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Web Tax Ue: 3% su ricavi da pubblicità e dati – Colpiti giganti come Google, Facebook e altri

Web Tax Ue in arrivo sui ricavi da pubblicità e dati. Si tenta di perseguire fiscalmente grandi gruppi come Google a Facebook, Uber e eBay e altri

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Web Tax Ue in arrivo sui ricavi da pubblicità e dati. Si tenta di perseguire fiscalmente grandi gruppi come Google a Facebook, Uber e eBay.

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BRUXELLES vuole costringere i colossi del web a pagare le tasse sui loro profitti. Per questo motivo la Commissione Ue propone una soluzione, anche se temporanea, ma applicabile da subito:

Una Web Tax del 3% sui ricavi da vendita di spazi pubblicitari (vedi Google), cessione di dati (vedi Facebook) e attività di intermediazione tra utenti e business (vedi Uber e eBay). La tassa verrebbe applicata a società con un fatturato mondiale superiore a 750 milioni di euro ed uno europeo sopra i 50 milioni di euro.

Con questa iniziativa Bruxelles prevede introiti che si aggirano sui 5 miliardi di euro all’anno.

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Pierre Moscovici, the European Commissioner for Economic and Financial Affairs, Taxation and Customs
EPA/OLIVIER HOSLET

La Commissione Europea spiega: “La Web Tax assicurerà introiti immediati per gli Stati membri, tassando quelle attività che oggi non vengono ancora tassate. Tale iniziativa eviterà azioni unilaterali degli stati membri della UE, che creerebbero un patchwork di risposte nazionali che danneggerebbe il mercato unico europeoLa tassa verrebbe applicata laddove vi siano profitti, anche se le aziende non hanno una presenza fisica nel territorio“.

La tassazione è indiretta, ed è applicabile ad alcuni tipi di ricavi, e questa sarà in essere fino a quando non ci sarà una riforma complessiva in grado di risolvere definitivamente il problema delle grandi aziende digitali che al momento sfuggono al fisco.
Questa tassa temporanea sarebbe “raccolta dagli Stati” e non varrà per le start-up o le piccole aziende.

I tre criteri con cui la Commissione applicherebbe la Web Tax saranno basati fondamentalmente sulla “presenza digitale tassabile”, situazione che equiparerebbe così le aziende digitali al fisco nazionale. In poche parole, le società che operano sul web saranno considerate simili ad altre azienda dell’ old economy o laddove superano i 7 milioni di euro di ricavi annuali in uno Stato membro, o se hanno più di 100.000 utenti registrati in uno Stato membro, oppure se ha più di 3000 contratti per servizi digitali ad utenti business. Quest’ultima è la soluzione preferita dalla Commissione, soluzione che potrebbe essere parte integrante della proposta di creare una base imponibile consolidata comune (CCCTB), ferma al momento da anni presso il Consiglio Europeo.

 

 

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