Home Parole e Poesia Favino aveva la bocca di Cristo

Favino aveva la bocca di Cristo

Favino interpreta egregiamente, sul palco dell'Ariston a Sanremo, una storia di estraneità e di esclusione, recitando "La notte poco prima della foresta" di Bernard-Marie Koltès nel totale silenzio di un teatro composto da una platea catturata fino alle lacrime dalla bravura di un grande attore e artista come Pierfrancesco, che è riuscito a far arrivare così prepotentemente, nei cuori della gente, un messaggio di umanità dirompente. Il suo è stato il momento migliore di tutta la Kemesse sanremese di quest'anno, considerando che di momenti "alti", grazie a Baglioni, ce ne sono stati tanti e di diverso genere.

36
0
SHARE
favino
Voto Utenti
[Total: 5 Average: 4.6]

Ieri sera qualcuno ha bussato; ha fissato un chiodo nel tempo, immobilizzandolo.

Si era messo in mezzo agli occhi la pietà, il sogno del Poeta. E c’è chi lo ha visto piangere, nascosto in quello scuro.

Ci ha chiesto di sorgere, dentro al suono del suo appello. Ha chiesto alla nostra pace di andargli incontro; perché dobbiamo avere presente che la vita è un’infezione velenosa, e non dobbiamo scordarlo. Ha dato alle sue parole la figura e lo spirito di chi è ancora fermo nel vuoto, o in un angolo cieco. E di chi fugge, perché da loro impallinano anche le mosche.

favino
ANSA/CLAUDIO ONORATI

Favino ha dato il valore della bestemmia alle sue lacrime: perché noi continuiamo ad avere nel cuore il cemento armato, e dimentichiamo di avere avuto tutti il sangue da Dio, e che solo al Diavolo non importa dove vanno a finire le nostre anime. Il potere ci rende la morte, ci conduce al massacro, mette al palo della gogna l’intera umanità, e ci fa chiamare stranieri, l’uno dell’altro. Che l’indifferenza è un inganno che ci impongono, per ordinare la carità come un utile strumento di guerra.

Favino ha voluto strappare le favole sulla fratellanza, per rivendicare il diritto alla verità. Ci ha chiesto di ridurre in frantumi il nostro silenzio borghese, e di non lasciarci mai più censurare la voce.

favino

In quello scuro, Favino, è stato un razzo di segnalazione, e ci ha spaccato gli occhi. E ci voleva abbracciare con ogni parte del corpo e io pregavo che quell’attimo non finisse: diventasse bandiera, opera magnifica. E ho pensato al fermento dell’accoglienza, al freddo del mare, al tempo che è una mamma satanica. E ho pensato a chi vuole smetterla perché è passato dalla nascita alla solitudine. Ho pensato, ascoltando l’alfabeto doloroso di quella denuncia, quanto fossimo tutti estranei alla nostra stessa vita.

Favino per tre minuti ci ha fatto ritrovare la Fede, la bocca di Cristo, la coscienza.

L’ho seguito, improvvisamente muto, nel pianto.

favino

Commento su FMD