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Simple Minds: “Walk Between Worlds” un album vintage che non tradisce le origini – RECENSIONE

Simple Minds di nuovo in scena. Anticipato dal singolo "Magic" è uscito il nuovo attesissimo album della band scozzese "Walk Between Worlds", a quattro anni di distanza dal precedente disco di inediti "Big Music".

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Simple Minds
Credit by Dean Chalkley
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Simple Minds di nuovo in scena. Anticipato dal singolo “Magic” è uscito il nuovo attesissimo album della band scozzese “Walk Between Worlds“, a quattro anni di distanza dal precedente disco di inediti “Big Music”.

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Basta aspettare e tutto ritorna … le cose belle, quelle attese con ansia, così come ciò che non vorremmo mai più vedere. La teoria dei corsi e ricorsi storici di Gianbattista Vico si può applicare tranquillamente alla musica, ma tutto ciò non è deleterio, perché spesso ciò che abbiamo accantonato – e ora mi riferisco in modo specifico alla musica – ha contribuito alla nostra crescita, alla nostra formazione, e se per caso lo abbiamo sottovalutato e messo al bando, magari cercando di mantenerci sul piano dell’ortodossia musicale del momento, in età più matura viene rivalutato, perché è quello il momento in cui è più facile abbandonare i preconcetti, e ciò che è stato messo volontariamente in ombra prende spontaneamente la luce, ci sorprende e ci soddisfa pienamente.

Gli anni ’80 hanno segnato per me, giovane intransigente, la fine della grande bellezza musicale, che potrei racchiudere in un lustro vitale all’inizio dei seventies. Sto parlando di rock, ovviamente. Ma, naturalmente, mi sbagliavo. Ovunque ci si giri e si perlustri si possono trovare i tratti della grandezza, magari racchiusa in spazi temporali ristretti, ma sono in ogni caso tracce che lasciano il segno.

Simple Minds

 

I Simple Minds sono tra le grandi band degli anni ’80 e ‘90, e possono vantare un’attività musicale di oltre 40 anni: non si resiste così tanto per caso!

Molti dei loro pezzi sono patrimonio comune di generazioni diversificate, la loro attività non ha mai subito interruzioni, e il loro ultimo atto è recentissimo. Vediamo qualcosa in più.

Freschi dello slancio e delle vibrazioni rustiche dell’album precedente, in cui sono state presentate versioni acustiche dei loro classici (“Acoustic” è del 2016 – leggi nostro articolo), i Simple Minds non hanno perso tempo e hanno continuato a sfruttare la loro esplosione di creatività. La band scozzese, sin dalla sua creazione, nel 1977, non si è mai fermata, tenendo una media di registrazione notevole ed è questo il lavoro numero diciotto della loro discografia.

Il nuovo album si intitola “Walk Between Worlds”,  e propone una band in pieno spolvero, con in evidenza i suoi talenti e i suoni a cui sono abituati i fan, il tutto abbinato al tour europeo.

Vediamo qualche tratto musicale in estrema sintesi, tanto per stimolare la curiosità…

Walk Between Worlds” inizia con il singolo su cui si punta per colpire i seguaci di sempre, il suggestivo “Magic“- visibile a seguire -, che riporta al marchio della band di Glasgow, quello che ha caratterizzato il  periodo d’oro degli anni ’80.

Simple Minds

La brillantezza del momento traspare nel seguente “Summer“, mentre con “Utopia” il ritmo cala, e la voce di Jim Kerr scema, passando dal rock ad un modus più rilassato.

The Signal and the Noise” riporta ai Simple Mind più spensierati, catturando la fantasia degli antichi sostenitori, mentre il seguente “In Dreams” produce un cambiamento di stile, con la costruzione di un coro orecchiabile e l’ondulazione perenne delle chitarre, caratteristica che in realtà troviamo un po’ in tutto l’album.

I Simple Minds indossano poi il miglior volto rock con “Barrowland Star“, il cui intermezzo di chitarra e gli spazi orchestrali rendono la canzone un piccolo gioiello … di oltre sei minuti.

E si arriva alla title track, canzone avvolgente e sognante che riporta al lato più sognante – e popolare –  del gruppo, mentre “Sense of Discovery” appare come ballad nostalgica di grande potenza evocativa.

Tre le bonus track nella edizione delux: “Silent Kiss”, “Angel Underneath My Skin” e la cover realizzata dal vivo di “Dirty old town”, vecchio brano di Ewan McColl, parte integrante della scaletta del tour del 2017, omaggio alla città di Manchester colpita dall’attentato del 22 maggio, tragico evento (concerto di Ariana Grande) in cui persero la vita 23 persone.

Simple Minds

L’album appare come un perfetto omaggio ad un passato glorioso, alle radici musicali di appartenenza e forse a tutti quegli innovatori e precursori dei tempi che hanno contribuito a far evolvere un genere musicale che, oltrepassando il punk, si è visto traghettare verso il pop elettronico di qualità, e che ha avuto ripercussione sulle generazioni successive.

In questa epoca di diversità musicale i Simple Minds appaiono freschi e ringiovaniti come mai prima, e si presentano con la seguente formazione: Jim Kerr (voce solista) e Charlie Burchill (chitarra, tastiere) – membri originali – con Ged Grimes (basso), Sarah Brown (voce), Gordy Goudie (chitarra aggiuntiva), Cherisse Osei (batteria) e Catherine Anne Davies (tastiere).

L’ondata di vitalità, conseguenza di questa nuova  formazione, si è tradotta in una solida serie di canzoni, dove gli importanti aspetti  strumentali diventano il tappeto perfetto per la forza vocale di Jim Kerr, fontman autorevole, familiare e confortante allo stesso tempo.

Walk Between Worlds” si percepisce come un album vintage a cui viene fornito un adeguamento ai tempi, avendo però cura di mantenere salde le rigide linee guida che possano permettere di capire, al primo giro di giostra, la provenienza sonora.

Kerr e Burchill si sono circondati dei giusti musicisti e il loro lavoro appare alla fine come una missione sotto traccia, quella di assicurare e assicurarsi che l’intero mondo della musica pop non li possa mai mettere nel dimenticatoio. Nessun dubbio che possano arrivare all’obiettivo!

Simple Minds

TRACKLIST “Walk Between Worlds” – Simple Minds 

  1. Magic – (04:35)
  2. Summer – (04:57)
  3. Utopia – (04:14)
  4. The Signal and the Noise – (05:18)
  5. In Dreams – (04:15)
  6. Barrowland Star – (06:25)
  7. Walk Between Worlds – (05:12)
  8. Sense of Discovery – (06:23)
  9. Silent Kiss – (04:57)
  10. Angel Underneath My Skin – (03:43)
  11. Dirty Old Town – Live – (04:53)

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