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David Zard e il ricordo di un amico…

David Zard ricordato da un amico, il produttore Charlie Rapino, che snocciola ricordi di vari episodi che hanno avuto come protagonista "King David" e le sue "gesta"...

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david zard
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di Charlie Rapino

David Zard ricordato dal produttore Charlie Rapino.

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Un amico degli anni ruggenti dell’industria della musica e della mia vita personale e professionale se n’è andato via con te, King David … mannaggia.
Hai sconfitto tutti e resistito a tutto, ma non alla fottuta morte.

Erano gli anni della Musica e Candelotti, degli autonomi che chiedevano la musica gratis, con te che salivi sul palco – e credetemi cari lettori ci volevano molte palle per salire su di un palco negli anni ’70 – dicendo ai ragazzi scatenati sotto il palco: “Se la musica la volete gratis accendetevi la radio!”. Hai resistito alle molotov al concerto dei Led Zeppelin nel ’71 al Vigorelli, e alla polizia che menava. Assieme al tuo migliore “nemico preferito”, l’altra pietra angolare del Music Business, Franco Mamone, avete costruito e gettato le fondamenta della musica live, e non solo in Italia.

Li hai portati tutti tu, dagli Zeps ai Rolling Stones, nel memorabile concetto dell ’82 a Torino. Avevi “visione” e sapevi promuovere e guardare avanti, tanto avanti. Siamo un po’ tutti venuti a scuola da te e Mamone alla fine, negli anni in cui il music business non si imparava in qualche università, ma sulla strada. Voi la vita spericolata l’avete veramente fatta, non ci avete scritto una canzone.

Hai riempito i palazzetti con i Genesis, insieme a Peter Gabriel quando a malapena riuscivano a riempire un club a Coventry. Chissà, forse senza di te oggi sarebbero dei commercialisti… mah. Famoso l’episodio del furto della chitarra a Steve Hackett, quando tu facesti aprire di domenica un negozio di strumenti a Torino … e poi commosso regalasti una Les Paul nuova di pacca al buon Steve.

Gail Colson mi raccontò una volta che, una sera, tentasti di regalarle la tua porsche come anticipo sui concerti. Leggevo le avventure di voi impresari attraverso gli articoli di Armando Gallo su Ciao2001, mi facevate sognare, tanto da voler diventare come voi, un imprenditore della musica.

Una sera a Parma, durante un meeting, tu e Franco teneste banco nell’unico bar aperto. C’eravamo tutti, Maurizio S., Claudio T., Roberto M., Francesco S., eravamo tutti con la pancia tra le mani dalle risate, fino alle 4 di mattina. “Paff! Voom!”. Mentre a Londra un’altra sera, durante l’organizzazione del ILMC, decisero di far cantare te, Mamone e Trotta … replicando un’assurdo contest alla “tre tenori”. Competizione spietata quella serata, fino alle 5 del mattino!

Da grande ebreo quale eri, odiavi il razzismo in tutte le sue forme. Un giorno, quando fui insultato da qualcuno come sporco italiano di merda, mi dicesti: “mandalo da me che poi vedi che gli dico“.

La più bella serata per me fu una cena a Londra, con te e Franco all‘hard rock cafe mentre si mangiava un Burger insieme, ed io in mezzo a voi ad ascoltare, come un bambino di otto anni, le vostre wondrous stories … ”ti ricordi quella manager?”. Vi querelavate a vicenda un giorno si e l’altro pure, ma poi andavate a cena insieme … ”Tanto c’e un giudice che è pagato per decidere!“ chissene…

Sono convinto che dovunque tu sia lassù, sei con Franco mentre, coi vostri gessati, vi dividete un burger raccontandovi cose.
King David Rest in peace, te Lo meriti. Hai dato molto di più di quanto hai preso.

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