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Gualtiero Marchesi, un uomo libero, un rivoluzionario, un’artista: “The Great Italian”

Gualtiero Marchesi, un vero GRANDE ITALIANO che ha reso grande la cucina italiana, uscito da poco con il docu-film “The Great Italian – Gualtiero Marchesi”, è morto all'età di 89 anni

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Gualtiero Marchesi
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Gualtiero Marchesi, un vero GRANDE ITALIANO che ha reso grande la cucina italiana.

Tre settimane fa sono stato invitato a presentare l’anteprima del film “The Great Italian – Gualtiero Marchesi” al Palazzo del Cinema a Milano. Con me sul palco c’erano i produttori Luca Rossi e Maurizio Gigola, quest’ultimo anche regista del documentario sul più grande chef italiano, recentemente scomparso.
Il film prodotto da “Food&Media International” non è una semplice biopic ma molto di più. E’ un viaggio quasi onirico sull’arte di Gualtiero Marchesi. Esatto: arte, perché definirlo uno chef è assai riduttivo. La sua cucina, come ben evidenziato nel film, si fonde con l’arte pittorica e visiva, delle opere di Pollock e Fontana, del minimalismo giapponese, e con le sonorità della musica composta da Giovanni Sollima, il più noto violoncellista italiano. Un film che seppur ricco di testimonianze e di interviste a vari personaggi, dai suoi ex allievi come Cracco e Oldani, da Petrini di slow food a Bottura, ha il merito di rappresentare la cucina di Marchesi come un’autentica ricerca, una passione cercata, voluta e difesa per un’intera vita.

Gualtiero Marchesi

Marchesi passeggia sulle sponde del Naviglio grande, così come a Venezia, o a Trieste, in Francia davanti al Louvre e ancora a Tokyo, dove prepara con le sue mani le sue ricette più note, che agli occhi degli spettatori appaiono come autentiche opere pittoriche. Ogni dettaglio è curato con grande attenzione e armonia.

Nessuno dei presenti nella sala dell’ex cinema Anteo era a conoscenza, che da lì a qualche settimana dopo, Marchesi lasciasse questa valle di lacrime in silenzio e con la consapevolezza di essere arrivato alla fine del suo viaggio. Nelle prime file c’erano attrici come Nastassja Kinsky , Eleonora Vallone e Daniela Poggi, tanti chef, giovani e non, l’ex direttore della Guida Michelin, Giampaolo Galloni, l’ex direttore di Academia Barilla, Gianluigi Zenti, critici gastronomici e giornalisti. Tutta gente che è stata in contatto in modi diversi con l’artista Marchesi.

Dopo la proiezione, tutti parlavano di lui, tra aneddoti e diverse interpretazioni circa il suo rapporto con il business, a partire dalla sua garbata controversia nei confronti dell’istituzione Michelin. Qualcuno la ricordava come “restituzione delle 3 stelle”, quindi come un autentico rifiuto, qualcun altro come una calcolata azione strategica, dato che la sua scuola aveva sostituito l’attività del suo ristorante. In ogni caso, tutti riconoscevano il suo nobile gesto: quello di un uomo libero che prendeva comunque le distanze dal mondo “accademico” e dalla critica ufficiale e che non desiderava più essere oggetto della loro attenzione e della loro volontà di alzare o abbassare le quotazioni economiche e commerciali della sua creatività.

Gualtiero Marchesi

 

In questo Marchesi era divenuto anche contro la sua volontà, un mito. Come Woody Allen che non ritirò l’Oscar a Hollywood, preferendo suonare il suo clarinetto in un club jazz di Manhattan.

Quanti artisti liberi esistono ancora nel mondo? Quanti si allontanano dai compromessi per continuare ad esplorare? Pochi. Marchesi era uno di questi. Un uomo mite ma caparbio, aperto al mondo ma che adorava il suo Paese, un uomo che ha trasformato la cucina della mamma in un un’esperienza sensoriale. Un ricercatore, un rivoluzionario, un innovatore. Uno che ha accostato la cucina all’arte e alla scienza, senza vantarsene. Uno che non ha mai buttato un piatto non riuscito per terra come purtroppo fanno alcuni suoi ex allievi in tv. Il buon cibo non si spreca, così come la vita.

Il film uscirà nelle sale italiane in primavera. Se avete voglia di qualcosa di diverso andatelo a vedere. Non ci sono effetti speciali. Lo è già la sua cucina.

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Roberto Manfredi
Roberto Manfredi è figlio d’arte. Madre organista alla chiesa Valdese di Milano e insegnante di pianoforte. Padre pittore, musicista di oboe, diplomato al Conservatorio di Pesaro. La musica accompagna Roberto fin dalla tenera età, in cui canta gli inni protestanti, ( gospel e ballate ) e suona in casa con i suoi genitori. Studia il pianoforte e il basso elettrico. Poi terminati gli studi all’Accademia di Belle Arti a Carrara, entra nella discografia nel 1975 alla Produttori Associati dove si occupa di promozione e in particolare della promozione dei dischi di Fabrizio De Andrè, poi diventato suo amico negli anni a seguire. Dopo un anno si sposta alla Editori Associati, l’ Edizione musicale che fa parte della Ricordi e della produttori Associati. Nel 1976 produce il primo disco insieme al fratello Gianfranco e a Claudio Fabi. E’ la registrazione live dell’ultimo Festival di Re Nudo al Parco Lambro. Nel disco figurano artisti come Ricky Gianco, Eugenio Finardi, Area, Tony Esposito, Canzoniere del Lazio e molti altri. Passa poi nel gruppo RCA insieme a Nanni Ricordi seguendo parecchie produzioni discografiche dell’Etichetta indipendente Ultima Spiaggia e per la RCA stessa. In quegli anni produce gli album di Gianfranco Manfredi, David Riondino che lo fa conoscere a De Andrè che lo porta nel suo storico tour con la PFM e soprattutto l’album “Un Gelato al limon” di Paolo Conte. Scopre anche Alberto Fortis presentandolo dopo il periodo della RCA a Claudio Fabi e Mara Maionchi alla Ricordi. Durante questo periodo segue molte registrazioni di Enzo Jannacci, Claudio Lolli, Ricky Gianco, Ivan Cattaneo, etc… Passa poi come vice direttore artistico alla Polygram dove segue contemporaneamente una trentina di artisti sotto contratto, da Massimo Bubola a Carlo Siliotto, da Maria Carta a Roberto Benigni ( L’inno del corpo sciolto ) fino alla compilation “Luci a San Siro” di Roberto Vecchioni. Nel 1981 abbandona la Polygram, resosi conto che l’industria discografica si avviava al fallimento, e si trasferisce a Roma fondando con Pasquale Minieri, Anna Bernardini e Gaetano Ria la Società Multipla. Qui parte la produzione dell’operazione Mister Fantasy. Beppe Starnazza e i Vortici, con Freak Antoni nei panni del front man. Dopo l’album e due tournèe, seguono due singoli distribuiti dalla Cbs. Produce in seguito il supergruppo vocale The Oldies per la Rca ( con Nicola Arigliano, Cocky Mazzetti, Ernesto Bonino, Wilma De Angelis e Claudio Celli ) e l’ultimo album di Gianfranco Manfredi per la Polygram. Produce anche le colonne sonore del film “Liquirizia” di Salvatore Samperi e “Lupo Solitario”, programma di Antonio Ricci con Elio E Le Storie Tese, Banda Osiris e Skiantos. Contemporaneamente passa alla televisione come autore televisivo. Fonda anche la società Sorpresa SoS, che si occupa di promozione e produzione di concerti, servizi stampa e casting televisivi. Organizza e promuove concerti del management di Franco Maimone e Francesco Sanavio, quali Iggy Pop, Suzanne Vega, Lena Lovich e Nina Hagen, James Brown, Depeche Mode, The Kinks, Penguin Cafè Orchestra, Charlie Headen Liberation Orchestra e Sting. Poi decide di specializzarsi nel mondo televisivo e nei format musicali. E’ stato autore e capoprogetto di format quali Lupo Solitario, Fuori Orario, Mister Fantasy, Sanremo Rock, Segnali di Fumo, Tournèe, Super, Night Express, Italian Music Award, e “Supermarket” di e con Piero Chiambretti e di innumerevoli speciali monografici per Italia uno di artisti quali Elton John, Madonna, U2. Contemporaneamente produce gli home video “Mistero Buffo” di Dario Fo e “Storie del signor G” di Giorgio Gaber. Nel 1988 fonda il gruppo satirico “I Figli di Bubba” partecipando al Festival di Sanremo nella sezione Big. In seguito rimane come capoprogetto nella sezione tv della Trident Agency per oltre due anni e infine entra nella società Magnolia di Giorgio Gori come produttore esecutivo e autore. Dopo sette anni in cui produce ben quattro edizioni del format “Markette” di Piero Chiambretti, lavora per la ITC Movies per lo show di Maurizio Crozza “Crozza Alive” occupandosi anche di altre produzioni per Varie case di produzione tra cui Endemol e 3zero2 di Piero Crispino e Mario Rasini di cui è stato autore nel programma RAI DUE : “Delitti Rock”, E’ stato direttore artistico di vari eventi e manifestazioni di carattere nazionale e internazionale come “Il cinquantesimo anniversario della bomba di Hiroshima” presso la Sala Nervi in Vaticano dove ha riunito artisti come Dee Dee Bridgewater, Al Jarreau e Randi Crowford, è stato direttore artistico dei concerti per la Mostra Internazionale del Cinema di Venezia nel 1995 e dell ‘unico Festival di Musica africana a San Siro per il sostegno alla Liberia, insieme a George Whea e a Laura Boldrini, allora dirigente della World Food Program facendo suonare su due palchi paralleli artisti come Alpha Blondie, Youssou ‘n’dour, Salif Keita, Morikante, Buddy Guy, etc… Attualmente è Head manager new format media presso la società Infront per lo sviluppo e la produzione di nuovi format tv “made in Italy” , produttore esecutivo per la Società Magnolia e autore di “Eccezionale Veramente” su La7. Ha scritto quattro libri : “Talent Shop” ( dai talent scout ai talent show ), Nu Ghe Né ( dedicato all’amico Fabrizio de Andrè ) , “Freak, odio il brodo” ( omaggio a Freak Antoni ). Di prossima pubblicazione ( febbraio 2016 ) il volume “ SkANZONATA - Storia della canzone satirica, umoristica e comica italiana, dai futuristi a oggi”, per la Skira Editrice. Regista del film “ Il Sogno di Yar Messi Kirkuk” in emissione 2015 su Sky Sport 24 e di alcuni filmati industriali e video web per aziende quali Academia Barilla, Fiat, Omnitel, etc…

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