Home Musica Interviste Barbara Rubin con l’arte e “Luna Nuova” parla della violenza sulle donne...

Barbara Rubin con l’arte e “Luna Nuova” parla della violenza sulle donne – INTERVISTA

Barbara Rubin con il suo nuovo progetto "Luna Nuova" disegna e denuncia uno degli argomenti più importanti e attuali, la violenza sulle donne.

171
0
SHARE
Barbara Rubin
Voto Autore
Voto Utenti
[Total: 1 Average: 4]

Ritrovo Barbara Rubin dopo molto tempo, e il nuovo progetto disegna e denuncia uno degli argomenti più importanti e attuali, la violenza sulle donne.

Parlare di musica in questo caso appare riduttivo, giacché si tratta di un “contenitore di arte, ovvero musica, fotografia, poesia, racconti di vita vissuta e di filosofia, ideato da me e dalla fotografa e poetessa Simona Sottocornola”, racconta la Rubin.

Mini album, tre brani, uno strumentale, “Gradalis”, a cui si aggiungono “Luna Nuova” e “Libera”.

Barbara Rubin è una splendida polistrumentista, ma i suoi talenti specifici sono in questo caso funzionali alla sottolineatura di un problema sociale di qui siamo tutti testimoni quotidianamente, qualcosa che trova facile amplificazione mediatica, che però non cammina di pari passo con la ricerca concreta delle soluzioni, perché eliminare atteggiamenti culturalmente  radicati e sempre cosa ardua.

Viene naturale chiedere all’artista, privilegiato per capacità  e possibilità espressiva, quale possa essere il suo ruolo o meglio, cosa si possa fare concretamente utilizzando, ad esempio, la musica.

L’intervista a seguire fornisce una possibile chiave di lettura.

Le tracce…

“Gradalis” propone una trama struggente, che nella mente dell’autrice ha un significato preciso: “Ho voluto rappresentare la femminilità, la sua centralità nel fare da sorgente e da collante sociale, e ho scelto come strumento la viola, perché il ruolo che può avere questo strumento in un’orchestra è lo stesso che ha la donna nella società, vale a dire, la possibilità di stabilire l’equilibrio di una civiltà che ancora zoppica e inciampa sui pregiudizi.”

“Luna Nuova” racconta della forza e del coraggio che occorre avere per ricominciare, dopo aver subito una violenza: “Questa primavera lo vedrai, camminerò da sola, non importa se verrai a cercarmi fino in capo al mondo, credi, troverai la porta chiusa…”.

Libera” descrive la difficoltà psicologica in cui si vengono a trovare le donne che subiscono violenza, annichilite e asciugate nei pensieri e nei ricordi; la violenza è un ombra che oscura una vita intera, ma…la luce rivela la mia nostalgia, e anche se tu chiudi le tende il sole non si spegne…”.

La lettura dell’intervista a seguire sarà chiarificatrice di un progetto artistico che va condiviso e che si spera troverà la massima rilevanza, incontro di idee e piacere musicale che toccherà il cuore e la mente di ogni persona sensibile.

Barbara Rubin


INTERVISTA a Barbara Rubin

Partiamo da… Barbara Rubin: avevo perso le tue tracce! Che cosa hai realizzato negli ultimi tre anni, musicalmente parlando?

E’ vero Athos, per ben tre anni mi sono allontanata un po’ dalle scene, in particolare dal web, per occuparmi di alcune cose della mia vita, approfondire il mio lavoro di insegnante in cui credo profondamente, e per tornare a dedicarmi alla parte strumentale della mia musica, con il violino e la viola. Questa fase, musicalmente parlando, ha dato vita ad un album composto e prodotto insieme alla pianista Veronica Fasanelli, dal titolo “Operauno”. Sono 15 tracce di musica per violino e pianoforte, che hanno riscosso un certo successo dal vivo. E’ un auto-produzione che abbiamo orgogliosamente potuto mandare in ristampa. Oltre a questo, contemporaneamente alla realizzazione di “Luna Nuova”, che mi ha occupato considerevolmente, ho scritto molta musica, che sarà parte di una produzione futura.

Il tuo mini-album a cui accennavi, “Luna Nuova”, è legato ad un argomento ben preciso, quotidiano e drammatico, la violenza sulle donne: mi racconti a ruota libera?

“LUNA NUOVA… il coraggio che non ho mai avuto prima” è un progetto contro la violenza sulle donne che nasce con l’intento di sensibilizzare la gente su questa tematica. E’ un contenitore di arte… musica, fotografia, poesia, racconti di vita vissuta e di filosofia, ideato da me e dalla fotografa e poetessa Simona Sottocornola. Vuole essere una finestra sulla problematica, rivolta verso una via di uscita… tutte le forme artistiche parlano di speranza, di rinascita e l’arte si pone come una fedele alleata in questo. I nostri lavori hanno dato vita a due produzioni: il mio CD “Luna Nuova” e un Libro contenente Fotografie, Poesie, Racconti ed altro… si intitola “Luna Nuova… Il coraggio che non ho mai avuto prima”. L’idea ci fu lanciata durante l’estate 2016 da Ross Rox, un’amica di Simona, sapendo che io, lei,  ed altre amiche comuni, come la pittrice Rossella Esposito e la poetessa Gloria Mezzetti, avevamo già del materiale completo, o allo stato embrionale, di alcune opere che trattavano l’argomento. A queste si sono aggiunti un racconto di vita vissuta di Paola P. e il prezioso intervento di Monica Daccò, ricercatrice in Filosofia e consulente di comunicazione. Di grande rilievo e potenza comunicativa sono i protagonisti immortalati nelle fotografie di Simona Sottocornola… cito in particolare Simona Tornotti e Lorena Sacchetto, valida promotrice del progetto nonché voce recitante durante alcuni dei nostri spettacoli. Martina Donà è l’altra bellissima voce recitante, nonché curatrice della grafica di Luna Nuova e di tutti i nostri lavori recenti.

La parte musicale è tutta tua, ma il progetto appare qualcosa che va oltre la musica, e in questo senso appare importante l’intervento della da te citata Simona Sottocornola: che tipo di connubio è il vostro?

Il nostro è un connubio umano – poiché il nostro è un forte legame – e senza dubbio artistico. Non è la prima volta che svolgiamo un lavoro insieme… La proiezione delle sue fotografie durante i live di Opera uno, con Veronica Fasanelli, ha dato vita a “Painted Sounds” che è il  titolo delle nostre rappresentazioni di musica e fotografia. Simona è anche una poetessa al suo secondo Libro; il primo, del 2015, si intitola “Una sedia per aspettare”, edito da Schena, e il secondo è appunto “Luna Nuova… il coraggio che non ho mai avuto prima”, edito da Youcanprint.

L’apertura è affidata ad una traccia strumentale: la musica può avere la stessa forza delle parole quando l’argomento è concreto e ben focalizzato? 

A volte i pensieri corrono più forte delle parole, ma forse non più della musica… suonando è possibile coglierli così come sono, appena nascono… in quel momento sembra proprio che la musica mescoli facilmente la sua sostanza a quella dell’anima.

Cosa hai voluto evidenziare con “Gradalis”, il brano a cui accennavo?

“Gradalis”, come tanti sapranno, è il nome antico in latino del Graal. Ho voluto rappresentare la femminilità, la sua centralità nel fare da sorgente e da collante per la società. Non sono così cervellotica da imbastire un discorso filosofico… questa immagine collegata ad una simbologia così forte, essenziale, mi ha generato un sentimento che ho tradotto imbracciando lo strumento; ho scelto la viola perché, oltre ad aver allacciato un rapporto simbiotico con questo strumento, trovo che sia molto femminile. Parlo di una femminilità forte, centrale, indispensabile anche se discreta. E’ come una madre… ha un ruolo cardine che ha la capacità di suggestionare con un fascino antico. Il ruolo che può avere questo strumento in orchestra è lo stesso che ha la donna nella società vale a dire, la possibilità di stabilire l’equilibrio di una civiltà che ancora zoppica e inciampa sui pregiudizi.

Puoi entrare nel dettaglio delle liriche di “Libera” e “Luna Nuova”?

“Luna Nuova”, già nelle prime battute rivela il significato più importante della canzone e del progetto stesso: “Primavera ritorna…”, primavera intesa come un ricordo della gioventù, la prima parte della vita, ma anche come stagione di rinascita, dove tutto in natura torna a vivere: “Ho deciso di andare via…”, ho deciso… questa è la cosa terribilmente difficile per una donna prostrata dalla violenza, tornare a pensare di poter decidere, è quel “coraggio che non ho mai avuto prima”.

“Libera” è un idea che nasce in una donna sveglia al crepuscolo, che nei pochi momenti in cui la quiete regna nella sua casa, vede un immagine, un flash, come uno “scatto di fotografia” che anche qui ritrae un’immagine di gioventù… “in questa atmosfera, la luce rivela la mia nostalgia”… l’immagine  nostalgica, eco del passato, diventa un desiderio per il futuro. “Tu non sei più la mia religione, il pensiero, la voce, l’assurda bugia”. Molto spesso le donne che subiscono violenza, soprattutto psicologica, non osano più pensare, esprimersi con la loro testa e a loro modo, dimenticando chi sono e quanto hanno lottato per essere quello che sono. La violenza è un ombra, un eclissi sulle loro vite… “… ma anche se tu chiudi le tende, il sole non si spegne”.

Ritorno in parte ad una domanda precedente: qual è secondo te il ruolo di un artista quando si decide di fare opera di denuncia, ma avendo come obiettivo la concretezza?

La storia ci ha insegnato che le parole, sulle ali della musica, prendono un’accelerazione incredibile, un’efficacia, una capacità di coinvolgimento non indifferenti. Io penso che ognuno possa spendere un pò del meglio di sé per una causa in cui crede. La musica, la poesia, la fotografia sono ciò che di meglio abbiamo da offrire… devo precisare che durante gli Eventi di Luna Nuova, abbiamo invitato e inviteremo degli specialisti, psicologi, volontari, rappresentanti delle forze dell’ordine e autorità che nella zona dove si svolge lo spettacolo operano concretamente per combattere il problema. Si tratta infatti di vere e proprie conferenze all’interno di un evento di arte varia. Una canzone può aprirti gli occhi, può invitarti ad ascoltare un tema, o a gridare un disagio, ma poi ci vuole un intervento più specialistico e noi ogni volta cerchiamo una sinergia con gli enti locali che fin ora è stata corrisposta notevolmente.

Quanto sono importante per te, in questo preciso momento, gli aspetti spirituali?

Spirituali … intendi religiosi? Io sono di fede Cristiana, ho dentro di me questo sentire … Gradalis è sicuramente una simbologia Cristiana. Ciò su cui rifletto spesso, riguardo tali insegnamenti, è un valore in particolare: la “comprensione” del dolore altrui, dell’individuo e dei suoi bisogni… dentro questa parola si possono trovare virtù fondamentali… è cura per l’altro, è amore puro. Dove c’è violenza, non c’è  comprensione.

”Luna Nuova” è un album che potrà essere ascoltato anche dal vivo?

Durante i tre eventi svolti fin ora ho cantato e suonato i brani dal vivo sulle basi originali del disco. Non è facile coinvolgere altri musicisti perché queste performance non sono remunerate ma sono a scopo benefico. In alternativa, per i prossimi concerti, metterò a punto anche una versione più acustica, che più si addice a certi contesti, in cui canterò mi accompagnandomi al pianoforte.

Quali sono i tuoi propositi musicali all’inizio di questo nuovo anno?

Spero che entro e non oltre quest’anno sarò in grado di pubblicare un album che già ora è in fase di registrazione… non dico di più, se non che i brani di Luna Nuova non saranno inclusi nel disco.

Barbara Rubin

Commento su Faremusic.it