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Lo Stato Sociale, l’ironia che vince su tutto- Video Intervista Esclusiva

Lo Stato Sociale sono cinque ragazzi bolognesi che con la loro intelligente ironia hanno conquistato il pubblico, e non solo, dell'ultimo Festival di Sanremo, aggiudicandosi addirittura un inaspettato 2° posto. Li abbiamo video intervistati, in esclusiva per FareMusic

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FareMusic ha intervistato il vero gruppo rivelazione dell’ultimo Festival di Sanremo (arrivato al 2º posto con la canzone Una vita in vacanza), LO STATO SOCIALE, cinque ragazzi che di colpo, dal mondo indie (la loro è una piccola etichetta indipendente, la Garrincha Dischi), si ritrovano sotto i riflettori del circuito mediatico che porta al grande pubblico. Loro sono Alberto Cazzola, Lodovico Guenzi, Alberto Guidetti, Enrico Roberto e Francesco Draicchio e noi di faremusic.it li abbiamo intervistati durante una tappa del loro Tour Promozionale, in quel della Feltrinelli a Napoli.

Sembrano lontani, o relarivamente tali, i tempi del loro esordio con Welfare Pop, album seguito poi da altre perle del mondo indie italiano, come Amore ai tempi dell’Ikea o Turisti della democrazia L’Italia peggiore (in cui collaborarono Piotta e Max Collini degli Offlaga Disco Pax), fino ad Amore, lavoro e altri miti da sfatare.

Il loro “cammino” artistico, che ha come fil rouge il racconto ironico della “rassegnazione” di una generazione verso alcuni non idilliaci aspetti sociali, politici e culturali di quest’epoca, ha mosso i primi passi nel 2010, e in quasi otto anni i cinque ragazzi Bolognesi ne hanno dette, fatte, scritte e cantate di ogni, senza riserve e con l’ironia che è propria di chi sa bene quel che dice e sa bene come raccontare il paradosso di un’epoca governata, in tutti i campi, da uomini e situazioni ingovernabili eticamente.

Parlare con loro “seriamente” è cosa difficile… la loro “intelligente simpatia” straborda da ogni dove, da ogni parola, e coinvolge e travolge tutto quello che li circonda… a dimostrazione del fatto che solo i più intelligenti, di fronte ad un improvviso successo, sanno come NON prendersi sul serio.

Quella che segue è la Video intervista curata dalla nostra collaboratrice Mary Troisi.
Buona Visione

Direttore di Faremusic
Mela Giannini 

VIDEO INTERVISTA – LO STATO SOCIALE

 

 

Si ringrazia la Goigest, Lorenzo Luporini, Jambo, per le riprese Luigi Saggese e per il montaggio video Stefano De Maco

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Mariafrancesca Mary Troisi
Da sempre appassionata alla letteratura italiana, ho iniziato a scrivere da ragazzina. Passione, insieme a quella per la musica, ereditata da mio padre, scomparso quando ero ancora piccola. In breve tempo la penna e il foglio (o lo schermo di un pc) sono diventati il “mio amico fedele”, capace di comprendere perfettamente ogni mio stato d’animo. Dall’età di 6 anni, per circa 8 anni, ho preso lezioni di pianoforte classico, e per due anni consecutivi, ho fatto parte di un coro, partecipando a svariati concorsi, portando il folclore della mia terra (la Campania) in giro per l’Italia. Esperienza, insieme a quella del pianoforte, volutamente accantonata, ma non conclusa, perché il “mondo della musica” ha continuato ad affascinarmi, anche se in altre “vesti”. Ho iniziato, infatti, a scrivere testi di canzoni, sviscerandomi e “confidandomi” in ogni mio testo, scoprendo così, lati di me, sconosciuti anche a me stessa. Per circa un anno ho collaborato con una rivista, scrivendo racconti. Ho partecipato a diversi concorsi di poesia; le poesie sono sempre state scelte per la pubblicazione. Ho avuto il piacere e onore di essere inserita lo scorso anno nell’Enciclopedia dei Poeti Contemporanei, intitolata a Mario Luzi, patrocinata dal Senato della Repubblica, con 3 poesie. Dall’inizio dell’anno ho una sorta di blog su fb, una pagina sui cui appunto considerazioni, riflessioni, e su cui pubblico periodicamente racconti e poesie. Ho provato di recente anche l’esperienza della radio, facendo uno stage /laboratorio full immersion, con alcuni degli speaker più “quotati” attualmente. Esperienza, quella della radio, che riprenderò a breve, senza abbandonare quello che è il mio sogno più grande, ossia continuare a scrivere. Perché paradossalmente sono i sogni l’unica certezza che abbiamo.

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