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Teatro e canzone contro la paura: Brunori diventa una certezza – RECENSIONE tappa torinese del Tour

Brunori a Teatro continua: Il 27 Marzo l'artista si è esibito a Torino per con il suo "Brunori a Teatro - Canzoni e monologhi sull’incertezza". Di seguito il report della serata

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brunori
Crediti Foto Elena Nesti per faremusic.it
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Credevo che il 27 marzo a Torino avrei visto “Brunori a Teatro – Canzoni e monologhi sull’incertezza” alla fine del suo giro d’Italia iniziato a metà febbraio, quando ecco che lo spettacolo ha un grande successo e il tour viene prolungato di un altro mese, raddoppiando la data romana, milanese, torinese e raggiungendo altre città italiane.

Per quello che ho visto, ascoltato – e per quanto ho riso ieri sera, tutto ciò mi sembra più che giusto, ragionevole e meritato. Infatti: mi sembra salvifico e mi dà ancora una speranza sullo stato di salute di almeno una fetta di società italiana. E questo non lo scrivo solo per una questione politica. Certo, è proprio del 27 marzo la notizia che la sua canzone L’Uomo Nero, in cui Brunori ha raccontato il ritorno del fascismo con fiuto ahinoi eccellente rispetto allo stato attuale delle cose, ha vinto il Premio Amnesty International Italia riservato a brani sul tema dei diritti umani. E certo, Brunori è uno dei pochi cantautori che ha qualcosa da dire su temi socio-politici, ha voglia di dirla e osa dirla. Dimenticatevi l’etichetta “impegnato”, tanto non la userò, ché tutta l’inappropriatezza di questo termine è evidenziata proprio dalle parole de L’Uomo Nero :

E io, io che pensavo
Che fosse tutta una passeggiata
Che bastasse cantare canzoni
Per dare al mondo una sistemata

brunori
Crediti Foto Elena Nesti per faremusic.it

Brunori non si pone come l’intellettuale salvifico che canta canzoni che aspirano a diventare inno politico. Fortunatamente, Brunori ci fa piuttosto riflettere e attraverso una canzone ci lascia un’emozione che possiamo conservare come riparo quotidiano. Più e meglio di così a parer mio, un cantautore non può fare. Poi ieri sera, vedendo “Canzoni e monologhi sull’incertezza” ho capito che Brunori e forse solo lui attualmente, può e sa fare un’altra cosa (che a ben vedere è altrettanto politica): rivitalizzare la forma italiana del Teatro Canzone come alternativa all’ormai imperante forma dell’one man show americano, che è quello che comunemente purtroppo ci aspetteremmo davanti alla promessa di canzoni e monologhi, ringraziando la colonizzazione televisiva dei nostri immaginari.

Brunori, invece di essere autocelebrativo e far vedere di avere le capacità, ovvero di saper cantare, suonare e intrattenere il pubblico parlando, dice veramente qualcosa oltre se stesso. Intelletto, sentimento e istinto (pancia) sono le tre facce che dialogano e si alternano in superficie, sia nei monologhi che nella scrittura delle canzoni – che più di ogni altra forma nel caso di Brunori le vedono alternarsi, senza che mai una canzone risulti solo sentimentale o solo intellettuale, appunto. Passando in rassegna le sue e le nostre paure e le più comuni fobie, Brunori ci lascia ma ci rassicura nell’incertezza: questa è un bene perché, seguendo la lezione socratica, porta a cercare di migliorarsi – oppure è un vortice che non può fare altro che trascinarci giù? L’incertezza è la condizione – cardine che Brunori racconta sul palco, quella di una generazione nata a cavallo tra i ’70 e gli ’80, presa tra il “vecchio” dei predecessori e il “nuovo” del digitale e del cibo etnico e vegano, che trova il suo parallelo nell’essere “diviso” tra la Calabria e Milano.

Brunori ci parla di incertezza ironizzando sulla presupponenza dell’autocitazione, sulla sua fisicità non corrispondente ai canoni del performer (canoni imposti dalle macchine performative americane, aggiungo io), lo fa raccontando tutti i suoi difetti e le proprie paure sul palco con un’umanità, un’autoironia e una consapevolezza dei propri limiti che lo tengono al riparo dalla magnificazione dei suoi ultimi traguardi, che pur si meriterebbe.

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Crediti Foto Elena Nesti per faremusic.it

Insomma il nostro Brunori ha sempre i piedi per terra, tranquillizziamoci, anche se “Brunori Sa”, come dice il titolo del suo programma che debutterà il 6 aprile su Rai3 (leggi articolo in merito). Prima di passare alla televisione e dunque diventare una star, possiamo già essergli grati per aver rivitalizzato il live italiano, in maniera molto diversa da quelli che sono detti i suoi colleghi cantautori indie (il che ci conferma ancora una volta, che la categoria “indie” non tiene!). La configurazione di “Canzoni e monologhi sull’incertezza” non è né quella del dispositivo rock (tastiere-chitarre-basso-batteria) né ovviamente quella dell’elettronica-modello-DJ: sul palco, violoncello e mandorla contralto di Stefano Amato, pianoforte e tastiere di Dario Della Rossa, percussioni (Massimo Palermo e Simona Marrazo, che suona anche il sintetizzatore analogico Solina) e vibrafoni suonati con battenti con la testa in feltro, flauto basso, clarinetto alto e basso (Mirko Onofrio) e violino (Lucia Segretti), mentre Dario Brunori si alterna alle chitarre e al pianoforte.

Ma anche tra le varie maschere che poi sono i punti di vista dei personaggi delle proprie canzoni, dall’apatia al donchisciottismo alla rabbia. Oltre a godervi delle sonorità e degli arrangiamenti non più molto comuni per i più frequentati palchi italiani – se sarete ancora fortunati da trovare ancora qualche biglietto rimasto – l’esperienza più comune e assicurata, ebbene sì, sarà quella di una risata.

Grazie Dario Brunori, hai tutte le carte in regola per essere una di quelle facce e voci che gli italiani cercheranno su uno schermo o su un palco per una boccata d’aria di verità. Contiamo su di te (ma non farti venire l’ansia, ché abbiamo capito che somatizzi).

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Crediti Foto Elena Nesti per faremusic.it

Brunori a Teatro continua:

29 e 30 marzo 2018 – Firenze – Teatro Verdi (Sold out)
4 aprile 2018 – Lecce – Teatro Politeama
5 aprile 2018 – Martina Franca – Teatro Nuovo (Sold out)
10 aprile 2018 – Roma – Auditorium PDM (Sold out)
23 aprile 2018 – Milano – Teatro Arcimboldi (Sold out)
24 aprile 2018 – Torino – Teatro Colosseo (Sold out)
26 aprile 2018 – Reggio Emilia – Teatro Valli
27 aprile 2018 – Sanremo – Teatro Ariston
28 aprile 2018 – Varese – Teatro Openjobmetis (Sold out)

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