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Nicola Cavallaro, la voce italiana che ha conquistato la Francia – INTERVISTA

Nicola Cavallaro, potente voce italiana che a The Voice Francia ha conquistato tutti anche l' UNIVERSAL FRANCE-MERCURY MUSIC GROUP. Monster è il 1mo singolo che vede la partecipazione di due autori dell'Officina della Musica e delle Parole, Diego Ceccon e Davide Sartore.

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nicola cavallaro
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Nicola Cavallaro, barba folta, sguardo penetrante, voce profonda e presenza scenica di chi il palco lo incendia anche solo con un gesto.

Questo cantautore di Catania potrebbe essere descritto in queste poche parole, eppure lui ha molto di più da raccontare e lo dimostra ogni volta che ci regala una performance.

La sua voce inconfondibile, così potente e graffiante ma allo stesso tempo capace di raggiungere le note più intime della musica con grande sensibilità, ha un sapore rock e un retrogusto di soul e blues che si unisce alla continua sperimentazione di nuove sonorità con confidenza e maturità artistica.

Nicola Cavallaro di anni ne ha solo 26 ma ha alle spalle una vita alla ricerca dell’adrenalina in ogni sua forma e porta nella sua carriera da cantautore tutta la tenacia e la sicurezza apprese durante gli anni da paracadutista della Folgore, la dedizione e la meticolosità necessarie agli studi in medicina che ha quasi concluso, e la creatività e l’entusiasmo di chi ha deciso di dare tutto alla musica.

Di questo carisma si accorge prima il web, con centinaia di migliaia di visualizzazioni su YouTube e poi i vari talent show italiani, a cui Nicola inizialmente rinuncia perché la sua carriera musicale è all’inizio e non vuole bruciare le tappe in favore dei riflettori.

nicola cavallaro

Nel momento giusto, dopo centinaia di palchi italiani calcati con la sua band e con un progetto solido in mano, partecipa alle blind audition di The Voice Francia dove batte ogni record: in 15 secondi conquista l’approvazione di tutti e 4 i coach del programma.

Anche il pubblico francese, travolto dall’energia di Nicola ed incollato allo schermo durante le esibizioni, lo accoglie con standing ovation e lo porta in finale.

Entrato a pieno diritto nel cuore di francesi ed italiani, Nicola Cavallaro firma un contratto discografico della durata di 5 anni e 3 album con “UNIVERSAL FRANCE, MERCURY MUSIC GROUP” e risponde a questo grande affetto con un progetto discografico ambizioso e poliedrico che ci trasporterà nel suo mondo artistico in cui la musica è amore e condivisione, e la sincerità delle emozioni l’unica via per la libertà.

nicola cavallaro

INTERVISTA A NICOLA CAVALLARO

Sicilia fucina di ottimi talenti, molti dei quali catanesi come te, Mario Biondi, Carmen Consoli, Mario Venuti, ma anche in campo jazzistico come Max Ionata o i giovanissimi e talentuosi SNIPS.
A cosa credi sia dovuto questo fervore creativo?

Mah, credo che la creatività nasca anche dalla voglia di non restare in silenzio ma piuttosto esprimere le proprie idee. Il Musicista non può far altro che esprimersi grazie ai propri versi e alle note che “circondano quest’ultimi. Sicuramente abitare al sud ha fatto in modo che la cosiddetta “comunità musicale” si sentisse quasi in dovere di esprimersi con una umile prepotenza. E’ inevitabile stereotipare la realtà siciliana attraverso una sorta di “arretratezza”, dunque noi combattiamo gli stereotipi. Ci tengo a precisare comunque, che io come secondo me i miei colleghi, avremmo intrapreso il percorso Musica anche abitassimo su dei monti dispersi.

La tua voce, sa passare dai toni dolci e suadenti del registro grave al ruggito scarnificante e rabbioso del registro acuto. Sei cosí anche di carattere?

 Amo essere di animo sincero perché credo nella forza della comunicazione che sfonda le barriere, quindi si, gradisco l’eleganza del rimanere piuttosto lucidi e calmi, ma posso anche trasformarmi in fuoco.

Nato sotto il segno dei Pesci, un segno che vanta un gran numero di Grandi Musicisti, fra cui due dei miei migliori amici di sempre. Credi nelle caratteristiche zodiacali?

Personalmente ho un rapporto particolare con l’universo dell’astrologia, ovvero non mi son mai dedicato alla cultura dei segni zodiacali ma facendo parte di quel filone di persone che ama definirsi “relativista”, adoro saziare la mia fame curiosa dedicandomi alle “energie positive” che a volte hanno legami con l’astrologia e l’universo da quel punto di vista.

Che effetto fa essere popolare all’estero, forse più che in Italia?

In realtà si, al momento sono più popolare all’estero che in Italia e questo fa sempre un certo effetto. Immagina di camminare per strada in Francia e di venir fermato frequentemente dalle persone, e poi immagina di arrivare nella mia città natale Catania e di passare quasi inosservato. Credo che questa cosa sicuramente aiuti se stessi anche a trovare un pò di tempo per, diciamo così, rilassarsi un pò anche se spero di cambiare presto questa situazione. Sia chiaro, non perché sono alla ricerca di continua popolarità, ma solo perché vorrà dire che la mia Musica è arrivata anche qui. La popolarità è, per me, sempre e solo una conseguenza, non l’obiettivo cardine.

Leggo nella tua biografia che sei prossimo alla Laurea in Medicina.
Come riesci a conciliare gli studi con il grande impegno artistico, con tanto di concerti e apparizioni televisive anche all’estero?

Questa è una domanda che mi faccio anche io a volte!
E’ molto complicato, diciamo che al momento sto dando priorità alla Musica poiché è letteralmente la mia vita e non fa parte della sfera lavorativa per me. Non appena avrò, mi auguro, stabilizzato un pò il “momento lancio artistico” proverò a conciliare un pò meglio le due cose.
 

Quanto autobiografico è il testo di Monster? O è solo un modo per sottolineare la tua voce da… orco?

Autobiografico al 101%, se posso citare Mr. Quentin Tarantino e uno dei suoi tanti personaggi: “amo scrivere solo riguardo ciò che conosco bene, ovvero la mia vita”. Poi, che sia stata scritta cercando di valorizzare la mia vocalità, è una condicio sine qua non perché una canzone vada bene a chi la canta. Gli orchi lasciamoli ironicamente nelle caverne.

So che la produzione e gli arrangiamenti sono di Umberto Iervolino, ma chi altri suona nel brano?

Lo stesso Umberto Iervolino al pianoforte e tastiere, Raffaele Rufio Littorio (chitarre), Nadia Marchese e Paolo Provenzano (cori).

Domanda abbastanza retorica, ma… chi sono gli artisti cui ti senti più legato, nel senso del termine inglese “legacy”?

Guarda, mi permetto di dire che appartengo alla “vecchia scuola” quindi Led Zeppelin, Pink Floyd e via dicendo. Gli Zeppelin raggiungono la “sacralità” per me. 

Beh, allora mi spiazzi, avrei scommesso su qualcosa più… colorato.

Simpatizzo per il lato più “misterioso” e “oscuro” della scena. 

So che aprirai la trasmissione di Bonolis “Music” mercoledì 20 dicembre e per questo motivo l’Universal France ha concesso un’anticipazione per lo streaming di “Monster” solo sul territorio italiano, mentre il singolo verrà pubblicato ufficialmente a gennaio.
Nel frattempo state lavorando all’album che dovrebbe essere pubblicato ad aprile.
Cosa ci puoi anticipare di questo album d’esordio?

Essere ospitato a “Music” è stato un onore incredibile per me, sono salito sul palco colmo di rabbia, quella rabbia positiva che ti fa venire voglia di dimostrare quanto vali e di dare tutto. Del resto ero l’unico “emergente” in un universo costellato dai Big, ed è anche la prima volta che vengo presentato in Italia al grande pubblico. Non credo mi occuperò dell’apertura ma credo che mi esibirò all’incirca a metà trasmissione. Il singolo Monster verrà pubblicato in un’altra versione ovvero italo-inglese nel resto del mondo i primi di febbraio e a seguire anche la versione pubblicata potrà essere ascoltata ovunque. Riguardo l’album posso dire che siamo in dirittura d’arrivo e sono veramente orgoglioso del lavoro svolto. Ci saranno tanti inediti sia in inglese che italiano che francese, e non mancherà anche qualche cover che ha segnato il mio percorso. Il messaggio dell’album è racchiuso nella parola MONSTER, nel problema oggi di vivere secondo la legge del contrappasso: siamo accerchiati dai social che ci consegnano apparentemente le chiavi della facile comunicazione, ma a mio avviso abbiamo dimenticato come comunicare davvero. Ci tengo a ringraziare anche tutti quelli che hanno collaborato all’album e che ho sopra citato, è la squadra che fa la differenza, non il singolo 

Bene, ti faccio i migliori auguri per la tua carriera artistica e per la Laurea

Grazie! 

nicola cavallaro

 

RECENSIONE del singolo “Monster”, anteprima dell’album in fase di realizzazione la cui pubblicazione da parte della UNIVERSAL FRANCE è prevista per i primi mesi del 2018.

Primo singolo inedito per questo artista catanese dalla voce roboante che grazie alle numerosissime  visualizzazioni sul web si è fatto conoscere e apprezzare da una fascia sempre più vasta di pubblico e di addetti ai lavori.

Il brano “Monster” è stato composto da Diego Ceccon e Davide Sartore (di cui abbiamo parlato in un altro articolo), due giovani autori veneti sfornati dall’Officina della Musica e delle Parole, con la produzione di Umberto Iervolino (Enrico Ruggeri, Alexia, Francesco Renga, Gatto Panceri, Gianluca Grignani, Giuni Russo, Fausto Leali, Mario Venuti e i Timoria).
È un brano pop moderno introdotto dal pianoforte e sorretto da una ritmica elettronica a tratti leggera, quasi impercettibile, per diventare poi incalzante e robusta nei forte. Il tutto avvolto da un arrangiamento in cui predominano i tappeti di tastiere elettroniche e le voci di background in risposta a quella rabbiosa e potente di Nicola.

nicola cavallaro

TESTO MONSTER DI NICOLA CAVALLARO
(N. Cavallaro – D. Ceccon – D. Sartore)

I try to find someone, I won’t lie
I try to find a starry night
I try to find a beautiful mind

I try to find someone who makes me cry
while studying my smile
while I’m feeling so fragile

I wanna be understood
you know I just want to feel good
who’s the monster?
who’s the monster?

I try to voice the way I feel
a word about you or me right here

Oh am I a monster?
Oh am I a monster?
Oh am I a monster?

don’t let me go

Oh am I a monster?
Oh am I a monster?
Oh am I a monster?
Oh am I a monster?

I do wanna feel you by my side
I wanna fight the stereotypes
I pray the night to touch me inside

I wanna be understood
you know I just want to feel good
who’s the monster?
who’s the monster?

I try to voice the way I feel
a word about you or me right here

Oh am I a monster?
Oh am I a monster?
Oh am I a monster?

don’t let me go

Oh am I a monster?
Oh am I a monster?
Oh am I a monster?
Oh am I a monster?

Oh come with me, take a leap, start to drive
make noise and tell me I’m alive

I’m all alone
I’m on my own, my own
don’t let me go

I’m all alone
I’m on my own
come take me home

Oh am I a monster?
Oh am I a monster?

CREDITS
Composers: Diego Ceccon e Davide Sartore
Publishers: Universal Music ; Contessi S.R.L.S. ; Umberto Iervolino Edizioni Musicali Arrangement: Umberto Iervolino
Executive Producer: Niccolò Presta
Artistic Producer: Umberto Iervolino
Guitars: Raffaele Rufio Littorio
Backing Vocals: Nadia Marchese, Paolo Provenzano
Piano, Keyboards, Computer Programming: Umberto Iervolino
Computer Programming: Diego Ceccon
Recorded and Mixed in Milan at AISHA STUDIO by Marco D’Agostino
Assistant: Luca Caligola
Mastered by 96Khz in Milan
Video: Giovanni Spatola
Special thanks to: “Associazione Musicale SoloSuono CT” and Giuseppe “the teacher” Pirronello

 

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Claudio Ramponi
Claudio Ramponi Cremona 08-08-1956 Comincia a studiare musica all'età di 8 anni presso la Banda Musicale Cittadina di Romagnano Sesia. Nel 1971 forma il gruppo Pick-up con Franco Serafini e Claudio Allifranchini. Nel 1973 sempre con i Pick-up collabora con l'Orchestra di Luciano Fineschi ed inizia a studiare basso e chitarra classica col M° Antonio Mastino. Nel 1974 con i Museum inizia professione di musicista suonando nei principali dancing del Nord Italia. Nel 1975 passa con i Fango (che cambieranno poi il nome in Fantastic Big Orchestra e quindi Fragola & Panna) restandoci fino agli inizi del 1978, dovendo interrompere causa servizio militare, prestato nella Fanfara della Brigata Alpina Taurinense in cui suona il trombone a coulisse. Nel 1979 entra a far parte dei Panda appena prima della scissione del gruppo e con i fuoriusciti membri forma il gruppo Everest con cui registra per la PolyGram Italiana il singolo "Hey città / Park Hotel". Nel 1982 scrive gran parte dei testi per l'album di esordio di Franco Serafini, tra cui il singolo "Se ti va cosí". Nel 1984 si iscrive al Conservatorio Antonio Vivaldi di Novara dove studia contrabbasso per 2 anni col M° Giorgio Giacomelli e consegue la Licenza di Teoria e Solfeggio sotto la guida del Mº Gabriele Manca. Dal 1986 al 1997 lavora come bassista freelance con diversi gruppi ed orchestre tra cui Kalliope, Working Brass, Cabarock, Diego Langhi Big Band, Claudio Allifranchini Big Band, Daniele Comoglio Quartet. Collabora inoltre con la Vetriolo S.r.l. alla realizzazione di jingles pubblicitari in onda sui principali network nazionali. Nel 1991 conosce Raffaele Fiore e con lui collabora alla realizzazione dei testi ed arrangiamenti oltre alla produzione dell'opera rock "4uattro" portata in scena in diversi teatri del novarese tra cui il Faraggiana di Novara, il Silvio Pellico di Trecate ed il Comunale di Oleggio. Contemporaneamente collabora come polistrumentista con la Compagnia La Goccia di Novara per le rappresentazioni teatrali dei musical "Jesus Christ Superstar", "Hair", "Tommy" e diversi Concerti Tributo ai Beatles. Inoltre si unisce, in qualità di corista, al gruppo A Fourty One che allestisce un mega tributo ai Queen con due gruppi contemporaneamente sul palco ed un coro di 20 persone, portato in scena in diversi palasport, teatri e locali di Piemonte e Lombardia tra il 1992 ed il 1995. Nel 1997 si trasferisce a Tenerife, Isole Canarie, dove tuttora risiede esercitando la professione di musicista nei principali hotel.

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