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Moby: la speranza dopo il pessimismo in “Everything Was Beautiful, and Nothing Hurt” – RECENSIONE

Moby esce con il nuovo album "Everything Was Beautiful, and Nothing Hurt", titolo preso dal romanzo del 1969 ”Mattatoio n 5” di Kurt Vonnegaut.

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Moby esce con il nuovo album “Everything Was Beautiful, and Nothing Hurt”, titolo preso dal romanzo del 1969 ”Mattatoio n 5” di Kurt Vonnegaut.

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Questo 15mo album in studio dell’artista, vede un Moby molto prolifico negli ultimi anni.

L’artista sente molto la scena politica attuale ed è schierato contro il governo Trump.
Il disco porta un messaggio ben chiaro, il mondo è un brutto posto dove vivere, ma c’è la speranza di renderlo migliore.

Il pessimismo è la chiave di quest’ultima opera, visibile nella scelta dei suoni che ci arrivano diretti dalla prima traccia del disco “Mere Anarchy”,  molto bella, curata e d’impatto, carica nei suoi intenti, semplice ma allo stesso modo complessa.

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Il loop iniziale si ripete per quasi tutta la traccia, la voce riverberata mischiata al taglio di frequenze, un basso cupo, spesso e un pad a simulare una chitarra distorta perfettamente stoppata e sotto controllo che fa da sfondo per lasciare spazio ai synth ariosi che pervadono l’ambiente calcando la solitudine, il disagio e la paura che caratterizza il brano.

Ci si aspettava una sequenza di tracce che strizzassero l’occhio al sound dell’ultimo disco di Gary Numan, invece stacca da un sound rivolto ad EBM e Industrial a quello che era la musica anni ’90 con “The waste of Sun“ e “Like a Motherless Child“ che riprende l’old school.

Questo brano è stato presentato  11 dicembre 2017 come primo singolo del disco.

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In “The Ceremony of innocence“ ritroviamo il Moby di “Porcelain”, e poi viriamo sulla chillout con “Welcome to hard times” .

Questo brano segna la divisione del disco, la prima parte pessimista lascia posto alla seconda segnata dalla speranza.

“The Middle is Gone“ è una traccia degna di nota: molto belli gli archi alla fine del brano (anche se realizzati a computer), sono incisivi, segnano quella voglia di credere e sperare in un mondo migliore.

Gli ultimi due brani proseguono sulla linea chillout, e carichi di speranza ci portano alla fine del disco.

Al disco hanno collaborato:

Steve “Dub” Jones  – mixaggio;
Apollo Jane – voce in “Welcome to hard times” e A Dark Cloud is Coming”;
Mindy Jones – voce in “Mere Anarchy”, “The waste of suns“, “The last of goodbyes “, “The tired and the hurt“ e “This wild darkness“;
Julie Mintz – voce in “The sorrow tree“ e “Falling rain and light”;  Brie O’Bannon – voce in “This wild darkness“;
Raquel Rodriguez – voce in “Like a motherless child”.

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Moby: Everything Was Beautiful, And Nothing Hurt – Tracklist

1. “Mere Anarchy”
2. “The Waste of Suns”
3. “Like a Motherless Child”
4. “The Last of Goodbyes”
5. “The Ceremony of Innocence”
6. “The Tired and The Hurt”
7. “Welcome to Hard Times”
8. “The Sorrow Tree”
9. “Falling Rain and Light”
10. “The Middle is Gone”
11. “This Wild Darkness”
12. “A Dark Cloud is Coming”

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