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Manuale di sopravvivenza elettorale

La Campagna elettorale è iniziata e con essa è iniziata una sorta di guerriglia tra fondamentalisti politici, cecchini muniti di tastiera che si appostano in rete, tossici dell’urna, tifo da stadio che culturalmente parlando nulla ha a che vedere con gli interessi di un Paese

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E’ già iniziata la guerriglia elettorale.
Cecchini muniti di tastiera si appostano tra i post.

Non so voi, ma io purtroppo ne sono bersagliato. Ferite psicologiche profonde che provocano uno strano e inatteso rigonfiamento nel basso ventre, altrimenti detto Orchite.

L’ossessione della campagna elettorale da parte dei vari fondamentalisti digitali è materia per gli esperti di antropologia che perlomeno hanno l’accortezza di leggere più libri che post su facebook. Che cosa spinga la maggioranza degli italiani (quelli che ancora votano) a interessarsi ai partiti è davvero un mistero non svelato. E’ ora che la scienza se ne occupi seriamente.

In metrò ogni mattina vengo taggato da un fiume di venditori di pozioni magiche, pusher della peggior specie propagandistica. Spacciatori di tagli alle tasse, di milioni di posti di lavoro, fuoriuscita dall’Europa, pace nel mondo, sconfitta del cancro entro la prossima legislatura, pari diritti tra uomini e animali, divorzio lampo in 12 ore, autonomia della Rai dai partiti e vai con la fiera dei sogni.

L’italiano medio è colui che cerca ancora un leader messianico dotato di bacchetta magica che possa trasformare il Paese in un vero e proprio Stato. Da Mussolini in poi questa è ancora oggi la speranza di milioni di elettori italiani. Nessuno riflette sul semplice fatto che con questa legge elettorale niente potrà mai cambiare, Mattarellum, Rosatellum, Orchitellum che sia. L’italiano va a votare il leader, neanche più il partito o la coalizione. Si parla solo di Renzi, di Berlusconi o di Grillo.

A costoro sfugge il fatto che la Germania in queste ore ha fondato un’alleanza tra Schultz e la Mekel che mette al primo posto gli interessi della nazione e del popolo tedesco e non dei singoli partiti. In Italia tutto questo è impossibile. Siamo rimasti ai tempi degli Orazi e Curiazi, Guelfi e Ghibellini e delle Repubbliche marinare. E’ persino impossibile accordarsi tra i leader della stessa coalizione o dello stesso partito, figuriamoci tra tutti. Risibile a questo proposito l’epiteto di stalinista che Maroni ha rivolto a Salvini. Neanche Crozza ci sarebbe arrivato. In questo poi la sinistra, centro sinistra o come diavolo volete chiamarla è la prima in classifica.

Pensiamo alla discesa in campo di Giorgio Gori a Governatore della Lombardia. Se andiamo a leggere i commenti su ogni suo post elettorale, viene la pelle d’oca. Sembra che si parli di Inter e Juventus. Rarissime sono le riflessioni su ogni specifico tema. Il 90 per cento vertono su accuse impietose o elogi spropositati nei confronti del candidato. Del suo programma non se ne parla mai.

Non parliamo poi della situazione romana, altro caso da congresso scientifico. In questo scenario pandemico l’unica soluzione è mettere in pratica una sorta di manuale per la sopravvivenza intellettuale e culturale che possa metterci al riparo da qui al 4 marzo. Una sorta di vaccino infallibile.

Prima cosa è bannare dalle proprie amicizie i fondamentalisti politici, i tossici dell’urna. Mai avventurarsi in dibattiti, neanche esprimendo con un tono pacato, un dubbio o un quesito, perché si viene subito assaliti da ingiurie, offese, equivoci di ogni sorta. Se fai un commento ironico su Di Maio vieni subito taggato come un renziano. Idem il contrario. Si travalica il fanatismo religioso anche oltre le faccine emoticon.

O si è un’anima pura o un peccatore conclamato. Un onesto o un ladro, un buono o un cattivo, un fascista o un comunista.

Un interista o uno juventino praticamente. Tifo da stadio che culturalmente parlando nulla ha a che vedere con gli interessi di un Paese. Quindi se proprio non volete bannare qualche vostro amico politicamente tenace su Facebook, perché magari non sta bene, mettetelo almeno in pausa per un mese, così leggerete meno fandonie e fanatismi.

Se possibile disertate anche i talk show perché di propaganda ne avete già fatto il pieno. Se proprio amate la tv e non avete voglia di uscire con gli amici e andare a teatro o al cinema, guardatevi qualcosa di interessante o di stimolante. Con 6000 canali digitali avrete tutto e di più a disposizione. I talk show da evitare li sapete. Meglio rivedere per la ventesima volta “Paris Texas” di Wenders o le repliche di “No Reservations” con Antony Bourdain.

Circa i giornali, potreste saltare le pagine di cronaca politica e concentravi sulla cronaca internazionale, le pagine culturali, quelle di spettacolo e lo sport. Avrete anche a disposizione una settimana infinita di canzoncine da gustare. Prima del 4 marzo ci sarà Sanremo, che bene non fa, ma perlomeno a cantare non saranno né Di Maio, né Berlusconi, né Renzi, né Salvini. Gli altri non pervenuti.

La soluzione televisiva migliore comunque è far finta di essere all’estero, quindi vedetevi fiction americane, show cooking cinesi, sport internazionale, tennis, rugby, sci, campionato di calcio russo (in rete si trova ed è anche più divertente del nostro perché si gioca sulla neve e sul ghiaccio). Meno roba italiana vedrete meglio sarà per voi, almeno fino al 4 marzo.

Chi ha tempo potrebbe anche fare dei corsi di lingua estera: cinese, giapponese, tedesco, arabo, etc…
Consigliatissima anche la cucina etnica per allenarvi a nuovi sapori, odori e digestioni.
Se qualche amico vi tira per la giacchetta per invitarvi a dibattiti, concertini, happy hour, flashmob a favore di partiti, liste, etc… dite che avete il bambino o la baby sitter con la febbre, tanto l’influenza durerà fino a fine febbraio. Dopo i giochi saranno già fatti per cui gli “eventi” elettorali saranno più o meno finiti.

Che dire ancora ? Ah si … guardate le previsioni almeno tre giorni prima del 4 marzo. Se ci sarà il sole fatevi un weekend lampo altrove. L’Italia offre un vasto campionario di possibilità alternative. Tornate il 4 a notte inoltrata per evitare le code in autostrada, così sarete stanchi dal viaggio e avrete una scusa perfetta per NON vedere alla tv gli exit pool elettorali.

Buona sopravvivenza nei prossimi due mesi. Il manuale non è a scopo di lucro, quindi fatelo girare. Suerte!

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Roberto Manfredi
Roberto Manfredi è figlio d’arte. Madre organista alla chiesa Valdese di Milano e insegnante di pianoforte. Padre pittore, musicista di oboe, diplomato al Conservatorio di Pesaro. La musica accompagna Roberto fin dalla tenera età, in cui canta gli inni protestanti, ( gospel e ballate ) e suona in casa con i suoi genitori. Studia il pianoforte e il basso elettrico. Poi terminati gli studi all’Accademia di Belle Arti a Carrara, entra nella discografia nel 1975 alla Produttori Associati dove si occupa di promozione e in particolare della promozione dei dischi di Fabrizio De Andrè, poi diventato suo amico negli anni a seguire. Dopo un anno si sposta alla Editori Associati, l’ Edizione musicale che fa parte della Ricordi e della produttori Associati. Nel 1976 produce il primo disco insieme al fratello Gianfranco e a Claudio Fabi. E’ la registrazione live dell’ultimo Festival di Re Nudo al Parco Lambro. Nel disco figurano artisti come Ricky Gianco, Eugenio Finardi, Area, Tony Esposito, Canzoniere del Lazio e molti altri. Passa poi nel gruppo RCA insieme a Nanni Ricordi seguendo parecchie produzioni discografiche dell’Etichetta indipendente Ultima Spiaggia e per la RCA stessa. In quegli anni produce gli album di Gianfranco Manfredi, David Riondino che lo fa conoscere a De Andrè che lo porta nel suo storico tour con la PFM e soprattutto l’album “Un Gelato al limon” di Paolo Conte. Scopre anche Alberto Fortis presentandolo dopo il periodo della RCA a Claudio Fabi e Mara Maionchi alla Ricordi. Durante questo periodo segue molte registrazioni di Enzo Jannacci, Claudio Lolli, Ricky Gianco, Ivan Cattaneo, etc… Passa poi come vice direttore artistico alla Polygram dove segue contemporaneamente una trentina di artisti sotto contratto, da Massimo Bubola a Carlo Siliotto, da Maria Carta a Roberto Benigni ( L’inno del corpo sciolto ) fino alla compilation “Luci a San Siro” di Roberto Vecchioni. Nel 1981 abbandona la Polygram, resosi conto che l’industria discografica si avviava al fallimento, e si trasferisce a Roma fondando con Pasquale Minieri, Anna Bernardini e Gaetano Ria la Società Multipla. Qui parte la produzione dell’operazione Mister Fantasy. Beppe Starnazza e i Vortici, con Freak Antoni nei panni del front man. Dopo l’album e due tournèe, seguono due singoli distribuiti dalla Cbs. Produce in seguito il supergruppo vocale The Oldies per la Rca ( con Nicola Arigliano, Cocky Mazzetti, Ernesto Bonino, Wilma De Angelis e Claudio Celli ) e l’ultimo album di Gianfranco Manfredi per la Polygram. Produce anche le colonne sonore del film “Liquirizia” di Salvatore Samperi e “Lupo Solitario”, programma di Antonio Ricci con Elio E Le Storie Tese, Banda Osiris e Skiantos. Contemporaneamente passa alla televisione come autore televisivo. Fonda anche la società Sorpresa SoS, che si occupa di promozione e produzione di concerti, servizi stampa e casting televisivi. Organizza e promuove concerti del management di Franco Maimone e Francesco Sanavio, quali Iggy Pop, Suzanne Vega, Lena Lovich e Nina Hagen, James Brown, Depeche Mode, The Kinks, Penguin Cafè Orchestra, Charlie Headen Liberation Orchestra e Sting. Poi decide di specializzarsi nel mondo televisivo e nei format musicali. E’ stato autore e capoprogetto di format quali Lupo Solitario, Fuori Orario, Mister Fantasy, Sanremo Rock, Segnali di Fumo, Tournèe, Super, Night Express, Italian Music Award, e “Supermarket” di e con Piero Chiambretti e di innumerevoli speciali monografici per Italia uno di artisti quali Elton John, Madonna, U2. Contemporaneamente produce gli home video “Mistero Buffo” di Dario Fo e “Storie del signor G” di Giorgio Gaber. Nel 1988 fonda il gruppo satirico “I Figli di Bubba” partecipando al Festival di Sanremo nella sezione Big. In seguito rimane come capoprogetto nella sezione tv della Trident Agency per oltre due anni e infine entra nella società Magnolia di Giorgio Gori come produttore esecutivo e autore. Dopo sette anni in cui produce ben quattro edizioni del format “Markette” di Piero Chiambretti, lavora per la ITC Movies per lo show di Maurizio Crozza “Crozza Alive” occupandosi anche di altre produzioni per Varie case di produzione tra cui Endemol e 3zero2 di Piero Crispino e Mario Rasini di cui è stato autore nel programma RAI DUE : “Delitti Rock”, E’ stato direttore artistico di vari eventi e manifestazioni di carattere nazionale e internazionale come “Il cinquantesimo anniversario della bomba di Hiroshima” presso la Sala Nervi in Vaticano dove ha riunito artisti come Dee Dee Bridgewater, Al Jarreau e Randi Crowford, è stato direttore artistico dei concerti per la Mostra Internazionale del Cinema di Venezia nel 1995 e dell ‘unico Festival di Musica africana a San Siro per il sostegno alla Liberia, insieme a George Whea e a Laura Boldrini, allora dirigente della World Food Program facendo suonare su due palchi paralleli artisti come Alpha Blondie, Youssou ‘n’dour, Salif Keita, Morikante, Buddy Guy, etc… Attualmente è Head manager new format media presso la società Infront per lo sviluppo e la produzione di nuovi format tv “made in Italy” , produttore esecutivo per la Società Magnolia e autore di “Eccezionale Veramente” su La7. Ha scritto quattro libri : “Talent Shop” ( dai talent scout ai talent show ), Nu Ghe Né ( dedicato all’amico Fabrizio de Andrè ) , “Freak, odio il brodo” ( omaggio a Freak Antoni ). Di prossima pubblicazione ( febbraio 2016 ) il volume “ SkANZONATA - Storia della canzone satirica, umoristica e comica italiana, dai futuristi a oggi”, per la Skira Editrice. Regista del film “ Il Sogno di Yar Messi Kirkuk” in emissione 2015 su Sky Sport 24 e di alcuni filmati industriali e video web per aziende quali Academia Barilla, Fiat, Omnitel, etc…

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