fatto da quando è in carica, ma del fatto che sia stato in grado di diventare il presidente nonostante tutto. Ricordi quando ho detto che mi sarei candidato alla presidenza. Le persone che mi erano vicine ci scherzavano e mi prendevano in giro. Ora Trump dimostra che ce l’avrei potuta fare anche io, perchè questo è un momento anti-convenzionale. Io ero quello che le polo rosa, io ero quello che parlava troppo, io ero quello che veniva additato per la storia di Taylor Swift o per quella di George Bush, per chi ho sposato, o per quello che dico. Questa è roba da outsider, quindi quando vedo un outsider che ce la fa io sento empatia per lui.

Questo è un tempo non-convenzionale e io non sono un pensatore tradizionale. Sono un anticonformista. Ad esempio, il mio pensiero è quello di unire la campagna elettorale di Trump con i principi di Bernie Sanders, perchè penso che servano entrambi. Comunque mi piace Obama. Ho un po’ di amore per tutti. Ma penso che Obama fosse perfetto“.

NIKE E LA ROTTURA CON L’AZIENDA

In merito alla Nike, quando arriverà il mio karma, lo accetterò subito. So che ho un bel po’ di karma che è lì che mi attende. È stato molto triste per me lasciare la Nike. Ma loro non vogliono darmi quello che mi spetta per la creazione delle mie scarpe. Loro hanno detto soltanto che avrei potuto fare cinque o diecimila scarpe e che avrebbero dato le mie royalty a un’associazione benefica di mia scelta. Ma non c’era nulla di costruttivo“.

JAY-Z E I PROPBLEMI CON KANYE WEST

Il mio problema con Jay-Z è solo una questione di comunicazione, di aver bisogno di informazioni, di aver bisogno di sapere. Ne ho bisogno più di quanto ne abbia di riconoscimento e più di quanto abbia bisogno di soldi. Faccio un esempio: se imparo a pescare, posso dare da mangiare alla mia famiglia per sempre. È normale che uno venga pagato per un tour, ma l’idea che lui mi abbia dato i soldi datogli dalla Live Nation facendoli passare per suoi mi ha dato fastidio. Mi ha fatto sentire come se gli dovessi di più dei soldi per il fatto che arrivavano da lui…

Commento su Faremusic.it