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Trio vincente quello di Gazzè-Consoli-Silvestri all’Auditorium Parco della Musica di Roma – I tre ironizzano sui Talent

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Trio vincente e convincente quello visto all’Auditorium Parco della Musica a Roma a fine dicembre 2017.

Tre mondi musicali e tre stili diversi accomunati dal loro essere unici e inimitabili: tecnica vocale, attenzione ai testi, accurata strumentazione, sono solo alcuni degli aspetti che uniscono Max Gazzè, Carmen Consoli e Daniele Silvestri.

Attraverso un  linguaggio che usa la codifica della poesia e della raffinatezza, senza mai rinunciare a quella velata ironia irriverente, i tre cantautori hanno fatto sì che la musica, nelle sue più svariate sfaccettature, fosse la protagonista indiscussa della serata del 27 Dicembre presso l’ Auditorium  Parco della Musica di Roma.

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Inizialmente erano previsti tre appuntamenti a cui poi, visto il grande seguito di fans, si è aggiunta una quarta data; 27, 28, 29, 30 dicembre: una quartina di appuntamenti musicali di classe, nata dall’idea di riproporre l’evento di Barolo che era stato a suo tempo annunciato come unico e irripetibile. In effetti, le quattro serate, sebbene inalterate nella struttura portante rispetto a quella di Barolo, si caratterizzano per la presentazione di 30 brani anziché 50, nonché per scelta di utilizzare una band unica: a fianco del basso di Gazzè, delle chitarre della Consoli, unite a quelli di Silvestri con le tastiere, si annovera Arnaldo Vacca alle percussioni e Max “Dedo”  De Domenico ai fiati e alle chitarre.

Durante l’inizio ognuno dei tre propone la canzone che forse più lo rappresenta: Daniele Silvestri canta “Questo Paese”, che è anche il primo ad esibirsi, Carmen Consoli “Il sorriso di Atlantide” e, per ultimo, Max Gazzè che con l’immancabile basso propone “Sirio è Sparita”.

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Tre artisti diversi con storie diverse e un lungo e prezioso repertorio svelato, canzone dopo canzone, ad un pubblico entusiasta; ognuno attraverso la sua personale modalità espressiva, con l’intento, come affermano le parole di Silvestri, di capire che effettivamente sono parecchie le cose in comune tra di loro. Certamente i tre artisti condividono il talento e un’esperienza alle spalle che, la cui mancata medianicità della loro musica, ha lasciato inalterata la loro autenticità.

Ecco allora come l’esibizione della cantantessa con “Il mio nemico”, coverizzata dal concorrente Enrico Nigiotti durante l’ultima edizione di X Factor, diventa lo spunto per prendere di mira il mondo dei talent e i suoi retroscena. L’affermazione della Consoli rivolta agli altri due “Chissà cosa avremmo fatto noi se avessimo cominciato a cantare ai tempi dei reality” pone il via ad una riflessione frammista ad una parodia messa in atto dai tre cantautori sui talent show, con un occhio di riguardo per X Factor, con tanto di sigla, giuria e concorrenti, nei panni dei quali i tre, a turno si improvvisano.

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Crediti Foto: Duccio Pasqua -da Instagram.
Gazzè, Consoli, Silvestri simulano un talent show

Gazzè dice che se fosse andato al talent lo “avrebbero cacciato subito“; Silvestri invece risponde dicendo che “se avessimo iniziato oggi, saremmo dovuti passare da lì“; la Consoli riflette ironicamente sugli “schemi” messi in scena durante le esibizioni dei concorrenti nei talent, ossia “devi avere un’inflessione americana, ma devi cantare in italiano“.

Tuttavia  la musica riprende il suo corso naturale, e dopo il tributo a Franco Battiato, attraverso un rush finale di hit quali “Testardo” e “La vita com’è”, il trio riesce persino a far ballare un pubblico non ancora esausto di fronte a questa rara ed inedita esposizione d’arte musicale che i tre mettono in scena.

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Sonia Bellin
Sonia Bellin nasce nel 1991 in provincia di Vicenza, dove tutt’ora risiede. Fin da piccola manifesta una passione per la lettura di racconti e poesie, che inizia a scrivere fin dall’età di sette anni. Contemporaneamente, l’interesse della musica, derivante soprattutto dalla grande disponibilità di dischi e dall’assiduo ascolto di questi da parte dei suoi genitori. Ben presto si appassiona sia al grande cantautorato italiano (come quello di Francesco De Gregori, dei Nomadi e di Antonello Venditti), sia alla musica Country- Rock internazionale di Bob Dylan, Neil Young ed Eagles. Frequenta il Liceo Scientifico ad indirizzo linguistico durante il quale, lavora come stagista in una redazione giornalistica di una rivista locale e, nella biblioteca civica della provincia. Dopo la laurea in Scienze della Comunicazione, conseguita presso l’Università di Verona, con una tesi sull’analisi della critica musicale, frequenta il corso di formazione professionale per giornalisti radiotelevisivi; dopodichè si iscrive al corso di laurea specialistica in Filosofia sempre a Verona, dove è tutt’ora iscritta la secondo anno di studi. Nel frattempo continua a serbare l’interesse per la scrittura, influenzata soprattutto dallo stile dei testi di Bob Dylan, Sonia cerca di dare la struttura “canzone” alle sue poesie, coltivando il sogno di diventare autrice. Sogno che in qualche modo, l’incontro con il cantautore Alfonso Oliver tramuta in realtà, dal momento che, in poco tempo diventa co-autrice del brano Big Bother, inciso dallo stesso cantautore. Si iscrive quindi alla Siae nella sezione musica, firmando anche altri testi, tra i quali un pezzo scritto con il produttore Gianni Testa e la cantante Manola Marchese. Attualmente collabora con alcuni artisti emergenti scrivendo per loro articoli e recensioni che, nello continuo scambio di opinioni le hanno permesso di arricchire la sua cultura musicale e di autrice.

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