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I grandi Artisti e i piccoli Eredi

Artisti di grande caratura,che hanno fatto grande la cultura, che questi sia rappresentata da scritti, dipinti o musica, dovrebbero essere rispettati prima di tutto dai propri eredi e poi dal resto del mondo

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Bisogna pur campare. E se uno lavora poco e ha problemi di soldi tocca inventarsi qualcosa, soprattutto se hai avuto la fortuna di avere un padre o una madre, un marito o una moglie celebre che ha prodotto tanta roba nella vita: libri, opere d’arte, film o canzoni che siano.

I figli d’arte, spesso, vivono di riflesso dei loro genitori illustri e in un modo o nell’altro fanno mercato di famiglia. L’eredità economica o immobiliare non basta più, bisogna impossessarsi dei diritti di sfruttamento di tutto ciò che hanno ereditato. Si può fare in modo nobile o sconsiderato. Qualcuno inventa dei Premi Nazionali, altri delle Fondazioni per proteggere e divulgare il patrimonio artistico del compianto.

Dato però che il mercato, ormai, considera più la morte che la vita, il rischio di speculazione postuma è sempre fortissimo.  Leggo ad esempio che la famiglia di Frank Zappa ha deciso di vendere i diritti della sua immagine a una società produttrice di ologrammi che finanzierà uno spettacolo mettendo in scena, virtualmente, l’artista scomparso.

Ridurre la memoria di un grande artista imprigionandolo in un software mi fa personalmente orrore, soprattutto se chi lo decide è un parente stretto. Non occorre essere al passo coi tempi in questo modo. Non è obbligatorio e neanche necessario. Certo il business comanda, ma come si fa a sfruttare l’immagine di tuo padre vendendola in questo modo? Voi mettereste la faccia di un vostro genitore su una tazza da tè o su un piatto di plastica trattandolo come un personaggio da cartone animato o un pupazzo qualsiasi?

Ho avuto la fortuna di lavorare anni con Nanni Ricordi erede della Casa Ricordi e dei diritti delle opere di Verdi. Si sentiva giustamente un privilegiato ma non ha mai osato fare del bieco commercio della sua fortuna. Altri tempi di una nobiltà scomparsa. Oggi si fa mercato di tutto, di ricordi segreti, di oggetti custoditi gelosamente per anni. Si svaluta la ricchezza artistica altrui per diventare ricchi senza aver mai fatto nulla di proprio per diventarlo.

La cosa è abbastanza abituale per gli americani.

Basta pensare alla famiglia di Michael Jackson che si è scannata tra avvocati pur di possedere tutto ciò che il re del pop aveva, dalla villa disneyana ai suoi giocattoli, dalle sue giacche alle sue canzoni, non solo quintali di dollari, ma tutto, assolutamente tutto. Che dire poi del fenomeno Graceland di Elvis Presley, diventata una delle più note mete di pellegrinaggio nel mondo? Gli americani si sa, fanno soldi su tutto.

Noi della vecchia Europa invece dovremmo essere diversi, almeno culturalmente, ma invece facciamo di tutto per essere più americani degli americani. Tramandare l’ arte di un caro estinto e divulgarla nel tempo alle future generazioni può e deve essere un fatto nobile e culturalmente importante. Ridurla invece a compravendita discount è mostruoso.

Qui dovrei fare nomi e cognomi, ma immagino ci siate già arrivati da soli. Spero solo di non vedere il volto e il nome di un grande artista italiano sulle figurine Panini o su una linea di abbigliamento intimo maschile. Spero invece che a lui sia dedicato un teatro o una galleria d’arte se non addirittura un museo.

Meditate gente, meditate e fate che le nostre passioni, affetti e sentimenti non divengano prodotti usa e getta. L’arte non si getta via, si protegge.

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Roberto Manfredi
Roberto Manfredi è figlio d’arte. Madre organista alla chiesa Valdese di Milano e insegnante di pianoforte. Padre pittore, musicista di oboe, diplomato al Conservatorio di Pesaro. La musica accompagna Roberto fin dalla tenera età, in cui canta gli inni protestanti, ( gospel e ballate ) e suona in casa con i suoi genitori. Studia il pianoforte e il basso elettrico. Poi terminati gli studi all’Accademia di Belle Arti a Carrara, entra nella discografia nel 1975 alla Produttori Associati dove si occupa di promozione e in particolare della promozione dei dischi di Fabrizio De Andrè, poi diventato suo amico negli anni a seguire. Dopo un anno si sposta alla Editori Associati, l’ Edizione musicale che fa parte della Ricordi e della produttori Associati. Nel 1976 produce il primo disco insieme al fratello Gianfranco e a Claudio Fabi. E’ la registrazione live dell’ultimo Festival di Re Nudo al Parco Lambro. Nel disco figurano artisti come Ricky Gianco, Eugenio Finardi, Area, Tony Esposito, Canzoniere del Lazio e molti altri. Passa poi nel gruppo RCA insieme a Nanni Ricordi seguendo parecchie produzioni discografiche dell’Etichetta indipendente Ultima Spiaggia e per la RCA stessa. In quegli anni produce gli album di Gianfranco Manfredi, David Riondino che lo fa conoscere a De Andrè che lo porta nel suo storico tour con la PFM e soprattutto l’album “Un Gelato al limon” di Paolo Conte. Scopre anche Alberto Fortis presentandolo dopo il periodo della RCA a Claudio Fabi e Mara Maionchi alla Ricordi. Durante questo periodo segue molte registrazioni di Enzo Jannacci, Claudio Lolli, Ricky Gianco, Ivan Cattaneo, etc… Passa poi come vice direttore artistico alla Polygram dove segue contemporaneamente una trentina di artisti sotto contratto, da Massimo Bubola a Carlo Siliotto, da Maria Carta a Roberto Benigni ( L’inno del corpo sciolto ) fino alla compilation “Luci a San Siro” di Roberto Vecchioni. Nel 1981 abbandona la Polygram, resosi conto che l’industria discografica si avviava al fallimento, e si trasferisce a Roma fondando con Pasquale Minieri, Anna Bernardini e Gaetano Ria la Società Multipla. Qui parte la produzione dell’operazione Mister Fantasy. Beppe Starnazza e i Vortici, con Freak Antoni nei panni del front man. Dopo l’album e due tournèe, seguono due singoli distribuiti dalla Cbs. Produce in seguito il supergruppo vocale The Oldies per la Rca ( con Nicola Arigliano, Cocky Mazzetti, Ernesto Bonino, Wilma De Angelis e Claudio Celli ) e l’ultimo album di Gianfranco Manfredi per la Polygram. Produce anche le colonne sonore del film “Liquirizia” di Salvatore Samperi e “Lupo Solitario”, programma di Antonio Ricci con Elio E Le Storie Tese, Banda Osiris e Skiantos. Contemporaneamente passa alla televisione come autore televisivo. Fonda anche la società Sorpresa SoS, che si occupa di promozione e produzione di concerti, servizi stampa e casting televisivi. Organizza e promuove concerti del management di Franco Maimone e Francesco Sanavio, quali Iggy Pop, Suzanne Vega, Lena Lovich e Nina Hagen, James Brown, Depeche Mode, The Kinks, Penguin Cafè Orchestra, Charlie Headen Liberation Orchestra e Sting. Poi decide di specializzarsi nel mondo televisivo e nei format musicali. E’ stato autore e capoprogetto di format quali Lupo Solitario, Fuori Orario, Mister Fantasy, Sanremo Rock, Segnali di Fumo, Tournèe, Super, Night Express, Italian Music Award, e “Supermarket” di e con Piero Chiambretti e di innumerevoli speciali monografici per Italia uno di artisti quali Elton John, Madonna, U2. Contemporaneamente produce gli home video “Mistero Buffo” di Dario Fo e “Storie del signor G” di Giorgio Gaber. Nel 1988 fonda il gruppo satirico “I Figli di Bubba” partecipando al Festival di Sanremo nella sezione Big. In seguito rimane come capoprogetto nella sezione tv della Trident Agency per oltre due anni e infine entra nella società Magnolia di Giorgio Gori come produttore esecutivo e autore. Dopo sette anni in cui produce ben quattro edizioni del format “Markette” di Piero Chiambretti, lavora per la ITC Movies per lo show di Maurizio Crozza “Crozza Alive” occupandosi anche di altre produzioni per Varie case di produzione tra cui Endemol e 3zero2 di Piero Crispino e Mario Rasini di cui è stato autore nel programma RAI DUE : “Delitti Rock”, E’ stato direttore artistico di vari eventi e manifestazioni di carattere nazionale e internazionale come “Il cinquantesimo anniversario della bomba di Hiroshima” presso la Sala Nervi in Vaticano dove ha riunito artisti come Dee Dee Bridgewater, Al Jarreau e Randi Crowford, è stato direttore artistico dei concerti per la Mostra Internazionale del Cinema di Venezia nel 1995 e dell ‘unico Festival di Musica africana a San Siro per il sostegno alla Liberia, insieme a George Whea e a Laura Boldrini, allora dirigente della World Food Program facendo suonare su due palchi paralleli artisti come Alpha Blondie, Youssou ‘n’dour, Salif Keita, Morikante, Buddy Guy, etc… Attualmente è Head manager new format media presso la società Infront per lo sviluppo e la produzione di nuovi format tv “made in Italy” , produttore esecutivo per la Società Magnolia e autore di “Eccezionale Veramente” su La7. Ha scritto quattro libri : “Talent Shop” ( dai talent scout ai talent show ), Nu Ghe Né ( dedicato all’amico Fabrizio de Andrè ) , “Freak, odio il brodo” ( omaggio a Freak Antoni ). Di prossima pubblicazione ( febbraio 2016 ) il volume “ SkANZONATA - Storia della canzone satirica, umoristica e comica italiana, dai futuristi a oggi”, per la Skira Editrice. Regista del film “ Il Sogno di Yar Messi Kirkuk” in emissione 2015 su Sky Sport 24 e di alcuni filmati industriali e video web per aziende quali Academia Barilla, Fiat, Omnitel, etc…

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