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Gaber, Fossati, “Le donne di ora”, l’ironia che non invecchia – Presentazione al Teatro Piccolo a Milano

Gaber,“Le Donne di Ora” e Ivano Fossati: Artista, Album e Produttore per un inedito del Signor G, in cui i successi di una lunga carriera trovano nuovo spazio e aria per risplendere. Al Teatro Grassi di Milano, presentazione a cura di Massimo Bernardini

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Crediti Foto Stefano De Maco per #FareMusic - faremusic.it
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Giorgio Gaber, Ivano Fossati, un binomio artistico indiscutibile. “Le Donne di Ora” è il disco postumo del Signor G prodotto da Fossati, uscito il 23 marzo. Grazie alla Fondazione Giorgio GaberDalia Gaberscik, Ivano ha potuto lavorare sul materiale originale di Gaber, togliendo solo la ruggine del tempo. Ne emerge il diamante di un Artista ancora brillante e splendente. Molto più di una semplice operazione di remastering tecnologico. Un atto d’amore e stima.

Milano per Giorgio Gaber

Sulle tavole consumate del Teatro Grassi di Milano, Ivano Fossati ha presentato con la moderazione di Massimo Bernardini, il nuovo disco di Giorgio Gaber, Le Donne di Orauna raccolta selezionata di brani storici del Signor G, più un inedito che dà il titolo all’album.

L’emozione è palpabile e incartoccia un po’ le labbra di Bernardini, e scorre sulla pelle del pubblico in sala. Il palco teatrale è l’ambiente più consono a colui che ha fatto del Teatro-canzone il suo tratto artistico principale.

Dopo una presentazione (qui l’articolo) tra i lavori in corso dell’inaugurando Teatro Lirico (che sarà intitolato a Gaber), il 27 marzo lo spettacolo-presentazione è approdato al Piccolo di Milano, per poi proseguire in altri teatri italiani. Un tour anomalo in cui Fossati spiega con una storia fatta di musica e immagini il senso di questa produzione.

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Dal 1958 al 2018

60 anni di storia artistica, che sono poi un pezzo della nostra storia, dal jukebox dietro il quale appariva un giovanissimo Gaber che esordiva con uno scatenato Ciao ti dirò in una puntata del Musichiere, all’inedito “Le Donne di Ora”. Nessuna “Operazione Revival” sia chiaro, quanto una riscoperta che ci permette di risentire una voce e una musica ripulita dalla polvere del tempo, grazie alla tecnologia.

Emerge un Gaber cantante incredibile per sensibilità e perizia, spesso magari mai dovutamente riconosciuto da un punto di vista prettamente musicale. Ma sopratutto una coerenza artistica che spesso in altri casi difetta nell’arco di una carriera longeva.

L’ironia del Signor G

La forza di Gaber, la base della sua credibilità artistica, è stata sicuramente anche la grande ironia (e quindi autoironia) nel descrivere situazioni e fenomeni che hanno caratterizzato i momenti della nostra storia.

Dalla ribellione del rock’n’roll di Ciao ti dirò in cui Fossati sottolinea che lo stile vocale tipico del genere fa da contrappunto ad un accompagnamento musicale molto più incline al jazz, accompagnato all’epoca da Bruno De Filippi e Paolo Tomelleri, alle morbidissime ballad come “Non arrossire” o “Le Strade di notte”. Senza dimenticare il lato scanzonato ma mai superficiale di brani come “La ballata del Cerruti” o “Porta Romana”. Segno di grande intelligenza musicale già dai primi passi, e di ironia nel prendere poco sul serio le mode.

Un po’ come fece anche il suo altro compagno di avventure, Enzo Jannacci. Gaber, Jannacci e Adriano Celentano all’epoca si scatenavano con il nuovo ritmo che Elvis fece esplodere nei pantaloni degli adolescenti del dopoguerra. Ma tutti e tre avevano un ironia che li poneva su un altro piano rispetto a Little Tony e Bobby Solo, molto più legati ai modi e al linguaggio di Presley. E ognuno dei tre, ha mantenuto tale tratto artistico, a modo proprio.

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Prestissimo Gaber scelse la “sua” strada, svincolandosi dal “genere” per approdare al “suo” stile, con la libertà di un’Artista curioso e quindi controcorrente. E magari in anticipo sui tempi. Basti pensare a Destra-Sinistra (qui un articolo dedicato), assente purtroppo dalla raccolta o al Il Conformistameravigliosa sferzata all’opportunismo italiota e non solo politico ma sociologico. Scomoda e tragicomica perché onesta, sincera perché la fotografia esatta di ciò che siamo.

Un po’ come le maschere di Alberto Sordi nel descrivere le nostre piccolezze. O l’esasperazione  di Fantozzi di quel grande genio di Paolo Villaggio.

Fossati dice che noi non siamo un popolo ironico, ma comico. Ci piace ridere e sganasciarci. “Siamo pieni di comici” afferma in apertura di spettacolo. Ma essere ironici è molto più sottile e difficile. Gaber non era un comico, ma ironico. Forse più vicino alla satira, ma senza ubriacarsene, come purtroppo fanno molti – appunto- i comici/cabarettisti il cui unico scopo è strappare l’applauso plateale, piuttosto che far riflettere.
Il pensiero, del resto, è scomodo.

E pensare che c’era il pensiero

Già il titolo di questo album Live di Gaber del 1994 la dice lunga sulla sua potente ironia. Oppure basta ascoltare “Shampoo”. I suoi sodali, tra tutti citiamo Sandro Luporini, hanno condiviso la sua visione mai acida, ma nemmeno banalmente polemica o livorosa. Semplicemente disincantata e sincera, visto che lui non si è mai permesso di salire sullo scranno del Giudice Morale. Tutt’altro. Troppo intelligente per cedere alle lusinghe dell’autocelebrazione. Ascoltate “Si può” oppure l’inedito “Le Donne di ora”.

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Il Signor G? Un Signor Cantante!

Ecco un aspetto che molti hanno sottovalutato, forse per il peso specifico delle sue composizioni. Un Gaber ottimo musicista, ma a mio avviso anche incredibile cantante, con una grande padronanza vocale, precisione e fraseggio, che oggi sembrano un miraggio ascoltando l’inesperienza affannosa di chi cerca solo visibilità.

Il lavoro egregio del Fossati Produttore, ha permesso di recuperare la brillantezza di un Talento autentico, in cui la tecnologia ha soltanto tolto il superfluo accumulo di polvere degli archivi, nel massimo rispetto dell’autenticità che solo un Artista sincero, come Fossati, può riconoscere ad un altro Artista, come Gaber, che ha sempre ammirato e rispettato. E di cui si rammarica di non aver accettato a suo tempo l’invito a fargli da Produttore, invito declinato per sovrapposizione di impegni.

LE DONNE DI ORA” quindi non è un nostalgico disco postumo, ma un album che ha il sapore di omaggio ad un amico scomparso, l’inchino ad un Artista ammirato. Il Signor G non è andato via.

Un ringraziamento particolare a Goigest e Dalia Gaberscik

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Tracklist

  1. Le Donne Di Ora
  2. Ciao Ti Dirò
  3. Non Arrossire
  4. La Ballata Del Cerutti
  5. Le Strade Di Notte
  6. Porta Romana
  7. Le Nostre Serate
  8. Te Lo Leggo Negli Occhi
  9. Chissà Dove Te Ne Vai
  10. Com’è Bella La Città
  11. Ora Che Non Son Più Innamorato
  12. Il Conformista
  13. Quando Sarò Capace D’amare
  14. Si Può
  15. L’illogica Allegria

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