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Mary Ocher: la musica sperimentale che arriva dall’Est con i ritmi del Sud – “Faust Studio Sessions and Other Recordings”

Mary Ocher, autrice sperimentale Russa, ora residente in Germania, ci porta alla scoperta della raccolta “Faust Studio Sessions and Other Recordings” attraverso esperienze krautrock (Kosmische Musik, in italiano Musica cosmica) settantiano adattata all’esigenze contemporanee,

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Mary Ocher
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Mary Ocher, autrice sperimentale tedesca ci porta alla scoperta della raccolta “Faust Studio Sessions and Other Recordings”.
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Verso la fine del 2017 ho ricevuto un bel pacchetto – consistente – di musica liquida e ho iniziato la solita selezione, immaginando tappe di ascolto che inevitabilmente non vengono mai rispettate.
Da una prima dicotomia, fatta di… “questa band la conosco e questo artista no”, ho iniziato il processo di accantonamento momentaneo e ho lasciato a decantare “Faust Studio Sessions and Other Recordings”, di Mary Ocher, musicista la cui produzione non avevo mai approfondito.

Provo a tracciare una immagine minima, con la certezza che l’ascolto del brano che propongo susciterà un pò di curiosità.

Mary Ocher è nata a Mosca, è autrice di canzoni, cantante sperimentale e multi strumentista.

Dopo aver sviluppato un amore specifico per le band sperimentali tedesche si trasferisce a Berlino, ed è lì che, attraverso una sua performance ad un festival, avviene l’incontro con il fondatore dei Faust, Hans Joachim Irmler, che rimane immediatamente fulminato dalla qualità della proposta, tanto da invitarla successivamente a sperimentare e registrare presso il suo studio, in un piccolo villaggio al confine svizzero.

Faust Studio Sessions and Other Recordings” è una raccolta di collaborazioni, cover e sperimentazioni sintesi delle stesse sessioni che hanno portato al quarto album in studio della Ocher, “The West Against The People”, ed è quindi una buona occasione per avvicinarsi ad un’artista originale e davvero gradevole da ascoltare.

La giovane Mary (è nata il 10 novembre del 1986) propone una musica che è eredità della sua cultura, un retaggio antico che va a miscelarsi con un pop sperimentale e ritmi provenienti dal sud del mondo, il tutto caratterizzato da una voce incredibile.

Ma l’aspetto che più colpisce è l’utilizzo dell’esperienza del krautrock (Kosmische Musik, in italiano Musica cosmica) settantiano adattata all’esigenze contemporanee, e il prodotto finale merita attenzione e approfondimento.

Ascoltiamola con il brano che apre l’album…

Mary Ocher

 

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