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Mara Maionchi e la nuova avventura con Sanremo Young – INTERVISTA

Mara Maionchi, amata da grandi e piccoli in tutta Italia, ha cominciato una nuova avventura come giudice nel team di accademici del programma Sanremo Young condotto da Antonella Clerici dall'Ariston di Sanremo, su Rai 1.

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Parlare con lei è sempre un grande piacere, perchè oltre all’innata simpatia, Mara Maionchi è una persona molto disponibile, oltre che competente.

La Mara Nazionale, amata da grandi e piccoli in tutta Italia, ha cominciato una nuova avventura come giudice nel team di accademici del programma Sanremo Young (leggi nostro articolo in merito), condotto da Antonella Clerici dall’Ariston di Sanremo, per quattro venerdì sera in prima serata su Rai 1.
Noi di FareMusic l’abbiamo intervistata e quella che segue è la chiacchierata che n’è venuta fuori…

mara maionchi

INTERVISTA A MARA MAIONCHI

Parlaci della tua partecipazione al nuovo teen talent di Rai Uno, condotto da Antonella Clerici. Cosa ti ha spinto ad accettare?

Ogni avventura con dei ragazzi giovani mi incuriosisce sempre, anche perché non sai mai cosa puoi trovare…  comunque è un concorso non un talent, perché noi dell’Academy diamo un parere ed esprimiamo un voto.

Associa un aggettivo a ciascuno dei tuoi nuovi colleghi d’avventura:

Ricchi e Poveri – eterni
Cristina D’Avena – leggera
Mietta – sensuale
Marco Masini – musicale
Rocco Hunt – simpatico
Baby K. – attuale
Iva Zanicchi – istrionica
Angelo Baiguini – radiofonico
Elisabetta Canalis – affascinante

Un cast quasi tutto al femminile quello di Sanremo Young, quasi a voler controbilanciare la presenza di pochissime donne nel Sanremo di Claudio Baglioni. Pensi sia necessario introdurre nel regolamento del Festival un potenziamento delle quote rosa?

No, è una cosa stupida, passa chi merita al di là del sesso

Quali canzoni, tra i Big e le Nuove Proposte, ti sono piaciute di più quest’anno a Sanremo?

Quelle de Lo Stato Sociale, la Vanoni, Meta e Moro e Kolors

Il picco di share assoluto di tutto Sanremo 2018 l’ha registrato Milva: durante la sua premiazione ha toccato la cifra vertiginosa del 61,06 % di Share. Che significato attribuisci a questo risultato? Hai apprezzato la mobilitazione che c’è stata affinché quest’artista venisse premiata?

Sono felice e ho apprezzo l’istanza di Malgioglio per un premio alla carriera della grande “Rossa”.

L’altra icona sanremese che ti affianca nel ruolo di giurata è Mietta. In diversi si sono espressi pubblicamente per un suo “recupero” discografico, dicendo che una artista con una voce così non può non essere tenuta in considerazione dalle major o da altre etichette. Che ne pensi in merito?

E’ molto brava, canta molto bene. Nell’eventualità, tutto dipenderà dal repertorio che sceglierà.

Artisti si nasce o si diventa? Nel corso della tua gloriosa carriera da discografica ti è capitato di sentire un artista ancora minorenne che poi, negli anni, è diventato un Big? Qual è secondo te l’età giusta per debuttare al Festival di Sanremo?

Artisti si nasce, poi ci si conferma. Non esiste un’età per partecipare a Sanremo e la Cinquetti ne fu chiaro esempio. Dipende solo da quanto si é strutturati per affrontare un palco così difficile.

Si vocifera che sarai nuovamente protagonista a X Factor. E la cosa non sorprenderebbe, visto che sei tu ormai il volto vincente dei talent show in generale. Nell’ultima edizione, oltre ad aver contribuito all’aumento degli ascolti, sei riuscita a sbaragliare tutti gli altri giudici, arrivando in finale con quasi tutti i tuoi concorrenti ancora in gara. Quale talento da te seguito ti ha dato più soddisfazioni?

L’ultimo, Nigiotti, con il quale ci sentiamo di frequente.

A controbilanciare l’offerta musicale che arriva dai talent show sembra essere l’esplosione della “musica indipendente” che, attualmente, sta attraversando un periodo d’oro, e parlo di produzioni che arrivano da piccole case discografiche. Basta guardare i vincitori dell’ultimo Sanremo, quasi tutti provenienti dal mondo indie. Cosa ne pensi di questo nuovo andamento musicale italiano?

C’è sempre stata la musica indipendente. La NISA, la società costituita con mio marito, Alberto Salerno, era un’etichetta indipendente e produsse i primi tre dischi di Ferro… in passato lo stesso Micocci con IT fece grandi successi…

Qual è l’artista con cui hai lavorato, che hai scoperto e lanciato, a cui ti senti più legata a livello affettivo?

Nessuno, in particolare, ma li stimo tutti, anche quelli che non hanno raggiunto la popolarità.

Saresti d’accordo per un Baglioni bis a Sanremo l’anno prossimo?

Se fa piacere a lui…

Se in futuro, per ipotesi, la Rai proponesse a te il ruolo di direttore artistico, come sarebbe, in linee generali, il tuo Sanremo? Faresti salire sul palco anche gli autori delle canzoni ad accompagnare i cantanti?

Come sarebbe? E chi lo sa? Dovrei rifletterci molto. E in ogni caso sì, li farei salire sul palco.

In Italia, secondo te, manca un grande Evento Prestigioso e Significativo che Premi tutte le categorie della filiera musicale e discografica nella nostra nazione? E parlo di eventi come, ad esempio, i Grammy Accademy, che premiano i migliori album, canzoni, produttori, autori, arrangiatori… ecce ecc dell’anno.

Invece a me sembra che di Premi ce ne siano a sufficienza

Altro Evento Importante, a livello istituzionale, che potrebbe istituire il ministero della cultura italiano, è uno simile al “Kennedy Center Honors”, che si svolge ogni anno negli Stati Uniti in una location anch’essa istituzionale, alla presenza del presidente. Parliamo di riconoscimenti alla carriera da attribuire agli artisti, musicisti, autori, cantanti  per il loro contributo dato alla cultura Italiana… perché si consideri, una volta per tutte, “cultura” anche la musica cosiddetta “leggera”.

Da noi una cosa del genere é irrealizzabile; comunque al Kennedy Center onorano anche artisti non americani.

Quanto sono importanti, secondo te, realtà come l’Officina della Musica e delle Parole (ricordiamo nata da una idea di Alberto Salerno) per il sottobosco musicale italiano, per i giovani autori che pur creando musica, non hanno punti di riferimento con cui “crescere” artisticamente?

E’ importante, come lo sono altre iniziative altrettanto meritevoli. L’Officina sarà importante quando scoprirà bravi autori e cantautori.

Un tuo detto famoso è “Il lavoro duro batte il talento quando il talento non lavora duro”. Ma in questa equazione quanto conta, anche, il fattore “fortuna”? 

Per chi ha talento, lavorare è  già di per sé una grande fortuna.

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