Home Musica Recensioni Album Marilù Poledro: Una ventata d’aria fresca il suo “Avesseme Furtuna” –...

Marilù Poledro: Una ventata d’aria fresca il suo “Avesseme Furtuna” – RECENSIONE

97
0
SHARE
Marilù Poledro
Voto Autore

Prodotto dalla SoudFly e recentemente presentato al Palazzo delle Arti di Napoli, ecco un album che strizza l’occhio alla miglior tradizione della musica popolare partenopea degli anni ’70, quella di Eugenio Bennato, Nuova Compagnia di Canto Popolare, Teresa De Sio, ma concepito e prodotto alla luce dell’esperienza, delle sonorità, conoscenze ed innovazioni tecniche e delle realtà sociali del neonato Terzo Millennio.

Un sound molto corposo a dispetto di una strumentazione prevalentamente acustica, eseguito da ottimi musicisti sotto la guida del Mº Antonio Di Francia, arrangiatore e compositore del Solist String Quartet, che vanta collaborazioni con Noa, Gianna Nannini, Pat Metheny, Elisa, Edoardo ed Eugenio Bennato, con la partecipazione di ospiti quali Enzo Gragnaniello nella title track e Gianni Lamagna (Nuova Compagnia di Canto Popolare) in “Si li femmene”.

Undici brani, “undici storie popolari che trasudano vita, in cui si mescolano sacro e profano. Echi antichi abbracciano un mood fresco e innovativo proprio come l’anima e la voce di Marilù” che a tratti ricorda quella di Teresa de Sio, potente, squillante e diretta, poco incline ai toni sommessi, che conferisce all’interpretazione un carattere deliziosamente ed orgogliosamente partenopeo, anche se la mia purtroppo limitata conoscenza della Lingua Napoletana non mi permette di cogliere ed apprezzare perfettamente tutte le sfumature dei testi.

Si comincia con “Ricciulina” un incalzante 6/8, sovrapposto ad un 3/4,  introdotto da un bouzouki leggermente distorto, su cui si intrecciano riff arabeggianti di flauto e bouzouki, il tutto sorretto da un ritmica serrata di percussioni ethno.

Segue “Femmene” introdotta da un giocoso flauto dolce accompagnato da chitarra, percussioni, mandoloncello e basso acustico, evocanti atmosfere di antiche moresche, con un ritmo in cui si alternano misure di 4/4 e 5/4.

È quindi la volta del brano che dà il titolo all’album, “Avesseme Furtuna”, con la già citata partecipazione di Enzo Gragnaniello a duettare con Marilù, un brano di ampio respiro in cui i pregevoli intermezzi musicali sono dominati dal duduk e dal sax soprano.

“Tutto ‘o bene mio” si avvale di una bella introduzione di violoncello su un tappeto di arpeggi di chitarre che prosegue in sottofondo alla voce per tutta la durata del brano, triste e dolce al tempo stesso.

“Sonammore” è una tarantella che parte sommessa per poi esplodere in festoso intreccio di mandolini e flauti su una ritmica di tamburelli, castagnette, tammorre ed altri strumenti tipici.

“Rosaspina” è introdotta da uno stacco di cajon seguito da un riff di clarinetti armonizzati, mentre la voce nelle strofe dialoga con una fisarmonica che prosegue discretamente in sottofondo anche nel refrain, sostituita dal clarinetto nelle strofe della seconda parte.

Segue “Si li femmene”, cantata in duetto con Gianni Lamagna della Nuova Compagnia di Canto Popolare, voci che si alternano nei versi del brano per poi unirsi in pregevoli intrecci armonici, col sax soprano che si inserisce negli spazi vuoti garbatamente e con ottimo gusto, mentre le chitarre incalzano con la ritmica in sottofondo.

“Sulo tre parole” ancora sax soprano e flauto in bella evidenza ad alternarsi con la voce solista, con mandolino, fisarmonica, chitarre e ritmica in sottofondo.

“Il Mattacino” è un’indiavolata tarantella, a canone tra voce solista e sax soprano, con la chitarra che fraseggia un veloce arpeggio in sottofondo e la consueta incalzante ritmica di percussioni tradizionali.

Stesso ritmo e atmosfera per la successiva “Matalena” introdotta da un sax tenore alla James Senese, ma in questo caso il dialogo è tra voce solista e coro femminile.

Chiude l’album “Donna ‘sabella” con la voce potente di Marilù in bella evidenza sin dall’introduzione “a cappella” e quindi sorretta dalla sola chitarra, con un intermezzo di mandolino e chitarra classica che l’accompagnano in sottofondo fino al finale sfumato del brano.

In conclusione, un album molto interessante e godibile, una ventata d’aria fresca nel panorama di proposte musicali dominato dal mainstream, veramente un gran bel lavoro rispettoso della tradizione ma attualizzato ad oggi e senza scadere nella retorica.

SHARE
Previous articleLo Stato Sociale, l’ironia che vince su tutto- Video Intervista Esclusiva
Next articleLucio Dalla: oggi, sei anni fa, ci lasciava – La sua casa aperta nel giorno del suo compleanno
Claudio Ramponi
Claudio Ramponi Cremona 08-08-1956 Comincia a studiare musica all'età di 8 anni presso la Banda Musicale Cittadina di Romagnano Sesia. Nel 1971 forma il gruppo Pick-up con Franco Serafini e Claudio Allifranchini. Nel 1973 sempre con i Pick-up collabora con l'Orchestra di Luciano Fineschi ed inizia a studiare basso e chitarra classica col M° Antonio Mastino. Nel 1974 con i Museum inizia professione di musicista suonando nei principali dancing del Nord Italia. Nel 1975 passa con i Fango (che cambieranno poi il nome in Fantastic Big Orchestra e quindi Fragola & Panna) restandoci fino agli inizi del 1978, dovendo interrompere causa servizio militare, prestato nella Fanfara della Brigata Alpina Taurinense in cui suona il trombone a coulisse. Nel 1979 entra a far parte dei Panda appena prima della scissione del gruppo e con i fuoriusciti membri forma il gruppo Everest con cui registra per la PolyGram Italiana il singolo "Hey città / Park Hotel". Nel 1982 scrive gran parte dei testi per l'album di esordio di Franco Serafini, tra cui il singolo "Se ti va cosí". Nel 1984 si iscrive al Conservatorio Antonio Vivaldi di Novara dove studia contrabbasso per 2 anni col M° Giorgio Giacomelli e consegue la Licenza di Teoria e Solfeggio sotto la guida del Mº Gabriele Manca. Dal 1986 al 1997 lavora come bassista freelance con diversi gruppi ed orchestre tra cui Kalliope, Working Brass, Cabarock, Diego Langhi Big Band, Claudio Allifranchini Big Band, Daniele Comoglio Quartet. Collabora inoltre con la Vetriolo S.r.l. alla realizzazione di jingles pubblicitari in onda sui principali network nazionali. Nel 1991 conosce Raffaele Fiore e con lui collabora alla realizzazione dei testi ed arrangiamenti oltre alla produzione dell'opera rock "4uattro" portata in scena in diversi teatri del novarese tra cui il Faraggiana di Novara, il Silvio Pellico di Trecate ed il Comunale di Oleggio. Contemporaneamente collabora come polistrumentista con la Compagnia La Goccia di Novara per le rappresentazioni teatrali dei musical "Jesus Christ Superstar", "Hair", "Tommy" e diversi Concerti Tributo ai Beatles. Inoltre si unisce, in qualità di corista, al gruppo A Fourty One che allestisce un mega tributo ai Queen con due gruppi contemporaneamente sul palco ed un coro di 20 persone, portato in scena in diversi palasport, teatri e locali di Piemonte e Lombardia tra il 1992 ed il 1995. Nel 1997 si trasferisce a Tenerife, Isole Canarie, dove tuttora risiede esercitando la professione di musicista nei principali hotel.

Commento su Faremusic.it